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Gli stagisti

Creato il 05 agosto 2013 da Veripaccheri
Gli stagisti (The Internship)
di Shawn Levy
con Vince Vaughn, Owen Wilson, Rose Byrne
Usa, 2013
genere, commedia
durata,

Gli stagisti Incapace di adeguarsi al cambiamento e messa all’angolo dalla religione tecnologica la commedia americana si è adeguata al nuovo trend riformulando il proprio campo d’applicazione. Così, ripulita dagli eccessi di una natura romatica troppo frivola per la complessita dei nostri giorni, e generalmente poco avvezza alla critica di costume, quasi sempre affidata alle estemporaneità del cinema d’autore, il genere in questione è diventato nei suoi casi più eclatanti palcoscenico di storie popolate da categorie maschile incolte e demenziali, intente a rinnovare il feticcio di una gioventù da ultimo minuto, perduta in un nonsense esistenziale che rimanda all'infinito il momento del trapasso. Alle prese con lo scorrere del tempo i protagonisti delle sue storie si rifugiano nel mito dell’eterna giovinezza, navigando in opposte direzioni: da una parte la esorcizzano prendendola di petto con sgangherata esuberanza  - è il caso di Apatow e dei suoi seguaci in questi giorni nelle sale con “Facciamola finita” del neo regista Seth Rogen – oppure assecondandola con beata indifferenza, come capita a Vince Vaughn ed Owen Wilson, compagni di viaggio ("2 single a nozze - Wedding Crashers", 2005) in una contemporaneità di cartapesta che si divertono a cavalcare con un mix di edonismo e filosofia da idiot savant


Gli stagisti Ed è proprio spingendo l'acceleratore su quest'ultimo aspetto, e mettendo per un attimo da parte il talento da playboy (nel film il personaggio di Vaughn viene lasciato dalla fidanzata mentre quello di Wilson è costretto agli straordinari per convincere la bella di turno ad uscire con lui) che i nostri si presentano ai nastri di partenza con la loro ultima fatica. 

Ne "Gli stagisti" (The Internship) infatti interpretano due venditori, Nick (Vaughn) e Billy (Owen), colpiti dalla crisi che li ha lasciati senza lavoro, costringendoli a riciclarsi in un mercato del lavoro sconosciuto ed ostile. La salvezza si materializza nello stage indetto dalla Google per selezionare nuovi proseliti. Rientrati per miracolo nella cerchia dei prescelti Nick e Billy si ritrovano a competere con uno stuolo di teen ager competitivi e "cibernetici", disposti a tutto pur di assicurarsi la posta in palio. 
Diretto da un esperto del settore come Shawn Levy regista de "Una notte al museo" (2009) e del relativo seguito, "Gli stagisti" si sviluppa su una trama arcinota, con la coppia di protagonisti impegnata a sconfessare le cassandre, conquistandosi un posto al sole tra il tripudio degli astanti. Per farlo Vince Vaughn, sceneggiatore oltrechè attore, estremizza la componente più matura della coppia, precipitando Nick e Billy in una situazione paradossale, con il ritorno sui banchi di scuola che punta tutto sul gap generazionale e di conoscenze rispetto al resto del contesto. Legati ad un cinema che il più delle volte si è rivolto a loro per enfatizzarne la parte più bambocciona, questa volta Vaughn e Wilson attraverso i loro personaggi sono chiamati ad interpretare ruoli di segno opposto. Seppur impregnati di un infantilismo che il lavoro di venditore - naturalmente portato ad adulare ed a sedurre -  gli consente di nascondere sotto le vestigia di un'esperienza acquisita sul campo, Nick e Billy diventano una sorta di padri putativi nell'ambito del gruppo, accompagnando i ragazzi attraverso una serie di passaggi che seppur originati dalle prove d'esame che i frequentatori devono superare, diventano le fasi di un'iniziazione alla vita di cui i due adulti, con il loro esempio ed i loro consigli, diventano mentori. Se il fatto di portarci dietro le quinte di un colosso come Google rappresenta un'assoluta novità, lo stessa cosa non si puo dire del film.  A parte la simpatia dei due protagonisti, vera o presunta che sia, il film si snoda attraverso una canovaccio già viste tanto nei caratteri - come molti film scolastici anche qui abbiamo la solita galleria di tipi umani, dall'antipatico ma talentuoso al secchione della classe, alla ragazza bella ma problematica - che nelle situazioni - una su tutti la riunione finale dove i personaggi in toto, con la scusa della proclamazione dei voti sono chiamati a raccolta per ascoltare la "morale della favola" - condite da un frasario ipertecnico che vorrebbe enfatizzare l'inadeguatezza di Nick e Billy, ed invece finisce per diventare un rap noioso e disturbante. Privo di trovate ma ricco di glamour per il fatto di potersi fregiare di aneddoti e curiosita legati al famoso motore di ricerca, "Gli Stagisti" è anche l'ennesimo compendio di frasi fatte e filosofia spicciola che arriva a rivalutare un film come "Flashdance" (1983) assurto a bibbia del sogno americano quando Billy, sull'esempio dell'indimenticata Alex (Jeannifer Beals) incita i ragazzi a crederci fino in fondo ed a non mollare mai. Uscito senza successo negli Stati Uniti "Gli Stagisti" paga forse l'eccessivo buonismo di un copione che impantana Vaughn ed Owen all'interno di un contenitore lungimirante e saggio, che poco si addice ai due indisciplinati buontemponi.  (pubblicata su ondacinema.it)

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