Gli Stagisti: la Commedia Più Sfortunata del 2013

Creato il 03 marzo 2014 da Dietrolequinte @DlqMagazine
Roberto Accurso 3 marzo 2014 cinema, vedere Nessun commento

Commedia diretta nel 2013 da quel Shawn Levy responsabile di successi come Una notte al museo (2006) e Notte folle a Manhattan (2010), Gli stagisti (The Internship) vede come protagonisti due delle icone del genere negli USA: Owen Wilson e Vince Vaughn. Fin qua nulla di strano, anzi ci sono tutte le premesse per pensare che la pellicola, nonostante non sia di certo un capolavoro, avesse i giusti requisiti per fare molto bene al botteghino, con quegli ingredienti tipici del film leggero americano, che da sempre trovano, pur osteggiati da gran parte della critica (spesso francamente eccessiva in certi giudizi negativi), territorio fertile nelle nostre sale. La trama è semplice ma tutto sommato carina: due venditori di orologi, a causa di quella tecnologia che ha in parte reso accessorio l’oggetto del loro lavoro, perdono il posto. Billy e Nick sono sicuramente in gamba ma ora, sia per questioni anagrafiche che per una certa difficoltà a stare al passo con i tempi (normale per dei quarantenni costretti a ricominciare da zero in un mondo dominato da boriosi ragazzetti nati e cresciuti con i computer), trovare un nuovo impiego non sarà per nulla facile. Quando tutto sembra perduto (e Nick si è già rassegnato a fare il venditore di materassi) ecco l’idea geniale: i due fanno domanda per essere selezionati per uno stage a Google che, superando una serie di prove, potrebbe portarli ad essere assunti dalla famosa multinazionale. Da qui in poi, Billy e Nick, catapultati in un contesto da campus e costretti a giocarsi le proprie carte in una squadra di reietti, avranno molto da imparare ma anche tanto da insegnare ai loro giovanissimi colleghi.

Il binomio college/comicità è ormai un classico, dal precursore Animal House, passando per la serie degli American Pie fino ad arrivare a un film che a tratti risulta identico a The Internship, Old School, interpretato dal fratello di Owen, Luke Wilson, e dallo stesso Vaughn. Molte scene qui risultano prevedibili, molte idee già viste e sperimentate, e di certo la pellicola non rappresenta il meglio che Hollywood ha sfornato lo scorso anno, ma nemmeno la peggiore o la più noiosa tra le commedie uscite negli ultimi tempi; detto ciò come doverosa premessa, ci si chiede perché Gli stagisti abbia avuto una sorte tanto avversa. Arrivato nelle sale statunitensi nel giugno del 2013, dove tra l’altro non è andato nemmeno tanto male (circa 45 milioni di dollari incassati), il film sarebbe dovuto uscire in Italia il 26 settembre, ma poi inspiegabilmente si è deciso di distribuirlo in pochissime copie i primi giorni di agosto in piena estate. Pur anticipata da molti trailer e da commenti non troppo negativi (unica eccezione l’accusa piuttosto pesante di pubblicità nemmeno volutamente occultata al colosso Google), la presenza della pellicola (finita prestissimo nel dimenticatoio) al cinema è stata dunque quasi nulla.

Ho letto in alcuni siti parlare di occasione sprecata perché si sarebbe potuto affrontare meglio il tema della disoccupazione e del mondo del lavoro (ma poi mi chiedo perché dovrebbe farlo proprio un’opera del genere nata col solo intento di strappare qualche risata), altri accanirsi ferocemente contro la scelta di utilizzare il campus Google e di non affidarsi a uno pseudo-marchio inventato. Insomma, il film aveva fatto parlare di sé, c’era un’attesa seppure non spasmodica nei suoi confronti, e di certo non sarebbe potuto essere peggiore di tanta robaccia che riempie le nostre sale. In definitiva, Gli stagisti è stato esempio lampante di come talvolta le dinamiche legate alla distribuzione di una pellicola in Italia siano alquanto misteriose e il più delle volte prive di logica (una domanda su tutte: perché spendere soldi per la pubblicità di un lungometraggio che non si intende distribuire?). Da qualche giorno, intanto, Gli stagisti è finalmente disponibile in DVD e Blu-ray e pertanto vi consigliamo di riscoprire questa simpatica commedia che, almeno da noi che amiamo il cinema, verrà ricordata come la più sfortunata del 2013!


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