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#GliAgentiRaccontano: Real Madrid – Juventus 0-2: Tutti in piedi per Alex!

Creato il 19 novembre 2015 da Agentianonimi

Eccoci di nuovo qua, dopo soli 15 giorni, a parlare di un’altra “Partita Perfetta”, una gara Diversa dai canoni abituali, una partita che rimarrà per sempre nella storia del calcio. Forse questa è la categoria preferita da voi lettori o forse è soltanto una strana coincidenza, ma certamente non è per caso che Real Madrid – Juventus del 5 Novembre 2008 è entrata nella storia del calcio europeo. I bianconeri conquistano il Bernabeu, Alex Del Piero illumina con la sua luce una grandissima notte di Champions League. #GliAgentiRaccontano Real Madrid – Juventus 0-2: Tutti in piedi per Alex!

 

«Questa volta dovremo preoccuparci di essere efficaci e tenere d’occhio Del Piero, uno che ti frega in tutti i modi».

Iker Casillas [Prima di Real Madrid-Juventus 0-2 del 5 novembre 2008 con doppietta di Del Piero].

A volte non serve una finale o una partita da dentro a fuori, a volte basta giocare un turno del girone di Coppa per scrivere la storia e, come al solito, possiamo certamente dire: Chi l’avrebbe mai detto? Chi avrebbe scommesso sul successo di quella Juventus? Nessuno o forse soltanto i tifosi bianconeri più incalliti. Quarta partita del girone che porta dritti agli ottavi di finale, la Juve è carica dopo l’impresa di Torino. I bianconeri sotto la Mole hanno vinto per due reti ad una contro il Real Madrid grazie ai gol di capitan Del Piero e dell’Italo-brasiliano Amauri. I Blancos sono feriti e meditano vendetta, nella speranza di qualificarsi come primi della classe. Ma fato, come al solito, sorride, inganna, crea e lascia intravedere il suo volere. La Juventus scende in campo con una casacca color oro. Oro, il metallo più prezioso e desiderato, prezioso e desiderato come il gioiello più grande della storia bianconera, Alessandro Del Piero. D’oro come il premio che avrebbe meritato più volte nella sua carriera, un riconoscimento quasi dovuto. Alessandro Del Piero il 5 novembre 2008 si è preso la sua ennesima personalissima rivincita, dimostrando al mondo intero che il suo è un talento purissimo e prezioso, che non ha bisogno di titoli onorifici per entrare nel firmamento delle stelle del pallone.

La differenza tra le due squadra è abissale, leggendo le formazioni prima della partita un solo risultato sembra pronosticabile. I padroni di casa allenati da Schuster scendono in campo con un 4-3-3 molto offensivo, Casillas in porta, davanti a lui Sergio Ramos, Heinze, Cannavaro e Marcelo, Guti, Diarra e Drenthe davanti alla difesa, Sneijder, Raul e Ruud Van Nistelrooy. Claudio Ranieri risponde con il solito 4-4-2, Manninger sostituisce Buffon tra i pali, Mellberg, Legrottaglie, Chiellini e Molinaro in difesa, Sissoko e Thiago interni di centrocampo con Nedved e Marchionni sulle fasce, in attacco Del Piero e Amauri.

La partita non ha una storia stavolta, la gara si identifica con le due magie del capitano bianconero. Minuto 17, Guti imposta ma perde malamente il pallone, riparte la Juve con Marchionni, l’esterno italiano controlla e serve Del Piero che prende palla sulla trequarti, si gira e punta Fabio Cannavaro. L’ex-pallone d’oro non gli concede il solito rientro sul piede dentro ma Alex sorprende tutti, cambio di peso e direzione e sinistro angolatissimo che non lascia spazio a Iker Casillas.

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La Juve è ancora una volta in vantaggio, e ancora una volta grazie al suo capitano, un capitano che, nonostante l’età, lotta come un leone su ogni pallone tenendo testa quasi da solo ai difensori in maglia bianca. Ma è già tempo di chiudere i giochi, minuto 66 Cannavaro sgambetta Sissoko, punizione dai 25 metri in favore del Dieci. Non è un calcio piazzato, per Alex un tiro da quella mattonella è come un calcio di rigore. Destro a giro, la barriera si apre ed è 2-0.

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Una manciata di minuti dopo: Iaquinta rientra sulla fascia, cross in mezzo e sempre Pinturicchio a farsi trovare pronto; stop e girata di mancino. I secondi diventano ore, i tifosi in piedi già pronti ad esultare, a gioire per la tripletta del capitano, a vedere lo stesso a portare a casa il pallone, purtroppo tutto ciò non avverrà. Il pallone sfiora di pochi millimetri il palo alla sinistra di Casillas e dalle tribune si innalza un urlo di dispiacere, urlo che proviene dal punto più profondo del cuore juventino, perché oramai i tifosi sanno già che la partita terminerà presto e che il sogno della tripletta del capitano al Bernabeu sta svanendo pian piano.

Pochi minuti dopo, al 47’ del secondo tempo, mister Ranieri richiama in panchina Del Piero, sostituendolo con De Ceglie. La reazione del pubblico madrileno è da pelle d’oca: quasi inaspettatamente Pinturicchio riceve una standing ovation che difficilmente si è mai udita nelle grandi manifestazioni calcistiche e nei grandi stadi, rara perché può essere dedicata solo a un numero di personaggi che, come logica suggerisce, è molto limitato. L’applauso scrosciante del pubblico tutto in piedi, in quella sera autunnale di Madrid, testimonia il grande calcio che riusciva ad esprimere, aveva appena annichilito praticamente da solo un Real Madrid in pompa magna, ma soprattutto la facilità nel fare tutto questo.

©Jonathan Moscrop - LaPresse 05 11 2008 Madrid ( Spagna ) Sport Calcio Real Madrid CF v Juventus Football Club - 2008 2009 UEFA Champions League matchday 4 - Stadio Santiago Bernabeu Nella foto: Alessandro Del Piero saluta il Bernabeu ©Jonathan Moscrop - LaPresse 05 11 2008 Madrid ( Spain ) Sport Soccer Real Madrid CF versus Juventus - 2008 2009 UEFA Champions League matchday 4 - Santiago Bernabeu Stadium In the photo: Alessandro Del Piero salutes the public at the Bernabeu as he is substituted

E guardando gli occhi dei tifosi, ripresi alla tv, ti viene in mente quell’affermazione di un noto personaggio della tv, quella frase che l’ha reso famoso, parole che riecheggiano sempre ogniqualvolta che si parla di Pinturicchio

 Aaaah! Come gioca Del Piero…! “

   Maurizio Mosca

A Cura di Vito Lecce & Gianluca Zanfi


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