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Golden Globe: sorprese e conferme, vincitori e vinti

Creato il 12 gennaio 2015 da Luigilocatelli

I cinepremi più importanti dopo l’Oscar son stati assegnati stanotte. La lista completa dei vincitori – anche quelli della sezione tv – la trovate al sito ufficiale. Basta una rapida occhiata per rendersi conto di come siano più d’una, e abbastanza pesanti, le sorprese. Anche se le conferme non mancano.

LE CONFERME

Boyhood

Boyhood

La vittoria di Boyhood, cui vanno 3 Golden Globe: migliore film categoria Drama; migliore regista (Richard Linklater), migliore attrice non protagonista (Patricia Arquette). Se li merita tutti, è un grande film, anche se in Italia non è stato molto amato né dai critici istituzionali né dal pubblico, che non è certo corso a riempire le sale.
I 2 Golden Globe a Birdman (Michael Keaton migliore attore categoria Comedy, migliore sceneggiatura). Il film di Iñarritu (lanciato, ricordiamolo, allo scorso Venezia Film festival dove non gli hanno dato sciaguratamente nessun riconoscimento) ha però mancato il premio come migliore film nella categoria Comedy, andato a Grand Budapest Hotel di Wes Anderson. Spiace, perché Birdman (in Italia dal prossimo 5 febbraio) è il miglior film americano dell’anno insieme a Boyhood (ma pure il film di Anderson è bellissimo, non è proprio il caso di stracciarsi le vesti).
Julianne Moore migliore attrice per Still Alice (nei nostri cinema dal 22 gennaio), dov’è una 49enne malata di Alzheimer precoce. Film medio anzi mediocre, di televisiva piattezza e didascalicità (della televisione di una volta, intendo), ma perfetto vehiche per la Moore che sfrutta l’occasione al meglio. Vincerà anche l’Oscar, ovvio, malati e portatori di varie disabilità piaccion sempre molto all’Academy (e lo scorso maggio Julianne Moore si era pure portata via a Cannes il premio di migliore attrice per Maps to the Stars: è proprio il momento suo).
J.K. Simmons migliore attore non protagonista per Whiplash, dov’è il roccioso, inflessibile, autoritario fino al sadismo direttore di un jazz ensemble formato da studenti di una scuola di musica. Film irresistibile visto alla Quinzaine a Cannes e poi al Torino Film Festival, e non ancora uscito nelle nostre sale.

LE SORPRESE

La teoria del tutto

La teoria del tutto

Eddie Redmayne migliore attore cat. Drama per La teoria del tutto (nei nostri cinema dal 15 gennaio). Tutti si aspettavano che il GG se lo prendesse Benedict Cumberbatch per The Imitation Game. Ma nella sfida tra i due biopic dell’anno – tutte e due inglesi, tutti e due centrati su figure di scienziati assai speciali, pur se diversamente speciali – vince inaspettatamente Redmayne, credibilissimo Stephen Hawking. Intendiamoci, Cumberbatch è altrettanto bravo, però all’interno di un film, The Imitation Game, alquanto mediocre. Sarano contenti al Torino Film Festival, dove hanno avuto la felice intuizione di presentare in anteprima italiana La teoria del tutto e di dare un premio a Eddie Redmayne. Il quale si è presentato in conferenza stampa con grande amabilità e senza alcuna spocchia divistica. Una bella persona, non si può che essere contenti per il suo GG.
Grand Budapest Hotel miglior film cat. Comedy. Tutti davano per favorito Birdman di Iñarritu, invece ha finito col prevalere il film di Wes Anderson. Bellissimi tutti e due, comunque. Ecco, se proprio dovessi scegliere con una pistola puntata alla tempia, sceglierei Birdman.
Leviathan migliore film in lingua straniera. Sembrava inarrestabile, il ciclone Ida. Il film polacco era dato per strafavorito dopo che aveva già ramazzato in tutto il mondo una quantità inverosimile di premi, dal London Film Festival agli Efa. Invece inaspettatamente è spuntato il bellissimo, poderoso Leviathan del russo Andrei Zvyagintsev, uno dei migliori film dell’anno, presentato a Cannes e lì premiato per la migliore sceneggiatura. Ci hanno visto giusto, i votanti dei Golden Globe, Leviathan è meglio, è più importante, è meno arty, di Ida. Un allarmante racconto di potenza dostojevskiana su violenza, corruzione e sopraffazione nella russa putiniana. Capolavoro. Staremo a vedere agli Oscar, dove la sfida tra i due si rinnoverà.
Amy Adams migliore attrice protagonista cat. Comedy per Big Eyes. Sorpresa sì, ma relativa. Anche se il film di Tim Burton non è gran cosa (è però il suo meglio, o il suo meno peggio, da parecchio tempo in qua), Amy Adams è al solito formidabile. E poi non aveva vere concorrenti, se non la Julianne Moore di Maps to the Stars (qui le nominations), cui evidentemente non si poteva dare un altro Golden Globe dopo quello come migliore attrice drammatica per Still Alice.
Niente a Gone Girl. Per la verità la sorpresa c’era già stata all’annuncio delle nominations, quando al noir di David Fincher ne toccò soltanto una (a Rosamund Pike come migliore attrice categoria Drama). È che in America il film non ha avuto quell’accoglienza critica trionfale che inspiegabilmente ha trovato invece tra i recensori italiani, anche tra i più insospettabili, i più autorialisti ed elitisti.
Dragon Trainer 2 migliore film d’animazione. Le attese eran tutto per The Lego Movie, ma va detto che DG2, anche se non all’altezza di certi capolavori animati del cinema recente, il suo premio se lo merita.


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