Magazine Cultura

Grant morrison: "con wonder woman earth one mi piacerebbe scrivere un fumetto per le ragazzine e allo loro madri"

Creato il 29 giugno 2013 da Comixfactory

GRANT MORRISON:

Wonder Woman
di Yannick Paquette


Dopo alcuni anni di lavorazione, al punto che in molti temevano che il progetto non si sarebbe mai concretizzato, la graphic novel Wonder Woman: Earth One di Grant Morrison e Yannick Paquette si appresta finalmente ad arrivare sugli scaffali, e con l'avvicinarsi della data in cui sarà ufficializzata la distribuzione cominciano a fioccare le prime indiscrezioni e dichiarazioni degli autori.
Nel corso di una recente intervista rilasciata a Hero Complex, il blog del Los Angeles Times, lo scrittore scozzese ha rivelato alcuni dettagli della sua opera, raccontando come è stato coinvolto nel progetto di ricreare l'amazzone e qual è stata la vera sfida ingaggiata nel compiere una operazione di questo tipo.
Hero Complex: Una Graphic Novel incentrata su Wonder Woman è un progetto impegnativo. Perché hai deciso di lavorare su un volume autoconclusivo invece che sulla serie regolare? 
Grant Morrison: Fondamentalmente perché Dan DiDio venne da me e mi chiese: "che ne diresti di realizzare una graphic novel su Wonder Woman?". Il progetto non è stai mai pensato come serie limitata di sei o qualcosa del genere. Si tratta di un formato completamente differente. Mi piace l'idea di essere in grado di scrivere qualcosa che sia simile a un romanzo e anche di raccontare una versione differente della storia di Wonder Woman. 
HC: Si tratta, dunque, di un personaggio che ti sarebbe piaciuto affrontare prima o poi? 
GM: Più o meno. Me ne ero occupato in passato durante la mia gestione della Justice League, ma si trattava più che altro di una specie di presenza. A essere sinceri, c'è qualcosa nel personaggio che mi infastidisce, e questo perché ho faticato a trovare una chiave di lettura. Avvertivo come se ci fossero un sacco di contraddizioni in lei... ed è per questo che rappresenta una sfida per molta gente. Se leggete le dichiarazioni rilasciate da alcuni registri riguardo il personaggio, si riducono sempre a frasi del tipo "Oh, non possiamo fare un film su Wonder Woman perché la gente non comprerebbe questo, questo, questo o questo". Così sembra che sia un personaggio molto impegnativo. E poiché ho lavorato su Superman e Batman, davvero volevo completare la Trinità dei maggiori personaggi della DC. Anche se sembra che ci sia arrivato per la porta di servizio, alla fine ho realizzato: "Sì, voglio davvero fare qualcosa con questo personaggio e voglia lavoraci in un modo che funzioni".
HC: Come hai cominciato? Hai recuperato i vecchi albi e li hai letti? 

GRANT MORRISON:

Sensation Comics #1
segna il debutto di
Wonder Woman

GM: Come faccio di solito, ho iniziato a individuare i principi alla base dei personaggi, andando indietro fino a quelle che erano le intenzioni originali dei creatori. Ho letto tutte le vecchie cose scritte da William Moulton Marston [che si firmava Charles Moulton] e disegnate da Harry Peter. Ma mi sono molto documentato anche riguardo le vicende domestiche di Marston, perché era uno psicologo degli anni '30 molto progressista, e anche sua moglie era una rinomata psicologa, ed entrambi condividevano una amante di nome Olive Byrne, che fu anche la modella cui si ispirò per WW. Vivevano questo rapporto molto libero, molto prima dell'amore libero degli anni '60. Si tratta di un personaggio molto interessante, e Wonder Woman fu creato proprio on contrapposizione con la esasperata mascolinità dei fumetti dell'epoca. Si proponeva lo scopo di insegnare ai ragazzi dell'epoca quanto sarebbe stata saggia la scelta di sottostare ad una autorità benevola di una donna, una scelta che avrebbe fatto terminare le guerre e avrebbe posto fine alla lotta tra uomini. Era una miscela inebriante. Era un uomo intelligente, con al fianco una moglie altrettanto intelligente, che avevano con loro una ragazza intelligente. Tutti insieme svilupparono questo personaggio fantastico, e così sento che in realtà non si tratta di un supereroe. L'essenza di Wonder Woman è che si tratta del tentativo di uno psicologo di darci una lezione. E benché io non sia necessariamente d'accordo con la particolare visione del mondo che aveva Martston, desidero fare qualcosa che si basasse su quegli ideali. 
HC: Quindi non si tratta di un fumetto di super-eroi?
GM: Non è un fumetto in cui i super-eroi si prendono a cazzotti l'uno con l'altro. Riguarda i sessi e ciò che prova l'uno nei confronti dell'altro, e come potrebbe apparire una società di donne tagliata fuori dal mondo per oltre 3000 anni, e che tipo di sessualità, di filosofia, di scienza potrebbe aver sviluppato, e che impatto potrebbe produrre sul nostro mondo se improvvisamente si venisse a scoprire dell'esistenza di queste donne. A mio parere, questa è stata la storia originale di Wonder Woman, ma quando ti trovi a raccontarla di nuovo ci sono un sacco di spunti riguardanti come si è evoluto il mondo ai giorni nostri e ciò che provano i sessi l'uno dell'altro, specialmente in un'epoca in cui la pornografia è diventata così presente,  rispetto a quello strano erotismo che aveva Marston. Credo che si tratti di un modo molto interessante per affrontare i problemi che ha attualmente il nostro mondo.  
HC: Wonder Woman è uno dei pochi super-eroi creati per essere un modello di riferimento per le ragazze, non solo per un pubblico maschile. Speri di attrarre un vasto pubblico femminile? 
GM: Assolutamente sì. Vedremo cosa accadrà. Immagino che tutto sia possibile. Molto dipenderà dalle scelte di marketing e dal tipo di interviste che rilasceremo. Ma sì, ne parlavo l'altro giorno e dicevo: "questo è un volume per le madri e le loro figlie". Ma credo che sia adatto alle adolescenti. Magari non a quelle più giovani, potrebbe rivelarsi troppo forte. Ma lo sarà sicuramente per le loro madri e le adolescenti. 

HC: Wonder Woman è anche uno dei pochi eroi che fa ricorso alla diplomazia così come all'uso della forza. Hai tenuto conto di questo fattore? 

GM: quello che ho provato a fare, e quello che ho fatto con Superman e Batman, è stato tentare di far incarnare il personaggio sulla pagina. Tutti i personaggi e ciò che hanno significato per le differenti generazioni, voglio mettere tutto all'interno di questa nuova incarnazione, e anche questi aspetti sono importanti. Inoltre, Wonder Woman è la dea della verità, quindi questo che vuol dire? Negli anni '90 era un aspetto importante. Così inseriremo anche questo aspetto - cosa accade a qualcuno che è il difensore della verità se la verità è la cosa che può distruggerlo? ... Stiamo cercando anche di affrontare la questione del perché Wonder Woman indossa un costume, che ritengo sia quasi ridicolo. Stiamo giocando un po' con questi aspetti e stiamo provando a fare qualcosa di differente, una cosa che sorprendentemente nessuno ha fatto in precedenza. Faremo qualcosa riguardo il suo aspetto, che sarà molto diverso. 
HC: Gail Simone e Brian Azzarello hanno ricevuto molti apprezzamenti per la loro gestione del personaggio. Quali aspetti di queste interpretazioni conserverai?

GRANT MORRISON:

Wonder Woman di
Harry Peter

GM: Non voglio essere troppo influenzato. Le uniche influenza che davvero volevo avere erano quelle delle storie originali di Marston e Harry Peter e della serie televisiva con Lynda Carter, che credo sia una trasposizione molto buona e funzionale del concetto di Wonder Woman per un pubblico di massa. Mi piace per questo motivo, e anche Lynda Carter impersonava il personaggio in maniera così appropriata. Ma lei non poteva davvero fare le cose per cui originariamente WW era stata concepita. Per quanto riguarda le versioni di altri autori, ho davvero apprezzato la Wonder Woman di Gail Simone, e mi sta davvero piacendo ciò che ha fatto fino a ora Brian Azzarello, ma io non voglio essere influenzato da loro, per questo motivo non ho riletto le cose recenti. Ho solo accettato il fatto che altri scrittori, che mi sono contemporanei, hanno fornito altre versioni accettabili del personaggio, così ho voluto fare qualcosa di diverso. 
HC: Qual è stato il contributo apportato da Yannick Paquette? 

GM: Il suo grande talento per il disegno. Le prime 15 pagine sono in sostanza la rivisitazione dei miti greci filtrati attraverso la storia originale di Wonder Woman, con Ercole che ha schiavizzato le amazzoni e Hippolyta in catene, e con la fuga delle Amazzoni su isola Paradiso per sottrarsi al giogo degli uomini. Adesso che mi ha spedito l'intera sequenza posso finalmente apprezzare questo magnifico affresco, organizzato come un incastro di immagini intervallate da classici elementi decorativi delle ceramiche greche. Ed è anche bravo a rendere le donne molto attraenti, che è un tratto importante. Wonder Woman è un personaggio femminista. Ma nel fumetto originale, le Amazzoni di Isola Paradiso sono tutte truccate secondo la moda in voga negli anni '30. Ho pensato che avremmo dovuto mantenere questo aspetto. Anche dopo 3000 anni di separazione dall'uomo continuavano a utilizzare i cosmetici. Ed è qualcosa di davvero strano di cui abbiamo voluto conservare l'aspetto rituale e feticista. Yannick ha catturato questo aspetto, quello che volevo conservare - l'erotismo di Wonder Woman - e ha aggiornato in maniera brillante l'approccio di Harry Peter. 

HC: Negli ultimi anni Wonder Woman, a differenza di Batman e Superman, non è riuscita a conservare l'interesse del grande pubblico. Perché? 

GM: penso semplicemente che nessuno ne abbia ancora raccontato una grande storia. Credo che sia un peccato. Se torniamo alla sua versione originale, essa incontrò l'interesse del grande pubblico. Ed è per questo motivo che anche io sono tornato alle origini. Negli anni '40 Wonder Woman era davvero un fumetto che vendeva bene. Un vero successo. Ma le vendite cominciarono a decrescere immediatamente dopo la morte di Marston. Ovviamente qualsiasi stranezza egli avesse inserito nelle storie di WW fa adesso parte del DNA del personaggio. Stiamo tentando di riportare nella storia alcuni di questi elementi. E' una versione differente. Una versione moderna. Realizzata da uno scrittore che non necessariamente condivide la filosofia di Marston ma che vuole rendere onore alla stranezza di quello che fece e al messaggio che stava tentando di dare ai ragazzini. 

GRANT MORRISON:

Grant Morrison



Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog