“Grazie per la neve che sta scendendo."

Da Alessandrastarace @alessandrastar2
"Grazie per la neve che sta scendendo. Mi è sempre piaciuta,ma adesso mi sembra proprio puntuale. Tempestiva. Porta pulizia. Porta bianco. Costringe all'attenzione. Ai tempi lunghi. Lima rumori e colori. Lima le bave dei sensi. Ce n'è bisogno. Ancora per un pò." La neve, che sta cadendo in questi giorni e sta ricoprendo la nostra penisola di un soffice mantello bianco, ci coinvolge trascinandosi in un universo che sembra sospeso, in cui si può mettere da parte, almeno per un attimo, la logicità della ragione ed abbandonarsi alle emozioni più semplici.
Il brano sopracitato, riaffiorato alla mia mente, è tratto dal romanzo di Luciano Ligabue "La neve se ne frega". La neve, all'interno del romanzo, assume un significato simbolico di notevole spessore.   Il mondo è pulito. Le risorse rispettate. I bisogni soddisfatti. Un soffice rigore governa l'esistenza. Tutto secondo i diritti e i doveri del Piano Vidor. Siamo nel 2166 e nel migliore dei mondi possibili, sia pur a fronte di un controllo totale. Il Piano Vidor ha a cuore il benessere e la felicità delle coppie e infatti DiFo e Natura sono felici, secondo programma. Lavorano, fanno l'amore, frequentano amici, si lasciano intrattenere dalle forme di spettacolo consentite. Spendono insomma il tempo che è stato dato loro in sorte, con appassionata diligenza. Ma quel tempo, apparentemente così simile al nostro, è segnato da una profonda alterazione socio-biologica che ha a che fare con il mistero del nascere, del venire al mondo. DiFo e Natura sono destinati a imbattersi in quel mistero e ad aprire una fatale contraddizione nel paradiso del Piano Vidor. L'applicazione del Piano consiste nel controllare i pensieri, i sentimenti e il linguaggio dei cittadini. Essi sono osservati dalle telecamere del governo, privati delle proprie idee e di ogni forma di spirito critico. In questo clima di repressione della libertà, la neve, interferendo con le riprese delle telecamere del Piano Vidor, fa in modo che il governo non possa controllare i cittadini, almeno durante le nevicate. La neve rappresenta, quindi, la libertà, è un elemento che va contro le ingiustizie sociali, contro tutti gli strumenti di potere e di oppressione che si servono delle tecnologie più avanzate. "La neve se ne frega" è anche il titolo di una graphic novel, adattamento fumettistica del romanzo, pubblicato dalla Panini. Il fumetto è stato scritto da Matteo Casali e disegnato da Giuseppe Camuncoli detto " Cammo". Un altro libro, che mi piacerebbe rileggere, in questa circostanza, accoccolata sul divano, è: "Neve", il piccolo capolavoro poetico di Fermine Maxence.
Nel Giappone di fine ottocento, Yuko, un diciasettenne ribelle, lascia la famiglia per diventare poeta. Ma la sua poesia, interamente dedicata alla neve, è troppo bianca, e per imparare a darle colore, Yuco deve seguire gli insegnamenti del vecchio poeta Saseki, ormai divenuto cieco. Saseki, attraverso il racconto della sua passione per Neve, una ragazza bellissima venuta dall'Europa e scomparsa mentre cercava di attraversare un precipizio sospesa su una fune, insegna a Yuco la forza e la potenza dell'amore. E con questo insegnamento Yuco diverrà non solo un grande poeta ma, cosa più importante, un essere umano capace di amore. Il romanzo inizia così: "Yuko Akita aveva due passioni. L'haiku. E la neve. L'haiku è un genere letterario giapponese. E' una breve poesia di tre versi e diciassette   sillabe. Non una di più. La neve è una poesia. Una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri. Questa poesia arriva dalle labbra del cielo, dalla mano di Dio. Ha un nome. Un nome di un candore smagliante.  Neve." Una favola raffinata e soave come la neve, tanto intensa e breve, che si legge nel tempo di un sospiro.  
Per Davide Sapienza, giornalista e scrittore, legato ai temi della natura, la neve è "la più importante produttrice di silenzio". Nel libro " La musica della neve. Piccole variazioni sulla materia bianca." racconta un rapporto speciale: quello con la neve, con la sua danza, la sua musica, il suo messaggio, il suo mistero, il suo modo di essere inafferrabile e allo stesso tempo così presente. E lo fa con queste piccole variazioni letterarie che prendono spunto dal lungo tempo che ha trascorso e che trascorre sulla neve, con la neve, nella neve, mutando con lei. La musica della neve parte dalle esperienze nella neve e nei ghiacci dalle Alpi all’Artico, utilizza i luoghi delle sue traversate e i dialoghi con la materia bianca, la più importante produttrice di silenzio, per trovare il proprio luogo interiore. È un racconto di trasformazione e metamorfosi, nella quale l’uomo si riflette e si riscopre. Piccole variazioni, su una musica misteriosa e magnifica. www.ediciclo.it/blog/?p=3881
E se i vostri ragazzi hanno voglia di leggere parole di neve, ecco qualche idea, non c'è che l'imbarazzo della scelta:















Vi auguro una buona serata, augurandovi di godere dell' incanto di un paesaggio innevato più a lungo possibile e vi lascio con la poesia recitata da Cecilia a Verdone in "Manuale d'amore 2", delicata, lieve e inaspettata come un fiocco di neve:

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