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Grest: la risposta dei Salesiani

Creato il 13 giugno 2013 da Tgs Eurogroup @tgseurogroup

Riportiamo un’intervista a Don Giovanni D’Andrea, Delegato TGS Nazionale nonché Presidente di Salesiani per il Sociale – Federazione SCS/CNOS, che ci parla del ruolo sempre più centrale dei Grest organizzati dai Salesiani in tutta Italia. L’intervista è stata recentemente pubblicata dall’agenzia giornalistica quotidiana “Redattore Sociale”.

Finisce la scuola, la risposta dei Salesiani: in campo 3 mila volontari in oltre 160 oratori

Cresce la domanda dei genitori: le offerte dei salesiani coinvolgono 30 mila ragazzi. A questi, vanno aggiunti circa 3 mila volontari. Don Giovanni D’Andrea: “Noi abbiamo sempre fatto la nostra parte. Ma adesso le istituzioni pubbliche ci contattano più assiduamente”

dongiovanni“Quella degli oratori salesiani è un’attività che fa parte da sempre della nostra tradizione, sin dal primo dopoguerra. Ciò che si evidenzia è oggettivamente una crescita della richiesta da parte delle famiglie, strette tra difficoltà organizzative con la fine della scuola e la crisi economica degli enti pubblici, che ha portato alla soppressione di alcuni servizi e iniziative”. Così don Giovanni D’Andrea, presidente della Federazione SCS/CNOS e responsabile dell’area oratori dei salesiani.

Sono 160 gli oratori gestiti in Italia dai Salesiani, che diventano 166 se si aggiungono anche quelli aperti in Albania e Kossovo. Complessivamente, sono circa 30 mila i ragazzi che vi accedono, a cui vanno aggiunti circa 3 mila giovani volontari. Sono loro che, uniti agli oltre 200 confratelli, gestiscono e garantiscono il supporto, l’animazione e la formazione degli stessi ragazzi.

Afferma don Giovanni: “Siamo già presenti con i nostri campi estivi: da metà giugno, dopo la fine della scuola, a metà luglio la nostra presenza è garantita sul territorio. In molte zone si aggiungono poi campi estivi e colonie, che fanno slittare fino a metà agosto la nostra attività di supporto alle famiglie. L’unica fascia scoperta è praticamente da metà a fine agosto. Ma non dappertutto. In zone tradizionalmente difficili la nostra attiva presenza non viene mai meno. Come nel quartiere Ballarò di Palermo, nel Rione Amicizia di Napoli o nel quartiere Redentore a Bari. In questi quartieri, infatti, svolgiamo quasi un servizio a bassa soglia, con una funzione sociale alta e complessa”.

Dicevamo del settore pubblico. Meno risorse, ma le esigenze restano. “Già – afferma don D’Andrea – il pubblico a volte garantisce un po’ di risorse, non altro. La nostra attività può essere portata avanti, allora, con l’opera volontaria di parecchi giovani. A volte ci affidiamo a progetti, come quelli di servizio civile (fermi però da tempo). Alcuni oratori hanno convenzioni con l’ente pubblico. E in estate, soprattutto, tutto si muove con il volontariato dei più giovani. Stiamo parlando di ragazzi dai 16 ai 21 anni, quella fascia di giovani formata ai nostri Grest (Gruppo Estivo, è l’iniziativa estiva dei salesiani, ndr) che non è ancora pienamente impegnata con gli esami universitari. E’ gente che, avendo già fatto i gruppi estivi, ha già fatto un percorso e si è già avvicinato allo studio della proposta formativa. Per noi, infatti, il gioco è strumento e non fine dei nostri campi”.

L’impressione è che le nuove esigenze disegnino anche un nuovo ruolo per gli oratori… “In realtà gli oratori hanno sempre lavorato molto e hanno sempre fatto la loro parte – conclude don Giovanni D’Andrea – ma non abbiamo mai pensato all’aspetto comunicativo! Il lavoro con e sui giovani c’è sempre stato. Ma è un dato di fatto che ultimamente è aumentato. Così come è certo che le istituzioni pubbliche ci contattano più assiduamente. Alcuni confratelli mi dicono che prima sentivano i responsabili dei servizi sociali una volta al mese, adesso anche 5 o 6… Anche in inverno, per esempio, c’è il problema del sostegno scolastico, con quel grande spazio da gestire che si è aperto con la riduzione del tempo pieno scolastico”.


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