
Una trama esile per un romanzo corposo, denso e concettuale che cade un po’ sulla banalità di certi luoghi comuni letterari. Una “prima opera” che presenta in potenza la ricchezza immaginifica del futuro Rushdie. Un romanzo non imperdibile che legge con gusto chi ha pazienza, attenzione e il conforto dato dalla conoscenza delle opere successive di questo straordinario scrittore.
