Guadagni oltre ogni previsione a New York
Volano Apple, JP Morgan e Microsoft. Nessun ribasso sul Dow Jones, si compra di tutto, persino i titoli petroliferi. Nasdaq vicino al massimo storico.
Seduta incredibile per le Borse statunitensi. In una giornata che tutti prevedevano di completa sofferenza, i listini d’Oltre Oceano sono stati subissati di acquisti. Una valanga di “Buy” hanno sepolto i “Sell” di coloro che pensavano che dopo due sedute ribassiste ed in vista di un week end gli investitori fossero molto cauti.
I cali delle Borse asiatiche, la strage in Egitto ed il dubbio che dietro il massacro di San Bernardino ci possa essere una pista terroristica non hanno minimamente scalfito la fiducia degli investitori istituzionali.
Eh, sì. Naturalmente si deve parlare di questa tipologia di “compratore” per capire cos’è successo oggi sui mercati azionari. Ciò che è accaduto non ha infatti una spiegazione logica.
Cosa vi racconteranno gli altri? Vi diranno che il dato sull’occupazione (+211.000 unità a novembre) ha battuto il consenso (196.000 unità) e questo ha creato entusiasmo.
Entusiasmo?
Ma se ieri ci dicevano che tutte le notizie che rendono più probabile l’aumento dei tassi fanno crollare i listini?
Non sono passati vent’anni, IERI L’ALTRO la Borsa americana è scesa e tutti vi dicevano che era stata colpa del buon dato dell’ADP che aveva stimato per il mese appena trascorso, la creazione di 217.000 posti di lavoro, mentre le attese si fermavano a 185.000 unità. Ora tutti voi sapete che il dato dell’ADP è un anticipatore del dato reale calcolato dal Ministero del Lavoro, proprio perché si riferisce alla stessa cosa, ossia ai posti di lavori creati con l’esclusione del settore agricolo.
Sì, vi risponderanno, ma adesso c’è la consapevolezza che l’economia americana è forte a sufficienza per “sopportare” un allentamento della politica ultra espansiva.
Ah! Bene. E tutto questo in un giorno! Cioè il giorno prima si ha paura di una cosa e quello successivo non solo quella cosa non fa più paura, ma addirittura crea entusiasmo. E c’è qualcuno che racconta queste cose rimanendo serio? E c’è qualcuno che ci crede?
Ok, non è la notizia del numero maggiore di occupati, ad aver creato entusiasmo, allora? Cosa è stato?
Mario Draghi.
Mario Draghi?
Sì, oggi sapete tutti che è volato a New York per partecipare all’Economic Club, e cosa avrebbe detto di così eclatante?
Che la Bce “se necessario, potrà mettere in atto ulteriori strumenti di politica monetaria”. E la novità dove sta? Cosa ha detto di differente rispetto a quanto annunciato ieri a Francoforte?
Se ieri a precisa domanda ha risposto che le misure prese era state non solo quelle necessarie, ma anche quelle sufficienti per ribilanciare il Qe e perseguire il graduale ritorno del tasso di inflazione verso l’obiettivo di medio termine, rimanendo comunque pronto ad intervenire nuovamente qualora fosse necessario. Cosa ha detto oggi di diverso?
E non basta. Perché oggi ha rilasciato una specifica intervista sull’argomento nientemeno che il suo vice. Proprio per evitare qualsiasi fraintendimento riporto fedelmente la dichiarazione di Costancio: “dopo il nostro meeting di ottobre abbiamo detto che avremmo voluto riesaminare il livello di accomodamento monetario e, quindi, parlavamo di una nuova calibrazione” del programma, ma “non abbiamo mai parlato, in nessun modo, di un nuovo tipo di QE2 o di qualcosa di simile. Non era questo che intendevamo”.
Dunque secondo Wall Street parlano contemporaneamente da New York il numero uno della Bce, Mario Draghi e da Francoforte il numero due, cioè Vitor Costancio e dicono cose se non diametralmente opposte, perlomeno diverse?
Insomma non può nemmeno essere questa la motivazione del boom registrato oggi a Wall Street, anche perché è accaduto sempre oggi (ma quante cose son successe!), che l’Opec prendesse una decisione assolutamente inattesa.
Tutti aspettavano un taglio nell’estrazione del petrolio, in giornata, invece, dapprima era stata diramata la notizia che addirittura si sarebbe optato per un aumento della produzione, successivamente, veniva comunicato che il tetto massimo rimaneva invariato a 30 milioni di barili al giorno.
In ogni caso il vertice si è concluso senza un accordo che alla vigilia veniva dato per scontato. Ebbene, se la logica è logica i titoli petroliferi avrebbero dovuto far segnare dei ribassi, ed anche consistenti, ed invece? Exxon ha guadagnato lo 0,6% e Chevron addirittura l’1%!!!
Come giustificare questi rialzi?
La Divina Provvidenza?
Insomma è chiaro che ogni tentativo di attribuire una logica al mercato, non regge. Tutto è illogico, perché i motivi che spingono a “sostenere” Wall Street sono tali da giustificare qualsiasi mezzo, lecito … e meno lecito.
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro
