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Guardiani della Galassia – James Gunn

Creato il 18 novembre 2015 da Maxscorda @MaxScorda

18 novembre 2015 Lascia un commento

Guardiani della galassia
Esiste una Marvel cosmica e misteriosa. Oddio, non so se oggi e’ ancora cosi’ ma per chi segue la Casa delle idee sin dagli anni ’70, personaggi come Warlock, Capitan Marvel, Silver Surfer facevano sognare.
Ripenso ancora alle matite di Jim Starlin o al Kirby degli Skrull, degli Eterni, della Zona Negativa e sale un brivido di passione mai assopito.
I Guardiani della Galassia appartengono a quegli anni e a quella magia, una formazione molto molto diversa, storie e personaggi di fatto piu’ ingenui ma a quel tempo lo eravamo tutti e comunque se ancora oggi ce ne ricordiamo, tutto e’ andato come doveva andare.
C’e’ un terrestre, Peter Quill che rapito dagli alieni da bambino, diviene da adulto una canaglia alla ricerca di una misteriosa sfera bramata da gente del calibro di Ronan L’accusatore e ancor dietro Thanos.
D’un tratto il nostro non sara’ piu’ solo, raccogliendo qua e la’ gente parecchio strana come un procione arrogante, un uomo pianta non del tutto sveglio, un bestione che in quanto ad acume c’e’ da discuterne e una tizia verde molto arrabbiata.
Inutile dire che se ne vedranno delle belle, incluse fuga dal carcere, teste di semidei abitate, pianeti da salvare e cose cosi’, il tutto condito da una curiosa selezione di musiche terrestri del ventennio 70-80
Quando venni a conoscenza della trasposizione cinematografica, rimasi non poco sorpreso, voglio dire, con tutti i personaggi Marvel, perche’ proprio loro? Onestamente non so ancora dare una risposta ma ha funzionato percio’ tanto di cappello. Non di meno passare le redini del comando, ovvero una paccata di soldi a James Gunn, uno non alle prime armi nel mondo del cinema ma con un passato di serie tv o poco altro, significa fede, coraggio e intraprendenza. Al film non manca nulla, bella storia, bei protagonisti, bella regia, bella azione, bello tutto e che sia roba Marvel ma potrebbe anche non esserlo evitando percio’ confronti e cronologie, e’ solo d’aiuto.
Promosso in pieno con ottimi voti ma il difetto piu’ evidente e’ su un testo come detto brillante ma che manca dell’arguzia british, alla quale tenta costantemente di accostarsi.
Ecco, pensarlo scritto da un Douglas Adams o anche un suo sedicesimo e il film sarebbe stato perfetto. Sottigliezze? Forse, pero’ quell’umorismo li’ mi e’ mancato moltissimo.
Poi va tutto bene, attendiamo il seguito con molto interesse e divertimento

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