Guida alle tasse sui terreni: il reddito fondiario ed il trattamento fiscale

Da Raffa269

Qui potete trovare una guida sintetica sul trattamento fiscale da adottare ai redditi fondiari ossia derivanti dal possesso di terreni (tasse sui terreni) che dovranno essere indicati nella dichiarazione dei redditi dando altresì qualche chiarimento e risposta alle vostre domande e anche per fare un pò di pianificazione fiscale qualora vi siano arrivati terreni per successione o donazione come spesso accade.

Chiariamo subito un concetto importante, ossia che il reddito del terreno si chiama reddito fondiario ma questo si divide in due:

  1. Reddito derivante dalla proprietà del terreno > Reddito Dominicale
  2. Reddito derivante dallo sfruttamento del terreno > Reddito Agrario

Il primo si imputa al proprietario  o altro soggetto titolare di un diritto reale del terreno mentre il secondo si applica in capo a chi sfrutta il terreno e ne prende i frutti, per cui il titolare del diritto reale di godimento. Spesso infatti può accadere che queste proprietà si tramandino di padre in figlio: al momento sappiate che nel caso di figli minori, per esempio, l’usufrutto è dato ai genitori e la tassazione ricade sull’usufruttuario.

I terreni producono redditi che si chiamano fondiari e che sono tassati in base all’articolo 25 del Tuir e limitatamente alla percentuale del possesso, per cui dovrete valutare eventuali casi di contitolarità, e alla durata, durante l’anno, in cui il terreno è stato posseduto.

Come si tassa la quota parte di reddito dominicale

Prima di tutto vi segnalo l’articolo di approfndimento sul reddito dominicale, in cui troverete le principali definizione e modalità di tassazione: per questa tipologia di reddito non serve che state sfruttande un terreno che può quindi anche essere incolto ma vale il fatto che ne siete proprietari o che avete un diritto reale di godimento su di esso.

Il reddito dominicale è dato dalla tariffa d’estimo per quella tipologia di coltura inserita nella zona censuaria dove è prodotta, moltiplicata per la superficie dove è coltivata (numero espresso in unità di ettari coltivati) e che potrete sapere scaricandoi con pochi euro (5-10) una visura catastale .

Come si tassa il reddito agrario

La seconda componente invece è data dalla tassazione del reddito agrario ossia dello sfruttamento del terreno ex articolo 32 del Tuir anche in questo caso mediante le tariffe d’estimo in vigore applicare ad ogni particella catastale ossia, ogni porzione continua di terreno appartenente allo stesso proprietario e cotlivato nello stesso modo, qualità e classe di coltura

In pratica quindi voi vi scaricate la visura catastale del terreno del terreno e saprete già quante tasse pagheree se coltiverete quello che sta scritto sulla visura altrimenti se cambiate cultura applicherete una tariffa media. La tariffa media è data dal rapporto tra la somma delle tariffe imputate alle diverse classi in cui è suddivisa la qualità della coltura ed il numero delle calssi totali. Tuttavia qui c’è da fare una precisazione in qaunto la minore tassazione in base alle tariffe d’estimo viene applicata limitatamente ad uno sfruttamento non intensivo del terreno ossia nei limiti della cosidetta potenzialità del terreno e della tipologia di attività svolta su di esso. Vediamo di dare qualche maggiore chiarimento.

Si prendono quindi queste tariffe che applicano una tassazione forfettaria e si applicano dei coefficienti di rivalutazione che sono pari all’80% per il reddito dominicale e del 70% per quello agrario. I coefficienti sono stati stabiliti dalla Legge 662 del 1996 all’articolo 3.

Importante è che essendo una tassazione forfettaria non si prenderanno in coniderazione i costi e le spese sostenute per sfruttare il terreno per cui dovrete fare questo calcolo di convenienza prima di buttarvi a coltivare terreni.

Se parliamo di attività strettamento agricole stiamo parlando di coltivazioni e silvicultura ossia per il mantenimento (e non solo il disboscamento) del bosco come anche la coltivazione di prodotti, l’allevamento di animali e anche le attività connesse come la trasformazione in prodotti. Per approfondire ancora di più l’argomento vi consiglio di leggere anche la cicolare ministeriale n. 44 del 2004 in quanto trovate anche molti altri esempi di attività agricole connesse anche se l’elenco delle attviità connesse lo trovate nel DM del 26 ottobre 2007.

Redditi dei terreni che sono esenti dalla tasse
Alcune categorie di redditi non sono sosggette a tassazione come per esempio i terreni su cui insistono gli immobili residenziali, le case, o ville oppure quelli adibiti ad uso pubblichi e su cui non c’è sfruttamento agricolo. Altro discorso invece riguarda le miniere o le cave  che sconteranno il reddito ma secondo altra criteri e cono sono attribuibili alla categoria dei redditi diversi e non fondiari.

Chi paga le tasse sull’attività Agricola

Le tasse o meglio le imposte (so che molti lettori, la maggior parte, preferiscono usare il termine “tasse”), dovranno essere pagate oltrechè da colui che coltiva il terreno anche dal comodante o locatario del terreno. Tuttavia si assiste molto spesso anche alla nascita di società SRL o cooperative o società semplici di persone che svolgono attività agricola.

Fattispecie particolari: Coniugi in regime di comunione legale
In questo caso i terreni che entrano in comunione di beni devono essere dichiarati pro quota dal singolo coniuge, ragionevolmente quindi il 50 per cento ciascuno nel quadro dei terreni. A tal proposito vi segnalo l’articolo dedicato all’indicazione dei terreni nel 730 o modello Unico.

Vi ricordo però che qui abbiamo sempre parlato di sfruttamento entro le potenizlità dle terreno in quanot se mettete su una società allora il discorso cambia e la tassazione connesso ad uno sfruttamento industriale del terreno cambia.

Trattamento fiscale terreni edificabili

Vi segnalo infine anche un altro articolo correlato a aquesto che riguarda la tassazione dei terreni edificabili.


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