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Guida essenziale al pub

Creato il 08 luglio 2014 da Giovy @Giovyfh

Guida essenziale al Pub

Picture by Mike Cordey @ Flickr.Com


Avevo già scritto di questo argomento nella Piccola e Breve Storia del Pub. Ho pensato di approfondire la questione con un altro post sulla gloriosa istituzione britannica che tanta felicità ha regalato, e regala, a residenti e visitatori dall'estero. Se non l'avete già fatto, prima di leggere date un'occhiata all'articolo linkato sopra. Qui parlerò di altri aspetti non toccati in precedenza, ed anche di un po' di nomenclatura: ad uso e consumo di chi andrà per la prima volta nello UK, ma anche dei viaggiatori più navigati e desiderosi di saperne di più.
Tecnicamente e legalmente, i pub sono degli esercizi cosiddetti on-licence, cioè in cui gli alcolici devono obbligatoriamente essere consumati sul posto. In altre parole, non potete comprarvi una bottiglia di birra e portarla a casa. "Sul posto" non significa solo all'interno del locale, ma in tutta l'area di sua competenza, che può comprendere spazi all'aperto interni od esterni: quest'area viene indicata come premises, la parola che indica una proprietà immobiliare in toto (edificio e terreno su cui sorge). In un pub dovete quindi bere esclusivamente on the premises. Gli on-licence comprendono ovviamente anche altri tipi di locale, come ristoranti e alberghi.
Gli esercizi off-licence, cioè negozi e supermarket, funzionano al contrario, e gli alcolici comprati possono essere consumati solo off the premises (la vendita è per asporto). Un pub può avere entrambe le licenze, quindi servire bevande on e venderle off. In ogni caso non potete bere alcolici per strada, dato che questo è vietato praticamente in ogni spazio pubblico. Se il locale è molto affollato, tipo venerdì e sabato sera, può essere tollerato bere all'esterno immediatamente davanti ad esso, anche se teoricamente ci si trova off the premises (però chiedete sempre prima). Davanti ad alcuni esercizi, sia on che off, potreste trovare una scritta indicante che in quel posto si ha la licenza per vendere e/o servire intoxicating liquors: non preoccupatevi, non si tratta di sostanze velenose, il termine intoxicating significa inebriante o ubriacante.
Il gestore di un pub è chiamato familiarmente publican, e se ne è anche il padrone landlord (termine anglosassone usato per i proprietari immobiliari). Genericamente ci si può riferire al publican come alla persona che sta dietro al bancone [counter] a servire, ma ad essere proprio precisi un publican è anche landlord. I clienti, invece, più che customer sono chiamati patron. Per chi ancora non lo sapesse, nello UK il publican ha un grande potere sui suoi patron: può vietare a chiunque egli voglia di entrare (e obbligare chiunque ad uscire, of course). Questo divieto [ban] deriva dalle leggi sulla proprietà privata: se sei padrone di qualcosa, logicamente, hai diritto di far entrare o uscire chi ti pare. In teoria tale diritto è a discrezione del proprietario, in pratica è usato contro gli ubriachi molesti o chi comunque disturba gli altri con comportamenti e/o linguaggi sconvenienti. Quindi prima di fare la classica combriccola casinista pensateci due volte, perché in terra d'Albione l'italico "questo è un locale pubblico e ho il diritto di stare qui" non è recepito.
Data la diureticità della merce trattata, nel pub non manca mai un bagno (e prima di continuare premetto che, essendo un uomo, posso solo parlare del reparto maschile). Come forse immaginerete, in inglese è chiamato toilet, ma potreste anche trovarlo etichettato come lavatory. Se volete mostrare di saper padroneggiare termini in slang, potete chiedere: "Where is the loo, please?" Quasi immancabilmente, per non dire sempre, nei bagni pubblici [public convenience] britannici ho trovato un distributore di profilattici (fornito, a volte, anche di presunti integratori per le prestazioni sessuali), e quelli dei pub non fanno eccezione. Un altro aspetto pittoresco che può capitarvi di trovare in questi servizi igienici è rappresentato dai fogli di quotidiano appesi sopra agli orinatoi a muro, per allietare o stimolare la funzione corporale. Non sorridete: scagli il primo rotolo di carta igienica chi di voi non ha mai letto in bagno... Appesi ai muri si possono poi vedere cartelli pubblicitari e persino offerte di lavoro.
Il pub ha alcune regole di comportamento, più o meno seguite e codificate, che possono dipendere dalla zona in cui si trova. Può succedere ad esempio che sia previsto un dress code [codice d'abbigliamento], anche se per quanto riguarda la mia esperienza personale è una cosa non molto frequente. Però ho trovato pub che vietavano di entrare in pantaloncini e ciabatte, così come uno che proibiva la tuta da ginnastica e di tenere il cappello in testa. Il dress code può anche essere previsto solo in certi orari, specie la sera.
Un'altra di queste regole riguarda gli alcolici, ed in particolare la birra. È sempre stato considerato più elegante, per le donne, ordinare una half pint [mezza pinta] di birra piuttosto che una full pint [pinta intera]. Moltissime rappresentanti del gentil sesso lo fanno tuttora anche se, come per il dress code, certe tradizioni vanno piano piano nel dimenticatoio. Sempre per quello che ho visto, nessuno guarda male una signora se ordina una pinta. Però devo anche dire che in un pub gallese, dove la mia compagna ne aveva presa una, passando vicino ad un signore l'ho sentito mormorare sorpreso: "Oh, a full pint..."
Al pub ci si può sedere al bancone oppure ai tavoli, come uno preferisce. In genere si può occupare un tavolo anche solo con un bicchiere di qualcosa, senza che il personale faccia problemi, e anche se magari è ora di pranzo o cena e ne avrebbero bisogno. Al massimo, se c'è folla vi chiedono gentilmente se potete cedere il posto a chi deve mangiare. In Scozia, invece, ho notato che spesso è prevista una divisione tra chi beve soltanto e chi mangia. All'ingresso del pub, o quando state per sedervi, vi chiedono se bevete o mangiate: nel primo caso vi fanno stare al bancone, nel secondo vi fanno accomodare ad un tavolo. In alcuni locali ci sono tavoli usati solo per mangiare, ed altri in cui si può stare anche solo per bere. Se si è lontani dai canonici orari di pranzo e cena vi possono fare usare un tavolo, con la richiesta di lasciarlo nel caso serva.
Molti pub in tutto lo UK consentono di prenotare il tavolo per la sera: cosa davvero utile e da tenere in considerazione, se volete cenare in un posto preciso e prevedete che ci sarà ressa (venerdì e sabato sono i giorni più caldi al riguardo). Invece alcuni altri hanno addirittura un ristorante annesso. Fate particolare attenzione a quest'ultimo caso di pub + ristorante, e ora vi spiego il perché. Si mangia in entrambi, proprietario e cucina sono gli stessi, cambia solo il servizio e a volte numero e tipo di portate. Come già accennato nella Piccola E Breve Storia, al pub il cibo viene ordinato al bancone dal cliente e portato al tavolo dal servizio, mentre le bevande bisogna andarsele a prendere da soli. Al ristorante si viene serviti in tutto e per tutto dai camerieri, magari con una sistemazione più confortevole ed appartata. Dovendo scegliere tra le due opzioni, logicamente ci si aspetterebbe che sedersi al ristorante costi di più. In genere è così, ma non sempre: potrebbe capitare di trovare sconti se ordinate più di una portata [course], oppure che i prezzi siano esattamente uguali, tanto che a volte risulta più vantaggioso il ristorante che il pub. Quindi, occhio a menù e cartelli.
In Irlanda, nei pub è usanza abbastanza comune richiamare l'attenzione del personale quando si vuole qualcosa, solitamente battendo la mano sul bancone. Se non lo fate, spesso è molto difficile se non impossibile che vi chiedano cosa volete, anche se vedono che aspettate, e potreste rimanere in attesa teoricamente anche all'infinito. Nel resto dello UK, invece, come da noi in Italia basta avvicinarsi al banco ed aspettare che vi chiedano l'ordinazione. Ovvio che, nei momenti di ressa, in qualsiasi luogo siate dovete darvi una mossa e farvi valere in ogni caso.
Per concludere, il fumo all'interno dei pub è vietato da qualche anno, come ormai quasi dappertutto.

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