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Guida per genitori - Giugno 2015 - Rubrica

Creato il 14 giugno 2015 da Intrattenimento

Nuovo appuntamento con la nostra rubrica dedicata ai genitori: ecco le novità e i consigli di giugno

Nonostante l'E3 e il suo imponente coverage siano ormai alle porte, anche questo mese non perdiamo di vista la nostra Guida per genitori, rubrica inaugurata a marzo scorso. Saprete ormai di cosa si tratta: nella prima parte vedremo come al solito alcuni dei videogiochi in uscita in questo periodo, analizzandoli sotto l'ottica della loro fruibilità da parte di bambini e ragazzi per dedicare particolare attenzione a quelli più "caldi" in termini di tematiche trattate. Nella seconda parte, torneremo invece ad affrontare un argomento di carattere generale, legato ai più piccoli e ai videogiochi: questa volta ci occuperemo del gioco online, un'importante componente inserita ormai in tantissimi titoli disponibili sul mercato. Come tanti strumenti messi a disposizione dalla tecnologia, è in grado di portare con sé dei benefici, associati però anche a qualche pericolo da non sottovalutare: per questo motivo, i genitori devono essere preparati e sapere cosa possono aspettarsi.

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Consigli per gli acquisti

Che cosa comprare, dunque, in queste settimane? Se volete andare sul sicuro, puntate su Yoshi's Woolly World per Wii U, adatto a tutte le fasce d'età. Bollino rosso che più rosso non si può invece per Hatred, gioco che ha fatto discutere in modo ampio negli ultimi mesi per la sua violenza particolarmente gratuita. Per l'ESRB americana è rientrato addirittura nella ristretta cerchia dei titoli adult-only, ma in realtà a parte il livello di violenza c'è ben poca carne al fuoco: se vostro figlio dovesse avanzare qualche malaugurata richiesta, potete mostrargli il voto della nostra recensione come deterrente. Tra i titoli "di confine", The Elder Scrolls Online torna con l'edizione Tamriel Unlimited per PlayStation 4 e Xbox One, variata nella classificazione che passa dai maggiori di 16 anni ai soli maggiorenni, motivata con l'aumento della quantità di violenza rispetto all'edizione precedente. La nostra idea è che si tratti di un esempio che calza a pennello per quello che vedremo nel prossimo paragrafo: è infatti importante fare attenzione alla categoria di gioco e a ciò che essa comporta, piuttosto che impedire a qualche sedicenne di prendere parte all'avventura. Un discorso più o meno simile riguarda anche Batman: Arkham Knight, anch'esso indicato secondo il PEGI ai soli maggiori di 18 anni: se siete riusciti a tenere i vostri figli adolescenti lontani dai tanti film dedicati al Cavaliere Oscuro vi facciamo i nostri vivi complimenti per la tenacia, ma a livello più pratico immaginiamo che i ragazzi più cresciuti possano entrare nei panni dell'uomo-pipistrello senza controindicazioni che vadano oltre quanto visto in TV e al cinema.

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Passando oltre, troviamo interessante la classificazione di 16+ data a Massive Chalice, un titolo all'apparenza innocuo vista la presenza di nemici dall'aspetto tranquillo con un'ambientazione ai confini con lo scherzoso a fare da sfondo. Tra le sue meccaniche, c'è la necessità di far sposare i personaggi controllati dal giocatore, al fine di ottenere altre generazioni di combattenti: in realtà, è possibile benedire anche unioni tra individui dello stesso sesso, motivo per il quale ha sicuramente senso giocare insieme ai propri figli per evitare che essi restino spiazzati. A diverso tempo di distanza dalla sua uscita su altre piattaforme arriva infine Never Alone su Wii U, insieme al suo PEGI 12: si tratta di una vera e propria fiaba moderna, all'interno della quale compare una bambina come protagonista. Anche in questo caso però, meglio documentarsi: come nella migliore delle storie vengono affrontati temi sensibili come quello della perdita degli affetti più cari, in un'atmosfera a tratti anche un po' cupa. C'è però molto da imparare, visto che il gioco è stato realizzato con l'obiettivo di trasmettere i valori culturali e il folklore della tribù Inupiat, raccogliendo anche diverso materiale audiovisivo mostrato al giocatore come se fosse un documentario vero e proprio.

Giocare online

Nell'era di Internet e della banda larga sempre più diffusa, i videogiochi hanno subito una graduale trasformazione, per offrire sempre più spesso componenti online grazie alle quali gli sviluppatori hanno potuto creare dinamiche prima impossibili da realizzare. Senza dimenticare piattaforme social come Facebook, Twitch, YouTube e altre ancora, che hanno allontanato ormai definitivamente i tempi in cui un PC o una console potevano rappresentare un ecosistema chiuso all'esterno, nel quale per condividere un'esperienza di gioco al massimo ci si poteva organizzare insieme ai propri amici via LAN.

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www.flickr.com/photos/lupuca/8720604364 Se guardiamo dall'alto i giochi che offrono una modalità in rete, possiamo dividerli in tre categorie: quelli che danno la possibilità di giocare una partita uno contro uno, spesso veloce come nei titoli sportivi, quelli che fanno la stessa cosa mettendo il giocatore all'interno di una squadra, come negli shooter in prima persona, e quelli che fanno del gioco online la propria impalcatura. In quest'ultima categoria troviamo i titoli che escludono completamente la modalità singola, presentando un'unica componente multigiocatore, spesso basata su mondi che persistono online anche quando noi non siamo connessi. I giochi di ruolo in stile World of Warcraft, tanto per citare il più famoso della categoria, sono l'esempio migliore. Là dove si fa squadra è inevitabile che si entri in contatto con un gruppo nutrito di persone, per formare team, clan o gilde: termini diversi per indicare giocatori che passano del tempo insieme online in modo piuttosto stabile, comunicando e condividendo interessi che vanno anche al di là del gioco stesso. Immaginiamo di essere in un grande parco pubblico virtuale, dove il più delle volte possono nascere splendide amicizie a distanza, alle quali anche noi abbiamo assistito, ma dove purtroppo sembrano accorrere con una certa regolarità anche malintenzionati con la consapevolezza di trovare ciò che cercano, grazie a una progressiva tendenza a far abbandonare l'anonimato online. Messaggi di testo, chat vocali e condivisione di video possono giocare un brutto ruolo a favore di chi vuole adescare i giovani via Internet, richiedendo quindi estrema cautela e consapevolezza nel loro utilizzo: è dunque un compito fondamentale dei genitori informarsi sui giochi online preferiti dai loro figli, controllandone in modo efficace le attività. Ormai da diverso tempo, le piattaforme di gioco offrono strumenti di controllo parentale, grazie ai quali è possibile disattivare elementi specifici come servizi di messaggistica o la condivisione di foto e video personali: come sempre, il nostro consiglio è quello di non allarmarsi inutilmente, informandosi e rendendosi partecipi per intervenire in modo che i ragazzi possano godere anche dell'esperienza online senza problemi. Una semplice ricerca su Google, una breve lettura delle istruzioni e una classica mezz'ora passata insieme ai propri figli, possono aiutare a prevenire che accadano cose spiacevoli.


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