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Halloween - La Notte Delle Streghe (1978)

Creato il 19 agosto 2012 da Vomitoergorum @Old_Glory
Halloween - La Notte Delle Streghe (1978)
Regia: John Carpenter Anno: 1978 Titolo originale: Halloween Voto: 6/10 Pagina di IMDB Pagina di I Check Movies Acquista su Amazon
Non è possibile parlare di horror se non si conosce Carpenter e non è possibile parlare di lui se non si conosce Halloween, primo capitolo di una lunghissima e fortunatissima serie. Considerando il fatto che è un film indipendente tirato su con un budget davvero scarso (poco oltre i 300 mila dollari) non esagero se dico che è il film horror più di successo (e copiato) della storia del cinema. Eppure, la trama e la recitazione, riveste oggi, ma non solo, non erano di quelle che ti tenevano forzatamente incollato al divano. Le scene violente vengono soltanto immaginate ed il sangue non scorre certo a fiume. E' la tensione, supportata da un ottimo e calzante motivo musicale, che però riesce a riscuotere un certo successo in quanto Myers fugacemente appare e scompare nei momenti più opportuni. E lo fa quasi sempre (tranne che in una scena molto buia) indossando una maschera: altro must da non scordare. Lancia il genere slasher dedicando trama e titolo alla notte delle streghe (ovvero Halloween) già di per sè inquietante o almeno suggestiva per un racconto horror. Il male, l'ombra della strega, nella persona di Myers è angosciante in quanto non risulta possibile sconfiggerlo. Si rialza sempre e sempre continua la sua lotta contro tutti, con un finale che lascia il via libera al sequel. Come dicevo precedentemente, la trama non ha niente di sensazionale, anzi è semplice, forse addirittura anche troppo arrangiata, e pure il cast non fa grandi sforzi per risultare credibile. Jamie Lee Curtis sembra impaurita, ma è sempre impeccabile, neanche mai sudata o terrorizzata. Oltretutto stupida. Tutto questo però serve all'economia della pellicola che punta i riflettori sul serial killer piuttosto che sulle giovani vittime (moralmente naufragate negli anni settanta americani). Le scene a ritmi serrati non terrorizzano, ma riescono a dipingere l'assassino come una mente malata ed anche qualcosa di più: una reincarnazione del male.

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