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Harare (Zimbabwe ) /In Senato è stata approvata la nuova Costituzione

Creato il 15 maggio 2013 da Marianna06

 

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Manca solo la firma di Robert Mugabe, attuale presidente in carica dello Zimbabwe.

Dopo l’approvazione della Camera bassa,75 su 94 senatori hanno approvato quella che sarà la legge fondamentale dello Stato. E che sostituirà la precedente che risale al 1980.

L’iter è giunto a compimento ed aveva avuto inizio appena nel marzo scorso con il referendum approvato dal 94% degli aventi diritto al voto.

L’idea di una nuova legge a garanzia della conduzione politica corretta dello Zimbabwe è scaturita tempo addietro grazie ad un compromesso tra i tre maggiori partiti politici del Paese,memori dei disordini e delle violenze seguiti alle ultime elezioni politiche del 2008.

Il positivo della nuova Costituzione è essenzialmente che, dopo due  mandati presidenziali, nessun candidato potrà proporsi per la terza volta. E, comunque, contempla una riduzione dei poteri del presidente (fino ad oggi Mugabe e il suo partito sono stati padroni dello Zimbabwe) tanto nei confronti dell’esecutivo, che ha maggiori margini di manovra, che verso il parlamento e la magistratura. Si esplicita , inoltre,  che saranno reali le garanzie nei riguardi dei comuni cittadini in materia di violenza, torture e libertà d’espressione.

Letta così , e conoscendo cosa è stato finora il Paese, la nuova Costituzione appare come un bellissimo libro dei sogni.

Staremo  a vedere poi, alla prova dei fatti, cosa cambierà davvero nello Zimbabwe di Mugabe.

Intanto si sta procedendo per completare gli elenchi degli aventi diritto al voto per le prossime elezioni legislative e, soprattutto,per le presidenziali, la cui data probabile, entro la fine di questo anno, non è stata tuttavia ancora stabilita.

E’ un serio cambio della guardia, in realtà, quello che si attende il Paese per tirarsi fuori dalla povertà che continua ad attanagliare, com’è ben noto, la stragrande maggioranza della popolazione.

Per coloro che attualmente godono di determinati privilegi , quale che sia il “conduttore” cambia poco. Può al massimo esserci solo una certa riduzione di privilegi, che è poca cosa.

Per chi, invece, ha sempre sofferto e continua a soffrire la fame non è proprio lo stesso.

Per chi si accorge che l’assenza di giustizia è plateale, non può che esserci rabbia e voglia di gridare questa ingiustizia al mondo perché l’andazzo cambi. E deve anche potere essere libero di farlo.

Per chi ha subìto o subisce ingiusto processo e/o ingiusta detenzione, condita magari con torture e  violenze (oggi all’ordine del giorno nella carceri africane), l’aspettativa di un autentico sistema democratico c’è da credere che  non è tantissimo ma, addirittura, il massimo.

Una pura questione di sopravvivenza. E scusate se è poco.

 

   a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

 

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 Robert Mugabe


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