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Helen Macdonald, Io e Mabel, Einaudi

Creato il 27 febbraio 2016 da Atlantidelibri

Il libro vincitore del Samuel Johnson Prize 2014, il più importante premio britannico per la Non-fiction e il Costa Book Award, sospeso tra romanzo e memoir. In questo caso il rapporto quasi d’amore con la natura selvaggia di un rapace sarà capace di far superare alla protagonista il dolore per la morte del padre, stroncato da un infarto. Natura, storia, sensazioni intime riescono a fondersi perfettamente. Consigliato!
Helen Macdonald, Io e Mabel, Einaudi
Nelle prime pagine del libro Helen Macdonald riceve una telefonata: il padre, celebre fotoreporter, è morto all’improvviso d’infarto. Priva di legami e di un lavoro stabile (è ricercatrice associata part-time all’università di Cambridge), Helen si accorge bruscamente di non avere nulla che possa distrarla dal lutto e sprofonda in una violenta depressione. Passano i mesi: instaura una relazione sentimentale e poi la sabota, legge testi sul lutto, si isola, si trascina. Poi, d’improvviso, un sogno ricorrente sui falchi fa scattare in lei una sorta di epifania: per uscire dal gorgo che la soffoca addestrerà un falco, ma non un falco qualsiasi, piuttosto un astore, uno dei piú grossi e feroci rapaci che esistano, un animale del sottobosco, sanguinario e predatore. Cosí entra in scena Mabel, “un rettile. Un angelo caduto. Un grifone uscito dalle pagine miniate di un bestiario”. Helen si ritira dalla comunità per dedicarsi esclusivamente all’addestramento dell’animale, in un isolamento ossessivo. Il racconto dell’addestramento, dell’osservazione del comportamento della giovane Mabel, della paura, della fascinazione e della strana tenerezza che prova per l’animale, s’intreccia con la rilettura del libro “The Goshawk” di T. S. White e quindi con la rievocazione della biografia di questo scrittore, autore tra le altre cose di un libro su Artú poi ripreso dalla Disney in La spada nella roccia…
Traduttore Rusconi A.

Northern Goshawk

Northern Goshawk (Photo credit: Wikipedia)



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