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Da Stefano Borzumato @sborzu
Anche se potrebbe sembrare un titolo contro (del tipo 'Yankee go home!', per intenderci), è in realtà un film pro integrazione, liberamente tratto dalla novella di Adam Rex 'Il vero significato dello Smekday'.

Poco male che nella versione italiana si perdano le voci di Jim Parsons, il famoso Sheldon Cooper  (Oh); di Rhyanna (Tip) e di Steve Martin (cap. Smek): i doppiatori italiani non li fanno certo rimpiangere.

Possiamo fissare subito tre punti: 
- la Dreamworks ha lavorato bene.- la storia avvince, diverte e commuove. Grandi e piccini.- la resa del 3D sui film di animazione ha raggiunto vette notevoli.

Oh è il personaggio cardine di questa vicenda. É un extraterrestre della razza Boov (si legge buuv), popolazione sempre in fuga dai terribili Gorg (scopriremo il perché solo alla fine).Dopo che la riunione dei maggiorenti del suo pianeta ha deciso di trasferire tutta la popolazione sulla Terra con la convinzione di trovarvi indigeni incapaci e arretrati, il tenero Oh si ritrova pieno di entusiasmo in uno sconosciuto nuovomondo.

Che fare? Beh... Mentre i Terrestri vengono tutti confinati in zone desertiche, controllate e rese abitabili grazie all'avanzata tecnologia dei Boov, Oh cerca di organizzare un party per condividere la gioia della nuova sistemazione.Problema: lui deve il suo nome all'espressione che tutti pronunciano quando lo incontrano. Un'espressione di sgomento e terrore, dato che il nostro è un vero combina guai. Ed è per questo che, pur senza mai perdersi d'animo, vive nella solitudine più angosciosa.Dopo l'ennesimo disastro, si ritrova a essere braccato da tutti i Boov e finisce coll'imbattersi in Tip, adolescente delle Barbados scampata fortuitamente al confino coatto e poco inserita nel suo nuovo contesto newyorkese: è un incontro di solitudini.Lei, in compagnia del suo gatto Pig, è naturalmente alla ricerca dell'unica persona con cui si trova a proprio agio: la mamma. Lui è in fuga obbligata dalla sua realtà.Tra un'avventura e l'altra, tra un rocambolesco inseguimento per dar libero sfogo alla tecnologia 3D e un momento intimo in cui le lacrime permettono all'occhio dello spettatore di rilassarsi, complice il viaggio 'on the road' a bordo della trasformata auto 'Succosa', l'interazione inizialmente impostata sulla diffidenza diverrà, via via, sempre più sciolta fino alla stretta di una solida amicizia.Due mondi apparentemente inconciliabili (uno basato sulla fuga come Verbo da seguire, l'altro incentrato sul coraggio di seguire il proprio sogno a dispetto di qualunque calcolo razionale), troveranno alla fine il modo di coesistere in pace contaminandosi e traendo ciascuno i benefici che l'altro può offrire.Senza imposizioni. Senza leggi calate dall'alto per imporre presenze indesiderate.É il buon senso, la nostra miglior guida; la stella polare di ogni specie vivente.L'integrazione è possibile. L'integrazione è auspicabile. É questo il messaggio sotteso di questo lungometraggio carino e divertente.Un messaggio di speranza.Un messaggio di ampio respiro che è corretto veicolare fin da subito tra le nuove generazioni, le vecchie essendo state barbaramente offese dalle scelte di un'ottusa classe dirigente.Insieme si supera qualunque difficoltà. Insieme si sorride anche nelle difficoltà.Insieme si affronta al meglio qualunque viaggio. E la vita, dopotutto, non è altro che il nostro viaggio più lungo. La nostra casa.

Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita. - Federico Fellini


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