Hunger Games: La ragazza di fuoco. Il film

Creato il 07 dicembre 2013 da Nasreen @SognandoLeggend

Hunger Games: La ragazza di fuoco

Titolo: Hunger Games: La ragazza di fuoco
Regia: Francis Lawrence
Sceneggiatura: Michael Arndt, Simon Beaufoy
Genere: Azione, Fantascienza, Drammatico
Durata: 146 minuti
Interpreti:
Jennifer Lawrence: Katniss Everdeen
Josh Hutcherson: Peeta Mellark
Liam Hemsworth: Gale Hawthorne
Woody Harrelson: Haymitch Abernathy

Nelle sale italiane dal: 27 Novembre 2013

Voto:

Trailer

Trama: Dopo essere sopravvissuta ai 74esimi Hunger Games, il tour dei vincitori aspetta Katniss e il fidanzato (di facciata) Peeta. Il loro compito è quello di calmare gli animi di una popolazione sempre più prossima alla rivolta contro il presidente Snow e Capitol City. Proprio Snow, pur di screditare ed eliminare Katniss, la “ghiandaia imitatrice”, simbolo delle sommosse, organizzerà dei nuovi e speciali Hunger Games, costringendo la ragazza a tornare nell’arena… 

Recensione
di Mirko De Gasperis

Il film non parte bene: spiegazioni molto sommarie della rivolta imminente, un antagonista, il presidente Snow (un Donald Sutherland sprecato), davvero poco temibile, e il classico triangolo amoroso fra la protagonista e i due spasimanti, Gale e Peeta, infarcito di dialoghi piatti e scontati. Tre quarti d’ora che avrebbero potuto (e dovuto) essere meno di venti minuti in quanto a contenuti, ma che sembrano molto di più per la pesantezza e la lentezza dello svolgimento della trama. Per fortuna, giunge la prima svolta (i nuovi Hunger Games) a dare una sterzata al film. Già a partire dalla scena in questione, la reazione di Katniss, quando apprende le nuove regole, dà una scossa non indifferente quanto a impatto emotivo, facendo cambiare marcia all’intera pellicola, la quale si fa decisamente più avvincente, tornando sui binari del predecessore. L’allenamento per i giochi dà l’occasione per presentarci dei personaggi ben più interessanti dei protagonisti, che avevano monopolizzato la prima parte, ed è ancora convincente la critica del format-spettacolo, sotto cui sono presentati gli Hunger Games

Non stupisce, quindi, che il picco del film sia proprio la presentazione dei vari campioni, in procinto di partecipare alla sfida mortale, e la loro protesta, che risulta efficace nell’emozionare lo spettatore, ancora di più che le vere rivolte dei primi minuti. In questa situazione, con la presenza del format televisivo e dei vari campioni, si ha davvero l’idea del tema della pellicola: l’insurrezione, per l’appunto. Certo, il finale scade nel classico giochetto del to be continued (no, per fortuna non arrivano a scriverlo, ma lasciano l’incombenza ad un’espressione della Lawrence che vale come queste tre parole, stampate nel suo primo piano), ma è qualcosa che si perdona, dopo lo spettacolo offerto dagli Hunger Games. Ed è la conferma di come la pellicola non possa fare a meno dei games, per l’appunto. Sarà interessante vedere come si adatterà il finale della trilogia, quando l’azione si sposterà fuori dai giochi.

Il regista Francis Lawrence non è nuovo a produzioni del genere, avendo già avuto a che fare con pellicole d’azione ed effetti speciali (Constantine, Io sono leggenda); dirige, senza strafare, un cast nella norma. Jennifer Lawrence salva il proprio personaggio, costruito in maniera insipida come la classica donzella al centro di un triangolo amoroso, rendendolo interessante con la propria interpretazione convinta. Quelli che, invece, hanno maggiori possibilità di figurare sono senz’altro Jena Malone e Sam Claflin, rispettivamente nei panni di Johanna e Finnick, personaggi secondari ma ben più avvincenti. Attori del calibro di Jeffrey Wright, Philip Seymour Hoffman e Stanley Tucci si limitano a restare sullo sfondo, con personaggi che fanno soltanto qualche comparsata, come delle figurine sfuocate. Si salvano Woody Harrelson e la Banks, che, anche se con poche scene, hanno il tempo e la capacità di dare sufficiente umanità ai loro personaggi. 

In definitiva, un film che fa il suo dovere, intrattenendo lo spettatore e soddisfacendo le richieste dei fans che crescono a vista d’occhio grazie al successo pazzesco del primo capitolo, il quale rimane in ogni caso decisamente superiore. Se fosse durato meno, restando sotto le due ore, ne avrebbe beneficiato l’intera pellicola, che resta comunque una conferma, in vista della conclusione della trilogia con Il canto della vittoria.

Curiosità: il terzo capitolo del ciclo (Hunger Games: Il canto della vittoria), sarà diviso in due parti, come già accaduto per l’ultimo film di Hatty Potter e di Twilight.


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