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I Campanili di Bologna e le storie dei Campanari

Creato il 07 dicembre 2014 da El3naliv

I Campanili di Bologna e le storie dei Campanari
Con l'avvicinarsi del Natale sento il bisogno di ascoltare delle storie. Esperienze di vita, storie fuori dal comune, racconti che siano fonte di ispirazione. Le conservo per l'anno venturo in tanti piccoli cassetti mentali e quando ne ho necessità le rispolvero, trovando associazioni e idee creative per i miei progetti. E' da qui che parto e racconto anche a voi una storia, ascoltata a Bologna
Parla di un campanile e delle vicende dei suoi campanari. 
Protagonista la splendida Cattedrale di San Pietro, il cui campanile era aperto in via straordinaria durante il nostro giro a Bologna. La torre campanaria della Cattedrale di San Pietro è una torre dalle mille sorprese: la sua pianta esterna è quadrata ma all'interno contiene un'altra torre più piccola, circolare. Una torre nella torre. Sfidando una ripida e scivolosa salita, abbiamo percorso il labirinto della torre raggiungendo la cupola a 70 metri d'altezza. Di fronte a una splendida vista sui tetti di Bologna, ci siamo seduti fra gli scricchiolanti ingranaggi delle campane e abbiamo teso le orecchie in attesa del racconto. 

I Campanili di Bologna e le storie dei Campanari

Vertigini? 

I Campanili di Bologna e le storie dei Campanari

La torre campanaria contiene in tutto quattro campane e fra queste troviamo "la nonna", la più antica. Forgiata nel 1594, vanta un peso di 33 quintali. Pensate che ogni volta che la nonna e le altre campane della Cattedrale cominciano a suonare, il Campanile oscilla con movimenti visibili anche a occhio nudo.
A occuparsi delle scampanate, impavidi campanari bolognesi con una tecnica tramandata da più di quattro secoli. Il metodo bolognese consiste nel far suonare ad ogni campana un rintocco, ritmico e preciso, a tempo con le altre. I numeri parlano da soli: a pieno regime, occorrono 23 campanari per suonare a tempo le quattro campane. I campanari si dispongono in diverse posizioni e una delle più pericolose è senza dubbio quella del doppio a trave, che prevede il posizionarsi sulle travi che reggono le campane stesse. Per suonarle i campanari devono lanciare le campane verso il basso e riprenderle a tempo, a seconda della suonata prevista. Qui il rischio di cadere o di perdere l'equilibrio sotto il peso di una campana è molto alto. Un rischio che trovò purtroppo conferma il 22 maggio 1884 quando il campanaro Giuseppe Frassini morì a soli 21 anni, travolto dal peso della campana maggiore. Sul campanario è esposta una targa a peritura memoria. 
Diventare campanaro non è semplice, occorrono dedizione, coraggio e molto impegno. L'apprendimento può svolgersi tramite scuole specifiche ma è frequentando i campanili e gli addetti ai lavori che le nuove leve affinano la loro arte e il giusto apporto di sangue freddoNoi non possiamo far altro che ascoltare incantati, abbracciando con gli occhi la magnifica veduta sui tetti di Bologna che rende questa atmosfera ancora più magica. E voi, avete mai sognato di diventare campanari?
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