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I colori del Panarabismo e della Rivolta Araba. Ciclo "un mondo di bandiere".

Creato il 11 settembre 2011 da Prospettivainternazionale

Se nelle bandiere di quegli stati che nella fede islamica individuano la loro fonte d'identità primaria il simbolismo preponderante è la coppia crescente-stella, il sogno di un'entità pan-araba (che solo parzialmente è sovrapponibile alla Umma dell'Islam) trova la sua rappresentazione vessillologica nella seguente quadriade cromatica variamente disposta a fasce: bianco, nero, rosso e verde.Ufficialmente, le bandiere arabe che oggi adottano questi colori hanno come glorioso predecessore la bandiera utilizzata durante la cosiddetta Rivolta Araba del 1916, contro il dominio ottomano. Quest'ultima è anche nota come bandiera hashemita, essendo stata adottata dall'emiro della Mecca Husayn ibn Alì, membro della dinastia Hashemita. Sulla scorta delle garanzie britanniche circa la creazione di un regno arabo che dall'Egitto si sarebbe esteso alla Persia sostituendo il dominio ottomano (si guardi all'abbondante carteggio McMahon-Husayn), l'emiro si mise a capo della Rivolta dopo essersi proclamato re del Hijaz nel 1916 ed adottò per il suo regno proprio bandiera della Rivolta; intanto, però, Francia e Gran Bretagna, ligie al segreto, avevano già firmato gli accordi Sykes-Picot sulla spartizione di quello stesso territorio promesso all'emiro ed al popolo arabo. E per la precisione, in effetti, non fu Husayn ad ideare la bandiera; fu opera del diplomatico britannico Mark Sykes, ed ovviamente si tratta dello stesso Sykes degli appena citati accordi di spartizione.

A quanto pare, i britannici dovettero prendere molto a cuore il problema di dare alla Rivolta una bandiera, tanto che, oltre ad inventarne una, ne produssero anche una certa quantità in Egitto per poi inviarla successivamente ad Hijaz. E lo stesso Sykes fu molto dedito nell'individuare colori che facessero riferimento al fulgido passato delle dinastie arabe:

Bianco: colore della dinastia Omaiade;Nero: colore della dinastia Abbasside e del profeta Maometto. In alcuni casi è venuta ad assumere anche valenza di ricordo del buio passato coloniale;Verde: colore della dinastia Fatimide e di Alì, cugino del Profeta;Rosso: il triangolo rosso rappresenta la dinastia Hashemita che unifica le altre tre.In una precedente interpretazione, la quadriade venne adottata come simbolo nazionalista arabo da un circolo di intellettuali turchi nel primo decennio del '900, riprendendone la descrizione data a quei colori dal poeta medievale Safiy ad-Din al-Hilli: bianche le azioni, neri i campi di battaglia, verdi i pascoli e rosso il passato sanguinoso.Dopo la Rivolta, Husayn avrebbe voluto dividere i territori ex-ottomani tra i suoi tre figli: Alì in Hijaz, Abd Allah in Transgiordania e Faysal in Siria. Quest'ultima, però, passò alla Francia dopo la Conferenza di Sanremo del 1920 e Faysal venne ricompensato divenendo re dell'Iraq. Ad ogni modo, sia Iraq che Transgiordania rimasero incagliati nel gioco dei mandati. Nelle intenzioni di Husayn, inoltre, i tre Stati avrebbero adottato la bandiera hashemita con la variazione dell'aggiunta di una, due e tre stelle nel triangolo rosso. L'unico stato che ha ancora questa bandiera è la Giordania (con una stella).Attualmente, inoltre, nessuno Stato utilizza l'originaria bandiera ideata da Sykes (ne utilizzano invece una identica sia Autorità Nazionale Palestinese che Partito Baath siriano).Un'ultima precisazione: nelle bandiere in cui il verde manca, si fa in genere riferimento al modello della bandiera della Liberazione Araba, nata durante la rivoluzione del '53 in Egitto e facente pur sempre riferimento a quella della Rivolta. La mancanza del colore verde indica, simbolicamente, una sorta di smarcamento dalla religione islamica e quindi un'ideale secolarizzazione.Repubblica Araba Unita (1958-1961)

Nel '58 Siria ed Egitto si fondono per formare la Repubblica Araba Unita. L'Egitto abbandona il pattern simbolico ottomano/islamico (drappo rosso con 3 crescenti e 3 stelle) per far uso, con la Siria, del cromatismo panarabo: rosso, bianco, nero e 2 stelle verdi simbolo dei due paesi.EgittoCon la fine dell'esperienza della Repubblica Araba Unita, l'Egitto decise di mantenere la bandiera della repubblica fino al 1971. Nel 1972 venne adottato un vessillo uguale in cui le stelle venivano sostituite da un falco, che nell'84 verrà a sua volta sostituito dall'aquila ayyubide, ossia l'Aquila d'Oro di Saladino (eroe curdo del periodo delle Crociate, quindi in realtà non arabo). 

1972

1984

Al contrario di quanto dica l'attuale governo egiziano, la scelta cromatica non ha in nessun modo a che fare col passato antico egiziano.Emirati Arabi Uniti

Giordania
Risale al 1928 ed è la più vicina al modello hashemita. La stella a sette punte rappresenta i sette versi dell'al-fatiha, Sura di apertura del Corano e fondamento della religione islamica.Iraq
La bandiera adottata da Faysal nel 1924 riproduceva la bandiera hashemita con l'aggiunta di due stelle a sette punte sul triangolo (in alternativa trapezio) rosso. Nel 1963, i baahtisti al potere si fecero fautori di una politica più secolarizzata che intendeva evitare settarismi religiosi, per cui virarono verso il panarabismo: la bandiera adottata era uguale a quella della Repubblica Araba Unita ma presentava nella fascia centrale tre stelle anzichè due. Il contenuto manifesto, infatti, era il desiderio di unificazione con Siria ed Egitto. Il progetto fallì, per cui alle tre stelle venne data una nuova interpretazione, nel segno del triplice motto baathista di libertà, unità e socialismo. Nel 1991, Saddam Hussein decise per l'inserimento del takbir (ossia la scritta in arabo "Allahu Akbar", Allah è Grande). Quel takbir era una riproduzione della calligrafia dello stesso Saddam. Dopo la Seconda guerra del Golfo nel 2003, per prima cosa il carattere calligrafico venne sostituito con quello cufico, unanimemente accettato dalle tre entità del paese in quanto storicamente iracheno; tuttavia, nessuno pareva disposto a cedere alle pressioni statunitensi per la rimozione in toto del takbir. Successivamente, e prevedibilmente, vennero eliminate anche le tre stelle baathiste. Nel 2004 venne proposta una nuova bandiera, bianca con tre strisce in basso (due blu a simboleggiare i fiumi Tigri ed Eufrate ed una dorata per la minoranza curda) ed al centro un crescente azzurro. Fu proprio questa la ragione del contenzioso, dal momento in cui la bandiera proposta non solo era completamente dissonante rispetto al resto delle bandiere arabe, ma si presentava quasi come antitetica a quella israeliana (bianca, due strisce azzurre e la stella di Davide al centro). Per cui, l'attuale bandiera è il tricolore orizzontale senza stelle e con il takbir in caratteri cufici.Kuwait

Libano
Il cedro è legato al Libano da sempre; i cristiani maroniti, dal canto loro, usavano una bandiera bianca col cedro in riferimento ad un salmo biblico. La bandiera del Libano sotto mandato francese era il tricolore di Francia con un cedro al centro. L'attuale bandiera risale al '43: Le due strisce rosse rappresentano i clan dei kaissiti e degli yemeniti che qui si contesero il potere quattro secoli orsono. Il cedro è completamente verde e bandiere col tronco del cedro marrone sono da considerarsi incostituzionali.Libia
Dal 1951(anno dell'indipendenza da Francia e Gran Bretagna) al 1972 ha avuto due bandiere d'ispirazione panaraba.

1951 - 1969


La bandiera adottata dal 1977 al 2011, invece, riflette l'identità prima di tutto islamica del paese.

Nelle rivolte del 2011 che hanno portato alla caduta di Gheddafi, la bandiera del 1951-1969 è stata utilizzata come principale simbolo di opposizione al regime. La bandiera rossa nera e verde è stata dunque adottata dal consiglio nazionale di transizione.


Oman

Oltre alla ripetuta lettura cromatica panaraba, il bianco sta anche per l'imamato di Oman, il rosso per sultanato di Mascate ed il verde per il Gebel Akhdar (area non desertica dell'Oman). A lato, è raffigurato un pugnale di Khanjar bianco e due spade.Sahara Occidentale
Derivata dalla bandiera hashemita, alla quale aggiunge il crescente e la stella.SiriaAll'indomani dell'indipendenza, la Siria adottò una bandiera con tre stelle rosse ed i tipici colori panarabi.Dopo le già note vicende della RAU, è il 1963 quando, a seguito di un colpo di stato, i baathisti modificano la bandiera adottandone una con tre stelle.L'attuale bandiera è quella che fu della Repubblica Araba Unita; tuttavia, è bandiera nazionale siriana solo dal 1980, anche perchè l'Egitto la mantenne fino al 1971.Sudan

E' stata fatta esplicita la derivazione e l'ispirazione di questa bandiera a quella della Repubblica Araba Unita; infatti, rispetto alla bandiera hashemita, i colori sono combinati diversamente. Più precisamente, il governo sudanese specifica i significati cromatici in questo modo: il rosso per lotte dei martiri del Sudan e di tutta la terra araba, il bianco per l'islam e la pace, il nero per il Sudan (che etimologicamente significa "Terra dei neri") ed il verde per la prosperità. Sud SudanIl triangolo blu sta per il fiume Nilo, mentre la stella a 5 punte rappresenta le regioni del Sudan meridionale. Le due strisce bianche che dividono le più ampie fasce sono simbolo di desiderio di pacificazione per tutto il Sudan.Yemen
Deriva dalla bandiera della RAU. Lo Yemen del Nord, infatti, si legò alla RAU creando la confederazione degli Stati Arabi Uniti (esperienza terminata con la RAU stessa nel 1961). Nello stendardo precedente era raffigurata una stella verde al centro, ma dopo la fusione con lo Yemen del Sud (bandiera con un triangolo azzurro e stella rossa) nel 1990 venne deciso di non mantenere nessuna delle due.Autorità Nazionale Palestinese

L'ANP usa una bandiera identica a quella hashemita per sottolineare un legame storico-territoriale, risalente a quando Palestina e Giordania erano territorio unico (1920-1923). Venne adottata ufficialmente nel '64.


jds prospettivainternazionale
Vedi ancheIntroduzione al ciclo di post "Un mondo di bandiere"  Il crescente e la stella. Ciclo "un mondo di bandiere"

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