I cugini asiatici dei Neanderthal

Creato il 28 dicembre 2010 da Emmecola

Svante Paabo, ormai riconosciuto come uno dei massimi esperti nello studio del DNA antico, ci offre un altro interessante tassello che va ad aggiungersi al complesso puzzle della storia dei primi uomini. Qualche mese fa aveva pubblicato il genoma dell’uomo di Neanderthal, che aveva consentito di ipotizzare uno scambio di geni tra i nostri antenati e questo gruppo di ominidi. Questa volta, Paabo si sposta a Oriente, nella Siberia meridionale, per scoprire l’esistenza dei cugini dei Neanderthal, soprannominati Denisovan. Anche in questo caso ci sarebbe stato uno scambio di materiale genetico con i primi esemplari di Homo sapiens, e il genoma degli abitanti della Melanesia ne porta ancora oggi le tracce.

Lo scorso marzo, il ritrovamento di un piccolo fossile (una falange) nella cava di Denisova, nella Siberia Meridionale, aveva creato una grande aspettativa. Risale a 48-30 mila anni fa, ma non appartiene né ai Neandertal, né a sapiens: è possibile che sia di una terza specie finora sconosciuta (vedi Galileo). Svante Paabo, del Max Planck di Lipsia (Germania), aveva sequenziato il Dna mitocondriale e si aspettava con ansia il risultato dell’analisi di quello nucleare. Ora, grazie anche al lavoro di David Reich dell’Harvard Medical School di Boston, quel risultato è arrivato: quella piccola falange fossile prova l’esistenza di un gruppo di ominidi vissuti in Asia tra i 400.000 e i 50.000 anni fa, che sarebbero strettamente imparentati con gli uomini di Neandertal europei.

Secondo quanto Paabo riporta su Nature, il codice genetico del nuovo ominide (soprannominato Denisovan) è simile – ma non identico – a quello dei Neanderthal. L’ipotesi più accreditata è che circa 500.000 anni fa un antenato di H. neanderthalensis e di H. sapiens abbia lasciato l’Africa per spostarsi a Nord; successivamente, Neandertal e Denisovan si sarebbero separati: i primi avrebbero colonizzato l’Europa, i secondi si sarebbero spostati a Est, popolando il continente asiatico. Confrontando il genoma dei Denisovan con quello delle popolazioni di esseri umani moderni, i ricercatori hanno scoperto che gli attuali abitanti della Papua Nuova Guinea e di altre isole della Melanesia, in Oceania, devono ai Denisovan circa un ventesimo del proprio genoma. Questo dato può essere spiegato ipotizzando uno scambio di geni tra gli Homo sapiens in arrivo dall’Africa e le popolazioni di Denisovan autoctone; quando e dove questo scambio sia avvenuto non è ancora possibile stabilirlo.

Al momento, nella cava è stato anche ritrovato un dente, il cui genoma mitocondriale è molto simile a quello della falange; la morfologia, inoltre, è assai diversa da quella dei denti di entrambe le altre due specie: è una prima prova che il gruppo fosse possa davvero essere evolutivamente distinto dagli altri. Tuttavia, per riscrivere la storia dei primi uomini e dare ai cugini genetici dei Neanderthal il nome di una nuova specie sarà necessario attendere il ritrovamento e l’analisi di altri resti di Denisovan nel continente asiatico. Alcuni fossili in Cina, per esempio, non assomigliano né ai Neanderthal né a sapiens: Paabo intende scoprire, attraverso l’analisi genomica, se possano rappresentare o meno altri casi di Denisovan.


Reich, D., Green, R., Kircher, M., Krause, J., Patterson, N., Durand, E., Viola, B., Briggs, A., Stenzel, U., Johnson, P., Maricic, T., Good, J., Marques-Bonet, T., Alkan, C., Fu, Q., Mallick, S., Li, H., Meyer, M., Eichler, E., Stoneking, M., Richards, M., Talamo, S., Shunkov, M., Derevianko, A., Hublin, J., Kelso, J., Slatkin, M., & Pääbo, S. (2010). Genetic history of an archaic hominin group from Denisova Cave in Siberia Nature, 468 (7327), 1053-1060 DOI: 10.1038/nature09710

Fonte: M. Colaiacovo – www.galileonet.it



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