Svegliarsi un giorno qualunque, essere stati sino alla sera prima una persona qualunque, e rendersi conto di non esserlo più, inspiegabilmente. C’è chi ne sarebbe felice, il più esibizionista e vanitoso non desidererebbe altro, mentre i più timidi e schivi lo vedrebbero come il peggiore incubo. Ma la domanda sorge comunque spontanea: Perché? O meglio, “puorquoi?”, come direbbe Martin Kazinski (Kad Merad), il protagonista di Superstar, la pellicola di Xavier Giannoli in concorso a Venezia, che tanto ricorda l’episodio di Roberto Benigni in
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