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I guerrieri della notte, vi siete contati?

Creato il 20 agosto 2014 da Nicola933
di Michele Giacci I guerrieri della notte, vi siete contati? - 20 agosto 2014

warriors-alternate-poster-design-2Di Michele Giacci. L’Anabasi, opera autobiografica dello storico ateniese Senofonte, narra della ritirata dei diecimila mercenari ellenici, di cui lui stesso faceva parte, attraverso l’impero persiano, dopo che il loro capo Ciro il Giovane, pretendente al trono imperiale, era stato sconfitto durante la battaglia di Cunassa.

Prendi la Persia e trasformala nella New York di fine anni ’70. Prendi i mercenari e vestili di abiti sgargianti di ogni tipo dividendoli in bande di strada per poi trasformare Ciro il Giovane in Cyrus e avrai tra le mani The Warriors, romanzo di Sol Yurick che a sua volta ha ispirato il film cult uscito 35 anni fa e che in Italia conosciamo col titolo I guerrieri della notte.

Walter Hill scrive e dirige The Warriors, la storia di un mega raduno di tutte le bande criminali di strada della città di New York. Nove componenti per banda, tutti vestiti coi colori e lo stemma del loro club, tutti riuniti nel Bronx, il cuore pulsante della criminalità newyorkese. Durante il raduno, nonostante l’accordo di non portare armi, il leader dei Riffs Cyrus viene assassinato. A sparare è stato il malvagio e folle Luther membro dei Rogues, il quale urla ai Riffs che ad uccidere Cyrus è stato Cleon, il capo della delegazione dei Guerrieri. Questi viene subito pestato a morte dai Riffs mentre il resto della banda inizia una fuga per i quartieri e le strade della città, passando tra una stazione della metropolitana e un’altra per arrivare all’ultima fermata, Coney Island.

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I guerrieri della notte poteva tranquillamente essere un film d’avventura con indiani e cowboys, ma Walter Hill decise di puntare su qualcosa che il pubblico poteva incontrare in strada. Le immagini notturne della città e le bellissime musiche tendono ad ammorbidire solamente il tema del film. I volti inquietanti dei Baseball Furies e la tensione palpabile negli scontri al Riverside Park mostrano il lato oscuro e nascosto di una città da sempre resa meta di sogni e ambizioni.

Lo scontro epico con i Furies ricorda i Drughi di Kubrick in Arancia Meccanica e allora si inizia a storcere il naso se si dimentica che il film di Hill ha un impasto molto più fumettistico, come poi è stato amplificato nel montaggio delle ultime versioni DVD e Blu Ray in cui le scene ci vengono presentate con vere e proprie tavole a fumetti. Il cammino della banda protagonista fino a Coney Island assume contorni mitologici, come gli eventi, i personaggi e gli scenari. La fine del gioco suggerisce che essi – come gli eroi dell’antichità – sono più grandi della vita stessa, figure romantiche che, un giorno, saranno ricordati dalla storia per la loro grande realizzazione.

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Il film inizia una vera e propria mitizzazione e non è cosa da poco. Anni fa, in un’intervista, George Lucas ricordò la mancanza di eroi “reali” per i bambini nella cultura pop degli anni ’70. Definì Dirty Harry e Kojak dei modelli, e tutti dovevamo vedere Star Wars come ad un’alternativa più innocente e appropriata. I guerrieri del film di Hill rappresentano un’altra alternativa, anche se un po’ meno convenzionale. Vantano qualità eroiche come la lealtà, la forza e l’onore e sono fermamente convinti di rendere la loro vita migliore, seppur nel degrado di una città fuori controllo.

Nello spirito di John Carpenter, il quale ha sempre voluto anticipare il futuro (Distretto 13 – Le brigate della morte), Walter Hill ricorda al pubblico che questo film non deve avere un alone deprimente (la realtà), ma piuttosto accresce la fantasia in cui le persone – anche se membri di una banda – possono ancora fare delle scelte eroiche, e comportarsi in modo onorevole. In un futuro in cui ogni giovane sembra far parte di una banda (o di una rete di bande), non è difficile credere che una gang possa essere più eroica di altre.

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I rappresentanti di bande arrivano in pace ad un conclave nel Bronx. Vanno ad ascoltare le parole ispiratrici di un leader messianico, “The One and Only” Cyrus, un visionario e rivoluzionario afro-americano. Egli ritiene di possedere un bel po’ di magia, è il leader della più grande banda che c’è in città, predica un Vangelo di unità e soprattutto, i numeri. “Vi siete contati?” chiede ripetutamente. Poi fornisce un argomento del tutto logico utilizzando la matematica come suo strumento retorico primario. I Van Cortlandt Rangers, i Saracens, i ragazzi di John Street, i Moonrunners, ci sono 60.000 membri di gang nella maledetta New York, e solo 20.000 di polizia ricorda al suo pubblico. Una banda potrebbe governare questa città, suggerisce deliberatamente.

Cyrus promette un nuovo ordine. Invece di una miope battaglia per il territorio, queste bande potrebbero effettivamente controllare l’intera città se solo collaborassero. Potrebbero controllare le infrastrutture, le risorse, e persino i tassi di criminalità. La città non potrebbe muoversi senza l’ok delle bande. Il potere è a portata di mano. Combattere il potere perché è stato il potere stesso a crearli e ora ne paga le conseguenze.

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Il personaggio rappresenta quindi l’ottimismo politico, la convinzione che possiamo usufruire di ogni mezzo per un futuro di nostro gradimento se solo noi tutti ci mettessimo in fila nella stessa direzione. Hill suggerisce che non solo gli emarginati riconoscono la corruzione del sistema, ma anche i criminali veri. Quei fuorilegge che diventano, ironia della sorte, la speranza per un futuro più equo.

E’ assolutamente affascinante come questo film posizioni il leader di una banda di fuorilegge come il legittimo erede del movimento contro-culturale alla fine dei 70, e come questo cosiddetto criminale (così come la sua gente) abbracci apertamente alti ideali morali, come la lotta interrazziale, l’uguaglianza e l’unità di intenti. C’è un’importante idea e poi “Yes We Can” abbiamo i numeri, se votiamo, spodestiamo i responsabili dello status quo, i responsabili del decadimento della città in mancanza di un sostegno da parte dei suoi cittadini.

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Purtroppo, nella tradizione dei leader della vita reale come Martin Luther King e Robert Kennedy, Cyrus viene brutalmente freddato prima che il suo utopico nuovo ordine possa vedere la luce del giorno.


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