I piatti più piccanti della cucina tatara – Alina Bronsky

Da Roversi2011

In principio Rosa fu giovane moglie, poi diventò madre, nonna, e infine suocera più volte, grazie alla sua natura trascinante e magnetica e ad una tempra sovietica caratterizzata da una praticità sconcertante che sfocia in tirannia. Un bulldozer che travolge ogni generazione della propria famiglia. Organizza e disfa matrimoni e vite, in base alle proprie necessità del momento, che sembrano rivolte verso gli altri ma in realtà riguardano sempre e solo una persona, lei. Lei che, come anticipato in quarta di copertina, crede sempre di agire per il meglio degli altri sporcandosi le mani se serve (rubando tesori, uccidendo re o distruggendo pianeti).

Far bere Sulfia era un gioco da ragazzi. Trangugiava il latte. Poi si afferrava la pancia. Se uno beve così in fretta è normale che gli faccia male la pancia. L’espressione di dolore di Sulfia mi dava ai nervi. Ogni tanto si metteva la mano davanti alla bocca e correva fuori, a vomitare sui cespugli di lamponi. Era una brava bambina, non avrebbe mai sporcato il pavimento. Quando tornava le consegnavo una seconda tazza di latte e stavo attenta che bevesse lentamente, fino all’ultima goccia. Non so se mia figlia sarebbe arrivata all’età scolastica senza quel latte. Mi sacrificavo perché stesse meglio.

In Germania molte donne non curavano il proprio aspetto, quindi per me non era difficile surclassarle. Con qualunque donna mi si confrontasse – io avevo vestiti più belli, un trucco più bello, un fisico più bello e sapevo valorizzarlo molto meglio della maggior parte delle ragazze tedesche.

La lettura è molto piacevole e si finisce per adorare questa giovane nonna malvagia che si porta tutta la storia della sua famiglia sulle spalle grazie ad un’autoesaltazione senza pari.L’autrice riesce a cambiare registro narrativo, senza cadere nella ripetitività utilizzando passaggi pungenti e riuscendo a descrivere con efficacia il crescendo vorticoso verso la pateticità che plasma il personaggio in questione approdando ad un finale che, a mio parere, è l’unico vero punto debole dell’opera perché risulta un pò scollegato alla storia, non completamente in simbiosi con l’intreccio della narrazione.Buona lettura.

Potrebbero interessarti anche :

Possono interessarti anche questi articoli :

  • Parigi-Firenze: Una distanza che uccide lentamente

    Buongiorno a tutti cari lettori e puntuali come al solito, vi presento il nostro appuntamento con la rubrica settimanale “5 Words for one story” Come al... Leggere il seguito

    Il 23 giugno 2015 da   Andrea Venturotti
    RACCONTI, TALENTI
  • Tutti vogliamo ossitocina!

    L'ossitocina è un ormone prodotto dall'ipotalamo e secreto dalla neuroipofisi, una struttura anatomica della grandezza di un fagiolo, posta alla base... Leggere il seguito

    Il 22 giugno 2015 da   Stefano Borzumato
    DIARIO PERSONALE, SOCIETÀ, TALENTI
  • Testa Garnier Ultra Dolce Corpo

    Vuoi ricevere a casa gratis un Latte Corpo Ultra Dolce Garnier? Iscriviti alla selezione. Se sarai tra le 100 selezionate riceverai un Latte Ultra Dolce Corpo. Leggere il seguito

    Il 19 giugno 2015 da   Maddalena R.
    FAI DA TE, PER LEI, TALENTI
  • Eccoti, sei qui…

    Eccoti: sei qui, sei tornata; sei di nuovo  fra le pagine dentro le righe, fra le parole che lanci tutto intorno nell’attesa che qualcuno le colga. Leggere il seguito

    Il 14 giugno 2015 da   Nuvolesparsetraledita
    DIARIO PERSONALE, TALENTI
  • L’affittacamere

    È incredibile come le cose possano cambiare da un momento all’altro. L’affittacamere era pappa e ciccia con me, fino a ieri sera, tutta coccole e carezze, e... Leggere il seguito

    Il 13 giugno 2015 da   Andrea Venturotti
    RACCONTI, TALENTI
  • Mns

    Questa storia ha inizio prima che il seme di Indostanembolendolonirica fosse piantato. Prima che il seme di Indostanembolendolonirica fosse piantato le cose... Leggere il seguito

    Il 11 giugno 2015 da   Ludovicopolidattilo
    TALENTI