I Pilastri e la Casa

Creato il 23 giugno 2010 da Albix

Chi di noi, volendo ristrutturare la sua casa, penserebbe di  modificare le fondamenta? O magari di abbattere i pilastri su cui la casa  si regge?

Rileggendo l’art. 21 della Costituzione Italiana mi stupisce, a distanza di 63 anni, la lungimiranza dei Padri Costituenti.

Quell’inciso finale che rafforza il diritto    di manifestare liberamente il proprio pensiero con “ ogni altro mezzo di diffusione” ha qualcosa di profetico.

Come se i Costituenti avessero previsto l’avvento di Internet e della Rete.

Bisogna stare più attenti quando si parla di modifiche alla Costituzione.

La Costituzione è la base su cui poggia L’Ordinamento Giuridico e quindi tutta la nostra stessa Società.

Si può e forse si deve cambiare la disposizione delle stanze, dei servizi, dei tramezzi.

Ma per favore non tocchiamo i muri portanti.

Sennò tutta la costruzione rischia di sprofondare sotto le macerie.

Riporto di seguito una notizia che è un vero e proprio attacco all’art. 21 della Costituzione, uno dei pilastri della nostra società: la LIBERTA’  DI PENSIERO.

“NESSUN   TELEGIORNALE HA AVUTO IL PERMESSO DI DIFFONDERE QUESTA  NOTIZIA
Il Senato ha approvato il cosiddetto  pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli  altri con un  emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato   dall’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o  istigazione a  delinquere compiuta a mezzo internet”; la prossima  settimana Il testo  approderà alla Camera come articolo nr.  60.

Questo senatore NON fa  neanche parte della  maggioranza al Governo…

In pratica in  base a questo  emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare   attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a  disobbedire o a  ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una  legge che ritiene ingiusta, i  providers DOVRANNO bloccarne il  blog o il sito.

Questo provvedimento  può far oscurare la  visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se  è  all’ESTERO; basta che il Ministro dell’Interno disponga con proprio  decreto  l’interruzione dell’attività del blogger, ordinandone il  blocco ai fornitori  di connettività alla rete internet.  L’attività di filtraggio imposta dovrebbe  avvenire entro 24 ore;  pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a  250.000  euro.

Per i blogger è invece previsto il carcere da 1  a 5  anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl’istigazione   alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’ODIO (!)  fra le classi  sociali.
MORALE: questa legge può ripulire  immediatamente tutti i motori di  ricerca da tutti i link scomodi  per la Casta.

In pratica  sarà possibile bloccare in  Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina)  Facebook, Youtube e  la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in  Italia  l’unica informazione non condizionata e/o censurata.

Con questa legge  non sarà più necessario,  nulla sarà più di ostacolo anche in termini  PREVENTIVI.
Dopo  la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una   commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra  meno di 60  giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di  legge su questa materia,  questo emendamento al “pacchetto  sicurezza” di fatto rende esplicito il  progetto del Governo di  ”normalizzare” con leggi di repressione internet e  tutto il  sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a   dominare.

Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni  grazie ad  internet, l’Italia prende a modello la Cina, la  Birmania  e l’Iran.
Oggi gli UNICI media che hanno fatto  rimbalzare questa notizia  sono stati la rivista specializzata  ”Punto Informatico” e il blog di  Grillo.

Fatela girare il  più possibile per cercare di svegliare le  coscienze addormentate  degli italiani perché dove non c’è libera informazione  e diritto  di critica la “democrazia” è un concetto   VUOTO.

documentazione diffusa da

Coordinamento degli  Enti Locali per  la Pace e i Diritti  Umani”

http://www.perlapace.it/


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