
L’opera di Gramsci all’esame dell’Istituto per il restauro
Al centro dell’indagine la questione della numerazione dei volumi e le incongruenze rilevate dagli storici
di Eleonora Lattanzi, l'Unità, 27.05.2013
Tecniche di imagingIl gruppo di lavoro aveva già affidato all’Ircprcpal le indagini scientifiche sulle etichette dando la precedenza ai 4 quaderni ritenuti più controversi. Il laboratorio dell’Istituto è intervenuto inizialmente con tecniche di imaging, ovvero con l’impiego di lampade che mediante differenti modalità di illuminazione permettono la lettura di segni grafici altrimenti difficilmente leggibili. Successivamente – recita la relazione dell’Icprcpal – ad eccezione del quaderno 12 (XXIX) per il quale «già ad occhio nudo ed in misura maggiore dopo l’elaborazione grafica» è leggibile il numero XXXII, per gli altri 3 manoscritti si è reso necessario procedere al parziale «distacco fisico dei cartellini», che, dopo i rilievi, sono stati fatti nuovamente aderire. L’Icprcpal ha stabilito che il tassello sottostante a quello sottostante del quaderno 29 (XXI) riporta la stessa numerazione. Chiarificatrici rispetto ai quesiti proposti si sono invece rivelate le indagini sui quaderni 13 (XXX) e D (XXXI). Infatti, sotto l’etichetta del primo «è comparsa la scritta XXXI» e sotto a quella del secondo «un’altra etichetta numerata XXXIII». In virtù dei risultati ottenuti dalle indagini svolte dall’Icprcpal e dell’importanza che il lavoro di questo Istituto può avere per giungere ad ulteriori chiarimenti sulle incongruenze della numerazione dei Quaderni, la Fondazione Istituto Gramsci ha deciso di commissionargli una nuova indagine riguardando le etichette dei manoscritti restanti.________________________________________________I verbali degli incontri e delle relazioni dell’Icprcpal sono consultabili sul sito: fondazionegramsci.org
