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I resti di Bisanzio

Creato il 28 settembre 2010 da Cultura Salentina

di Carlo Michele Schirinzi

un’urgenza di vuoto

- da foga iconoclasta bizantina –

(nella storia e nella geografia dei personaggi),

un ciclico ritorno

ed un vagar per scene ed immagini come il perdersi

nei tasselli musivi calpestati d’Otranto.

Carlo Michele Schirinzi

Regia di Carlo Michele Schirinzi

Prodotto da Gianluca Arcopinto / Kama soc. coop. a.r.l.

I resti di Bisanzio

il regista Carlo Michele Schirinzi

Il film è un personale ed intimo ritratto del luogo, dedicato alle notti adriatiche dei turisti forzati.
Il Salento della soglia, attracco di corpi naufragati da oriente, delle torri costiere che gettano ombra sugli sbarchi storici, il Salento laterale condannato a lievi spostamenti tellurici, a guerre inventate, a fortificazioni inutili, a finti abbagli culturali.

Non c’è una vera e propria storia ma delle azioni, una consequenzialità di azioni: la Storia è già stata e il protagonista è rimasto fuori, escluso a sua insaputa, non sappiamo se a suo danno o per sua fortuna.

La Storia ha transitato senza mai gettar radici. Il film vuol ritrarre quest’assenza che oggi si cerca di colmare con gli inutili e dannosi tentativi di creare un’identità mentre il contemporaneo, spietato, si srotola velocemente lasciandoci in balia del tempo che fugge, stranieri nella nostra stessa casa: stimolare interrogativi in chi è stato accasciato dal p(i)attume contemporaneo e non si cura del fiume impazzito che scorre tra le rocce carsiche sotto la terra degli ulivi secolari eretti a simbolo di zona.

Scontrarsi col dramma non vuol dire analizzarlo: è una continua ed estenuante battaglia che non da tregua perchè contro ogni forma di storia, contro il voler a tutti i costi incanalare sui binari dell’univoca comprensione (globale e dittatoriale). Il film non vuole essere consolatorio o anticonsolatorio ma documentare un caos d’affetti, un’implosione di sentimenti in grado di percuotere il contemporaneo con le sue stesse armi: la vita non si racconta ma si attraversa, a volte senza una direzione, perchè il reale non appartiene alla Storia – i ricordi sono immagini –, la Storia è appiccicata dopo, quando l’incendio ha ceduto il posto alla cenere.

Se il reale è incendiario, è col fuoco che bisogna catturarlo, con l’immagine, satura di secolare dramma.

CASTING

I RESTI DI BISANZIO

Regia: Carlo Michele Schirinzi

Produzione: Kama Soc. Coop. A.r.l. / Gianluca Arcopinto

Cercasi:

  • un uomo di 65/70 anni, magro (non magrissimo), alto 1,65 m circa;
  • una donna di 60/65 anni, robusta, alta 1,70 m circa;
  • un bambino di 3/4 anni, non vivace;
  • un ragazzo di 36/37 anni, magro, capelli neri, alto 1,65 m circa – per una scena ambientata negli anni 70;
  • un uomo di 73/75 anni, media statura, postura dritta e composta, aspetto severo;
  • un uomo scheletrico di 45/55 anni, quasi anoressico;
  • una ragazza che dimostri 16/17 anni, magra, capelli neri, occhi grandi e scuri, molto bella (potrebbe ricordare Claudia Mori da giovane);
  • un gruppo musicale composto da: bassista, batterista, chitarrista, età compresa tra i 23 e i 30 anni, uomini (il basso può essere una donna); molto magri, devono avere l’aspetto ‘consumato’ dei gruppi punk di fine anni 70: suoneranno “Non alignment pact” dei Pere Ubu;
  • un uomo di 30/40 anni, con tratti somatici mediorientali o balcanici, capace di stare in apnea: interpreterà un cadavere in mare;
  • una donna di 67/70 anni, aspetto signorile: interpreterà un’ex-maestra di scuola, morta, sdraiata in una bara aperta nella scena di una veglia funebre.

È preferibile che le comparse, soprattutto anziane, siano della zona (Lecce e provincia)

Il casting si svolgerà presso il Nuovo Cinema Elio di Calimera (Le), via Montinari n° 32, il giorno 1 ottobre 2010 alle ore 15.00.

Info e contatti:




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