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I Tarocchi: storia di un gioco millenario

Da Pensierospensierato @P3nsi3ro

I Tarocchi: storia di un gioco millenario

Tarocchi Rider Waite

In molti post del blog ho usato, fra le immagini, alcune carte dei Tarocchi. Qualcuno mi ha chiesto cosa significhino quelle immagini ritratte sulle carte, e, quando mi sono lanciata in una lunghissima spiegazione verbale su cosa siano i Tarocchi, da dove derivino, cosa significhino le carte, come si suddividano i vari mazzi, questa persona mi ha detto: te ne intendi parecchio, a quanto pare. Perchè non scrivi qualche post sui Tarocchi?
Così, colgo la palla al balzo, e inizio una nuova serie di post, un nuovo speciale, dopo quello, riuscitissimo, sui dodici fenomeni paranormali riguardanti la morte, che, complessivamente, è stato il più seguito sul blog da quando l'ho aperto.
Mi sono detta: ok, scriviamo un paio di post sui Tarocchi e siamo a posto...e invece, più ci pensavo, più cose vedevo che dovevo trattare. Perchè i tarocchi sono molto più che mazzi di carte da gioco. C'è tutto un mondo dietro a essi, dietro alla loro compleassa raffigurazione, dietro al simbolismo che ciascuna carta racchiude, dietro ogni mazzo che è stato creato, e sono davvero tantissimi.
Premetto già da subito che non intendo qui darvi indicazioni su come leggere le carte per interpretare il futuro...è una cosa che, semplicemente, non faccio. I Tarocchi li uso semplicemente per la loro bellezza, per il significato metafisico racchiuso in ogni figura, e mi stupisco sempre più di quante cose splendide e sconosciute essi racchiudano...cose che, nella maggioranza dei casi, sono assolutamente impensabili.
Per cui, mi limiterò a raccontarvi quello che so sui Tarocchi, sulla loro storia, sul loro significato, sull'uso che se ne fa, sui segreti che ogni figura nasconde...ma senza addentrarmi nel pericoloso mondo delle previsioni, che non si fanno, semplicemente.
Quello dei Tarocchi è un mondo particolare, pieno di mistero e curiosità, ma addentrarsi troppo in mondo sconosciuti a volte può portare a scoprire cose che sarebbe bene non venissero scoperte...dunque, partiamo! credo che questa narrazione vi terrà compagnia (se deciderete di seguirmi fino alla fine, ovviamente), per molto, molto tempo.

I Tarocchi: storia di un gioco millenario

Tarocchi egizi

LA STORIA DEI TAROCCHI.
Non possiamo iniziare la nostra narrazione senza parlare dell'origine dei Tarocchi. C'è da dire innanzitutto che l'origine stessa delle carte si perde praticamente nella notte dei tempi...
Ci sono a questo proposito tre linee di pensiero:
  1. I primi tarocchi sarebbero stati concepiti nel XXII secolo a.C. in Egitto, come diretta derivazione dei geroglifici del Libro di Thoth e rappresentano una sintesi della conoscenza e religione egizia. I tarocchi, secondo questa teoria, sarebbero quindi un alfabeto geroglifico e numerale, riservato in origine ai sommi sacerdoti, che esprime il sapere universale originario, da cui si sono sviluppate le varie culture e religioni.
  • I Tarocchi: storia di un gioco millenario

    Tarocchi di Etteilla

    I TAROCCHI DI THOTH Da questa teoria deriva in particolare un mazzo di tarocchi molto speciale, i Tarocchi di Thoth. Tra il 1783 e il 1787 furono pubblicati a Amsterdam e Parigi cinque libretti intitolati Manière de se recréer avec un jeu de cartes nommées Tarot; il loro autore era Jean-Baptiste Alliette (1724 ca-1791), più noto con lo pseudonimo di Etteilla. Etteilla fu un famoso cartomante ma anche un cultore della cabbala pitagorica, stimato al punto da partecipare spesso alle riunioni di una loggia paramassonica, l’Ordine dei Filaleti. Secondo Etteilla il leggendario “Libro di Thoth” fu ideato durante un convegno di maghi presieduto da Ermete Trismegisto, nel 2170 a.C., ma poiché nel corso dei millenni le figure dei Tarocchi erano state completamente stravolte, Etteilla volle ripristinare il loro aspetto originario e intorno al 1789 fece stampare un nuovo mazzo che intitolò Livre de Thoth, ou Jeu di 78 Tarots Egyptièns. Di quell’opera sono rimaste soltanto quattro figure delle virtù cardinali (Forza, Giustizia, Prudenza e Temperanza), e 30 carte conservate in una collezione privata di Parigi. Solo successivamente un allievo di Etteilla, Melchior Montmignon D’Odoucet, realizzò una versione completa a 78 carte del mazzo, chiamata Grande Etteilla. Da quelle 78 carte presero vita numerose varianti, più o meno fedeli all’originale. 
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    Tarocchi di Crowley

  • I TAROCCHI DI CROWLEY. Oltre a questo mazzo ne esiste un altro che trae origine dal Libro di Thoth: si tratta dei Tarocchi realizzati da Aleister Crowley: l'interesse di Crowley per i Tarocchi risaliva agli anni giovanili, quando fu accolto nell'Hermetic Order of the Golden Dawn. Da subito s'interessò di studiare il famoso Libro di Thoth, e nel settembre 1912 pubblicò sul primo volume della rivista "The Equinox of Gods" il Liber T, vale a dire la descrizione dei Tarocchi fino ad allora riservata agli adepti della Golden Dawn. Crowley però decise di creare una propria versione del mazzo e ne affidò la realizzazione a una pittrice surrealista, Frieda Harris. Il lavoro si protrasse per quasi cinque anni, dal 1938 al 1942. I dipinti della Harris furono pubblicati in bianco e nero su The Book of Thoth (Londra, 1944), un manuale scritto da Crowley basandosi sul Liber T della Golden Dawn. Solo 33 anni più tardi (e in seguito a diversi «aborti editoriali») vide la luce il primo mazzo che riproduceva fedelmente gli acquerelli della Harris, oggi conservati al Warburg Institute di Londra. (Fonte: WIKIPEDIA)
    Ma non è nelle mie intenzioni parlare di questo particolare mazzo di carte.....
Torniamo invece alle altre due teorie sull'origine dei Tarocchi.

  • La seconda teoria è più moderna, e farebbe risalire i Tarocchi al XI secolo a.C., in Cina. Infatti le teorie spiegano come i tarocchi presentino diverse analogie con lo I Ching, libro custode dell’antica saggezza cinese e risalente a più di 3000 anni fa. L’estrazione casuale dei 64 esagrammi dello I Ching è uno strumento tradizionale di divinazione. Il fatto che siano invenzioni cinesi sia le carte da gioco che la carta e la stampa, rende plausibile che sia in Cina che vadano ricercate le primissime origini dei tarocchi...e per di più, si sa che carte dotate di numeri esistevano in Cina già dal decimo secolo e sono citate come d’uso comune in diversi testi del tredicesimo secolo. Nell’enciclopedia cinese Ching tze tung composta fra il 1403 e il 1425 si legge che nel 1120 un funzionario presentò all’imperatore Kao-Tsong una memoria con la descrizione di un gioco di 32 tavolette d’avorio figurate e simboliche e le relative regole, denominato “Mille volte diecimila” delineanti un parallelismo fra macrocosmo e microcosmo assimilabile alla filosofia degli “I Ching”, da cui forse potrebbero essere derivati i moderni Tarocchi. Alcune di queste carte riguardavano il cielo (fra cui i 4 punti cardinali), altre la terra, altre le virtù dell’uomo (benevolenza, giustizia, ordine, saggezza ecc.), ma le più numerose indicavano questioni astratte come il fato o i doveri civili. FONTE: http://www.vialesusanna.com/index.php?option=com_content&view=article&id=69%3Abreve-storia-dei-tarocchi&catid=36%3Agalleria-tarocchi&Itemid=29&lang=it  

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Visconti di Modrone - La Forza

  • La terza e ultima teoria, che è quella che a noi interessa maggiormente, vede invece la nascita dei Tarocchi in tempi e luoghi molto più recenti e più vicini. I Tarocchi sarebbero nati nel XV secolo d.C. proprio in Italia, con tutta probabilità nell’Italia del nord, alla corte di Filippo Maria Visconti, duca di Milano, durante la prima metà del Quattrocento. Lo testimoniano i molteplici ritrovamenti di carte, le numerose citazioni in documenti e registri di corte quattrocenteschi, e l’utilizzo nelle carte del sistema di semi tipicamente italiano: spade, bastoni, coppe, e denari. Ed è proprio quest'ultima teoria quella che verrà portata avanti in questo blog.
Personalmente, possiedo diversi mazzi di Tarocchi: ho i tarocchi di Marsiglia, ho i Rider Waite, le carte della Sibilla disegnate da Scapini, e, ultimo acquisto cui proprio non sono riuscita a fare a meno, i Tarocchi dei Visconti.
Cos'hanno di così sensazionale?
Innanzitutto la loro bellezza, che a mio avviso non ha eguali in nessun altro mazzo di tarocchi che esiste. Sono splendidi, delle vere e proprie opere d'arte, e le riproduzioni che possiedo, sebbene siano appunto semplici riproduzioni, nondimeno riescono bene a trasmettere la bellezza e la ricchezza di queste carte, dipinte a mano su lamine d’oro o d’argento decorate a punzone, oro per i trionfi e le carte di corte, argento per le carte numerali.
E in più, i Tarocchi dei Visconti è il più antico mazzo di tarocchi che si sia conservato fino a noi, nella versione del mazzo “Visconti di Modrone”, dal nome della famiglia nobiliare che lo possedette. La sua realizzazione fu commissionata da Filippo Maria Visconti, duca di Milano, tra il 1441 e il 1447.

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Visconti: fede

Di questa pietra miliare nella storia dei tarocchi si sono conservate fino ad oggi 67 carte, di cui 11 trionfi (arcani maggiori). Il mazzo è strettamente legato alla famiglia Visconti: gli stemmi araldici ed i motti della famiglia Visconti presenti sulle carte non lasciano alcun dubbio. Le carte di denari riportano infatti l’esatta riproduzione di una moneta, il fiorino d’oro di Filippo Maria, che era in corso di validità durante il periodo in cui Filippo Maria Visconti era duca di Milano.
La struttura delle carte di corte del mazzo “Visconti di Modrone” non è quella standard conosciuta oggi. Per ogni seme sono presenti 6 figure diverse: re, regina, cavaliere, dama (anch’essa a cavallo), fante, e fantina. Anche tra i trionfi troviamo raffigurazioni che non compaiono tra quelle tipiche.
Piccola digressione. Cosa sono i Trionfi?
Con questo termine solitamente s'intendono i 22 Arcani Maggiori, cioè le figure "particolari" che in un mazzo di Tarocchi sono visivamente diverse dalle altre 56 carte (appartenenti ai semi di coppe, danari, spade e bastoni) che costituiscono il mazzo completo.
Il termine Trionfo deriva forse dai Triumphi di Petrarca, rime in sei libri composte dal poeta tra il 1352 e il 1374, anno della morte, e generalmente accompagnate da immagini allegoriche.
I Triumphi di Petrarca sono dedicati all'Amore, alla Pudicizia, alla Morte, alla Fama, al Tempo e all'Eternità, e nei Tarocchi sono presenti sia la Morte che il Tempo, più altri elementi di cui però parlerò più avanti.

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Visconti: speranza

Le tre virtù teologali, Fede, Speranza, e Carità, e le quattro cardinali, Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza non sono infatti figure usuali nei tarocchi, però qualche elemento vi è ugualmente raffigurato.
Le numerose peculiarità di questo mazzo hanno fatto ipotizzare che si possa trattare di uno dei primi stadi di sperimentazione dei tarocchi, in cui non era ancor ben definita una struttura precisa, consolidatasi solo negli anni seguenti. La complessa storia di queste carte ha portato ad identificare il mazzo con diversi nomi:
  • Tarocchi dei Visconti di Modrone”. Dalla famiglia nobiliare milanese che possedette il mazzo fino alla seconda guerra mondiale, quando se ne persero le tracce. 
  •  “Tarocchi Cary-Yale”. Il nome è dovuto al collezionista statunitense Melbert B. Cary che lo donò alla Beinecke Rare Book and Manuscript Library (una delle biblioteche dell’università di Yale), affermando di averlo acquistato dopo la fine della seconda guerra mondiale. 
  • Tarocchi di Filippo Maria Visconti”. Dal nome del committente. 

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Visconti: carità

Esiste un altro mazzo simile al Visconti di Modrone: il mazzo Brambilla, che si trova oggi alla Pinacoteca di Brera, a Milano. Dell'originale mazzo di 78 carte ne restano solo 48, di cui solo due Trionfi. Questo mazzo è stato datato dagli esperti attorno al 1447, e attribuito a Bonifacio Bembo.
Nessuno di questi due mazzi di cui abbiamo appena parlato, però, fu mai imitato dai miniatori, per l'eccessiva complicazione delle figure, ricche di particolari davvero ingombranti.
Da dove deriva allora il mazzo dei Visconti?
Da un terzo mazzo, chiamato Visconti-Sforza o Tarocchi di Francesco Sforza: 74 carte, divise tra la Morgan Library di New York, l'Accademia Carrara di Bergamo e la famiglia Colleoni, di Bergamo.
Si tratta del mazzo più famoso al mondo, ed è proprio di questo che andremo a parlare nel blog, descrivendone "vita, morte e miracoli".
restate connessi

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