I Tesori Segreti di Jolly (N°4): Film sui Lupi Mannari - parte 1-

Creato il 02 luglio 2014 da Giuseppe Armellini
Quarto appuntamento con la bellissima rubrica di settore dell'horrorofilo Jolly.Puntata molto importante per almeno due motivi.
1 perchè affronta uno degli archetipi più importanti del cinema horror2 perchè lo fa partendo dal cinema degli albori (o poco dopo) fino ad arrivare alla stagione d'oro degli anni 80. La seconda puntata partirà da lì e arriverà ai giorni nostri. Gli proibirò di recensire Un Lupo Mannaro Americano a Londra perchè è il mio preferito e un giorno vorrei farlo io :)3 (lo so che erano due ma zitti) perchè dopo la lezione sui Mamba della scorsa puntata questa volta Jolly lascia perdere Quark e ci fa un'interessantissima introduzione sulla figura dell'Uomo Lupo e del suo mito.
Lascio la parola a Jolly

Uomini Lupo, Licantropi e Lupi Mannari
Questa puntata è dedicata a uno dei personaggi più famosi della cinematografia horror: l’Uomo Lupo, alias Licantropo o Lupo Mannaro….ma vorrà dire la stessa cosa?Nelle culture più antiche, alla figura del Lupo erano attribuiti elementi divini e questo animale rappresentava la Saggezza, forse perché l’ululato del lupo solitario verso la luna evocava la solitudine meditativa dell’asceta, tesa verso l'infinito. Col passare dei secoli, la figura del Lupo ha assunto una luce sempre più “sinistra”…soprattutto nel Medio Evo, quando la continua invasione da parte umana delle foreste portava ad inevitabili scontri con questo animale, “colpevole”, suo malgrado, di decimare i pollai ed i pascoli.Fu in quel periodo che cominciarono a nascere le fiabe nere che ancor oggi vengono raccontate ai bambini sul fantomatico Lupo Mannaro: egli non è propriamente un uomo-lupo, ma è solamente un lupo, che però nell’immaginario collettivo è più grosso di un lupo normale, è in grado di camminare in posizione eretta e ha una razionalità quasi simile a quella umana – anche se un po’ perfida: la notte, infatti, cammina per le strade in cerca dei bambini che si sono comportati male, per rapirli e mangiarli  :-)Parallelamente alle fiabe, nacquero però anche le più sinistre superstizioni, secondo le quali esistevano uomini che ospitavano la Bestia dentro: i cosiddetti Licantropi, ovvero uomini capaci di trasformarsi in Lupi, in grado di controllare il processo di trasformazione e di farlo quindi a proprio piacimento, nonché di mantenere la ragionevolezza umana anche dopo trasformati.Diverso, invece, è il caso dell’Uomo Lupo, ovvero il personaggio che ha spopolato nel cinema dei primi tempi. A differenza dei Licantropi o del Lupo Mannaro, egli è una persona come noi, che è stata colta da una Maledizione (spesso ricevuta per assoluto caso, magari perché morso da un altro uomo lupo). L’Uomo Lupo è contraddistinto dalla tragicità della sua condizione umana: la cosa sfugge al suo controllo, egli non ha le redini della trasformazione anzi la subisce contro volontà, come un’ “implacabile condanna” che lo porta a fare del male a sé e ai propri cari. Inoltre, non ha ricordi di quel che ha fatto durante la trasformazione, ma solo orribili incubi e vive il senso di colpa per quel che può aver fatto.Qui di seguito, 4 film che sono pietre miliari. Tre di essi sono tra i primissimi a trattare della figura dell’Uomo Lupo, il quarto, invece, è il primo film davvero noto che tratta il tema dell’allegro paesello di Licantropi (allegro fra di loro, molto meno coi forestieri).
IL SEGRETO DEL TIBET –WEREWOLF OF LONDON (1935)
Comincia tutto da qui. Il Segreto del Tibet è un film dell’anno 1935, il primo lungometraggio con sonoro sull’argomento Uomo Lupo. Il film può essere visto tranquillamente anche oggi; certo il ritmo è un po’ lento rispetto ai nostri standard e i costumi e le abitudini delle persone sono ovviamente diversissimi.Il Dottor Glendon, insigne botanico inglese, è a capo di una spedizione in Tibet, alla ricerca della leggendaria Mariphasa Lupina Lumina, un fiore che vive solo lì e che, secondo la leggenda, trae il proprio nutrimento non dalla luce solare, ma dalla Luna. Il Dottor Glendon riesce affettivamente a trovare il fiore, ma, mentre lo sta cogliendo, viene aggredito e morso da uno strano animale. Scoprirà poi che questo animale era un Uomo Lupo e che anche lui era alla ricerca della Mariphasa, ma per un motivo molto più vitale che non quello della ricerca botanica: pare infatti che il fiore sia l’unico antidoto contro la trasformazione in Uomo Lupo. Riuscirà il Dottore, una volta rientrato a Londra, a far attecchire il fiore portato dal Tibet? Beh, diciamo che essendo stato lui morso da un uomo lupo, la cosa assumerà un’importanza molto più seria che una semplice questione di pollice verde :-)
L’UOMO LUPO – THE WOLF MAN (1941)
The Wolf Man rappresenta la prima codificazione dell’aspetto dell’Uomo Lupo che si è saldata nell’immaginario collettivo: chi può dimenticare il protagonista Lon Chaney Jr, mentre cammina in modo animalesco e furtivo nei boschi?La storia è semplice e coinvolgente: un uomo d’affari di mezza età torna nella tenuta del ricco padre nel paesello di gioventù. Di lì a poco, si innamora della dolce e bella farmacista del paesello. Purtroppo, non ha fatto i conti con la Maledizione: travolto da un evento di cui non ha colpa (viene morso da un uomo lupo, diventandolo lui stesso), non riesce più ad avere il controllo di sé, finendo per essere un pericolo anche per la propria amata. L’Uomo Lupo, prima che carnefice, è soprattutto una vittima, incapace di fermare gli eventi che lo circondano, se non attraverso il proprio sacrificio.L'atmosfera è molto curata. E' un film in bianco e nero, ma guardandolo, si ha la sensazione di vedere tutti i suoi colori e sentire i suoi profumi: il freddo della notte, il buio del bosco, il grigio umido della nebbia, il calore di un salotto illuminato dal fuoco scoppiettante in una ricca villa patronale, in cui le persone disquisiscono se la licantropia sia solo una malattia della psiche o se sia invece un’oscura maledizione. L’IMPLACABILE CONDANNA – THE CURSE OF THE WEREWOLF (1961)Siamo nel 1700, il protagonista di questa storia è Leon, un bambino innocente, ma suo malgrado maledetto.Egli non è stato frutto dell’amore, ma di uno stupro, compiuto ad opera del più disgustoso dei pezzenti.Tra i vari demoni che circolano in cerca di prede deboli, quali sono i bambini non desiderati dai loro genitori, vi è lo Spirito del Lupo, che prontamente si insinuerà nell’anima del povero Leon.Nel frattempo, il bambino crescerà cullato nell’amore di una tenera famiglia adottiva. Tuttavia, già da bambino, egli manifesterà la tendenza a trasformarsi in lupo. Sarà solo l’amore del padre adottivo e della premurosa badante a tenere a freno le trasformazioni: infatti, più Leon è circondato dall’amore delle persone che ha intorno, più la sua anima è forte e riesce a contrastare il demone che ha dentro.Al contrario, senza l’affetto dei cari, il vizio sveglia lo Spirito del Lupo: l’anima viene tentata e resa più debole, soggetta al potere della luna e della trasformazione in uomo lupo.Quando Leon diventerà un bel giovanotto e partirà in cerca di fortuna, si troverà da solo. Riuscirà, lontano dai suoi cari, a contrastare la maledizione, mentre sarà preda dei vizi della sua nuova città? Basterà l'amore della sua nuova amata a tenere a freno il male?
L'ULULATO - THE HOWLING (1981)
In assoluto il mio preferito sul tema. Qui non si parla di uomini afflitti da chissà quali terribili maledizioni, ma di un'allegra combriccola di Licantropi che vive in pace nei boschi. Beh, a dir la verità non proprio in pace! Soprattutto quando la loro esistenza segreta viene messa in pericolo, nel momento in cui la celebre giornalista Karen si offre per fare da esca per la cattura di un efferato serial killer, Eddie Quist, soprannominato il "Lupo Mannaro". Durante l'operazione di polizia, prima che Eddie sia crivellato di colpi, Karen lo vede in faccia…e quel che vede è qualcosa di non umano, tanto da non riuscire a credere ai propri occhi. In cura da uno psicologo per lo shock subito, riceverà come consiglio quello di fare un mese di riposo assoluto, in una comunità di poche persone sperduta tra i boschi. Uno chalet da fiaba, col fuoco che scoppietta nel camino e qualche lupo che ulula nella notte….  Bella trama, bella ambientazione, bella fotografia, bella atmosfera. Ma se non bastasse tutto ciò, allora un motivo ancor maggiore: Elizabeth Brooks, la Lupetta Mannara da cui tutti vorrebbero essere morsicati ;-)

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