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I disastri di una blogger imperfetta: Novellizzazione

Creato il 11 febbraio 2015 da Anncleire @anncleire

I disastri di una blogger imperfetta: Novellizzazione

L’etichetta “Disastri di una blogger imperfetta” nasce per caso, per riflessioni personali di carattere generale, che ho voglia di condividere con i miei followers per far capire loro che cosa significa essere una blogger, le scelte che prendo e l’etica che seguo ogni giorno per il mio lavoro sul mio piccolo angolo di web. Ci tengo a sottolineare che sono solo MIE OPINIONI, che possono essere più o meno condivisibili, ma che spiegano perché sul blog seguo una certa linea. A volte potranno anche essere riflessioni più generali, ma pur sempre legate al mondo dei lit-blog.

 

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Questa è una rubrica a cadenza occasionale, in cui parlo un po’ di tutto, senza stare tanto a formalizzarmi, ma con lo spirito critico di chi crede sia importante discutere di ogni aspetto del campo editoriale, con la curiosità, a volte imbarazzante, che mi è tipica.

Oggi voglio partire con un paio di definizioni:

Tie in: un’opera commerciale di intrattenimento (romanzo, fumetto, film, serie televisiva, videogioco, gioco…) che è stata tratta, con regolare concessione dei diritti d’autore, da un’altra opera di natura diversa, ma con la stessa ambientazione, e in buona parte con personaggi e trama analoghi.

Novellizzazione: s. f. [adattam. arbitrario dell’ingl. novelization, der. di (to) novelize «ridurre in forma di romanzo», a sua volta der. di novel «romanzo»]. – Trasposizione in forma narrativa di un testo originariamente concepito o realizzato come opera cinematografica, teatrale, radiofonica o televisiva.

 

La novelization è quindi, una sottocategoria del più generico tie-in. Per esempio i libri da colorare dei film d’animazione Disney sono dei Tie in. Il libro tratto dalla sceneggiatura de Il Padrino è una novellizzazione. È un genere letterario molto in voga, di cui non si parla mai e anzi spesso si confonde e si scambia, nell’opinione popolare, con la trasposizione cinematografica. Fino ad un paio di giorni fa neanche io ne ero veramente cosciente, e devo ringraziare una cara amica membro della Banda dei Read Along, per avermi illuminata a riguardo.

Mentre si gira in libreria capita di osservare una copertina di un libro, associarla ad una serie o un film e pensare che questi ultimi ne siano tratti. In realtà capita esattamente il contrario. E se le trasposizioni cinematografiche di film di successo sono evidentissime, penso solo a “The Fault in Our Stars” (Colpa delle Stelle) di John Green o “The Book Thief” (La Bambina che salvava i libri) di Markus Zusak o “Divergent” di Veronica Roth tanto per citarne alcuni, recenti, pure le novellizzazioni sono numerose e incisive.

La novelization inizia ad essere usata intorno al 1920 per i film muti (il cinema dei fratelli Lumière risale al 28 dicembre 1895 con il famosissimo treno che sembra finire sugli spettatori, che sono fuggiti dalla sala terrorizzati) e uno dei primi risale al 1927, “London After Midnight” (conosciuto anche come The Hypnotist).

I disastri di una blogger imperfetta: Novellizzazione

Si tratta di un film horror, di mistero, distribuito da Metro-Goldwyn-Mayer. Il film è basato sul racconto “The Hypnotist” di Tod Browning che ha anche diretto il film, insomma se l’è cantata e suonata da solo. Tra gli attori c’erano Lon Chaney, Marceline Day, Conrad Nagel, Henry B. Walthall, e Polly Moran ed è ambientato nella Londra degli anni venti. Sir Roger Balfour è stato trovato morto in casa sua. L’Ispettore Burk (Lon Chaney) di Scotland Yard viene chiamato per investigare. I sospettati sono Williams (il maggiordomo), Sir James Hamlin (Henry B. Walthall) e suo nipote Arthur Hibbs (Conrad Nagel). Quando un messaggio da suicida viene ritrovato, il caso viene considerato chiuso. Cinque anni più tardi, la vecchia residenza di Balfour viene comprata da un uomo con un cappello di pelle di castoro, delle zanne larghe e spaventose e occhi incavati. La sua assistente è una donna spetrale, con un vestiti svolazzanti e capelli corvini.

Insomma una spaventoso film muto.

Uno dei primi film con il suono ad essere stato novellizzato è King Kong (1933). Ma questa tecnica è iniziata ad essere veramente redditizia solo negli anni ’70, prima che si iniziassero a produrre gli home video, di grossa distribuzione, visto che erano l’unico modo per fare esperienza dei film popolari fuori dal cinema. Le novelization di Star Wars (1977) e di Alien (1979) hanno venduto milioni di copie.

Anche dopo l’avvento delle videocassette, la novellizzazione dei film è rimasta popolare, con l’adattamento letterario di Godzilla (2014) incluso nella lista dei libri Best Seller del New York Times. Circa il 50% delle novellizzazioni sono state vendute a persone che hanno visto il film e vogliono esplorare più a fondo i personaggi o riconnettersi con le emozioni che hanno sperimentato guardando il film.

Sostanzialmente la novellizzazione viene utilizzata a scopi pubblicitari per incentivare la visione di film di prossima uscita. Secondo le stime, solo l’1 o il 2 % degli spettatori cinematografici comprerà una eventuale novellization. Questo rende libri del genere, prodotti a costi relativamente bassi, un accordo attrattivo nel caso di film da blockbuster.

Quando si cerca di trasformare la sceneggiatura di un film in un libro è necessario aggiungere pagine, per far ciò gli scrittori si inventano descrizioni e parti introspettive. Potrebbe anche succedere che alcuni scrittori lavorano sui personaggi per rendere il libro più meritevole aggiungendo talvolta scene che nel film non ci sono, generalmente però solo un insider potrebbe saperlo, visto che spesso gli scrittori lavorano su prime bozze della sceneggiatura che potrebbero contenere anche scene tagliate o modificate durante le riprese. Il Gladiatore, novellizzato da Dewey Gram contiene anche informazioni sul background storico.

I disastri di una blogger imperfetta: Novellizzazione

Christa Faust novellizzando Snakes on a Plane si è inventata biografie dettagliate di personaggi uccisi.

Se consideriamo le Serie TV ci si può aspettare che un romanzo potrebbe includere più di un episodio, generando un’attenzione spropositata alla stessa. Basti solo pensare che la stessa Beverly Hills 90210, il primo indiscusso teen drama degli anni novanta, è stata novellizzata da Mel Gilden. La serie conta 14 libri che vanno da “Beverly Hills 90210” quando la famiglia Walsh si trasferisce da Minneapolis al ricco quartiere di Los Angeles, con i gemelli Brandon e Brenda che cercano disperatamente di diventare alla moda per sopravvivere al loro status di sfigati nella West Beverly Hills High, fino a “Graduation Day” con il diploma dei protagonisti (non sono riuscita a capire però se esiste una traduzione italiana). Ogni libro unisce tre episodi, per avere un arco narrativo completo in ogni libro.

Neanche i Video Games si salvano dalla novellizzazione, che generalmente presenta molte più difficoltà tecniche rispetto a quelle tratte da film. Anche qui ci sono nomi famosissimi come la serie tratta da “Assassin’s Creed” di Oliver Bowden che conta ben sette volumi.

I disastri di una blogger imperfetta: Novellizzazione

Anche se non godono di una grandissima fama editoriale, molto spesso sono additati come volumi di serie B e snobbati dal grande pubblico. In molti casi si tratta di lavori da consegnare in brevissimo tempo, con cambi dell’ultimo minuto, e per esempio Max Allan Collins ha dovuto scrivere la novellizzazione di In the Line of Fire in nove giorni. Anche il famosissimo Ken Follett all’inizio della sua carriera ha scritto un tie in.

Ma la novellizzazione esiste anche se il film è basato su un romanzo: lo scrittore e sceneggiatore Christopher Wood ha scritto una novelization del film The Spy who Loved, uno dei film di James Bond, anche se Ian Fleming aveva pubblicato il romanzo originale quindici anni prima. Per evitare confusione il lavoro di Wood si intitola “James Bond, The Spy Who Loved Me”.

Star Wars: From the Adventures of Luke Skywalker” è stata pubblicata sotto il nome di George Lucas ma la sua sceneggiatura è stata rielaborata dallo scrittore Alan Dean Foster.

David Morrell ha scritto “First Blood” su John Rambo che ha condotto all’adattamento cinematrografico con lo stesso nome. Sebbene Rambo morisse alla fine della storia originale, Morrell ha un paragrafo nel suo contratto che lo autorizza ad essere l’unica persona che può scrivere libri sul personaggio. Questo si è rivelato veramente geniale quando il produttore del film ha cambiato la fine e deciso di girare un sequel. David Morrell ha accettato di continuare con la novellizzazione e ha negoziato alcune scelte che si sono rivelate un successo senza precedenti quando il suo libro è entrato nella lista dei Best Seller del New York Times e ci è rimasto per sei settimane.

È quindi una pratica diffusa avere una novellizzazione a partire da una qualsiasi altra forma di narrazione, che sia visiva o meno. Una delle ultime ci riguarda da vicino, perché è stata pubblicata ieri da Mondadori. Si tratta di “La Donna Perfetta” il nuovo libro di Amabile Giusti.

I disastri di una blogger imperfetta: Novellizzazione

Il romanzo è infatti la riscrittura della sceneggiatura del film “Ma che bella sorpresa” una commedia di Alessandro Genovesi, nelle sale il 12 marzo 2015, con un cast di tutto rispetto tra cui spiccano Claudio Bisio, Renato Pozzetto, Ornella Vanoni e Frank Matano, che la generazione 2.0 conosce per gli scherzi da youtubers, ma che il grande pubblico forse avrà visto a “Scherzi a Parte”.

Il film racconta le vicende di Guido (interpretato da Claudio Bisio), un romantico e alquanto sognatore professore di letteratura trapiantato in un liceo di Napoli. La sua vita comincia ad andare in pezzi quando la moglie lo lascia per un altro uomo. Paolo (Frank Matano), un suo ex studente svogliato oggi insegnante di educazione fisica, diventa il suo miglior amico: farà di tutto - spesso in modo improbabile - per aiutarlo a uscire dalla crisi. La prima cosa che decide di fare è chiamare a Napoli i genitori di lui, milanesi “doc”, interpretati da Renato Pozzetto ed Ornella Vanoni. Come se non bastasse, Guido inizia ad avere strane visioni riguardanti, in particolare, un’affascinante fotomodella di nome Silvia (Chiara Baschetti), una vicina di casa che gli fa perdere la testa. Silvia non solo è bellissima: ama girare per casa in lingerie e apprezza tutti i piccoli romantici gesti che Guido ama fare. E’ divertente ed è anche una ragazza che si intende di sport. Tifa addirittura per la sua stessa squadra di calcio. All’apparenza la donna perfetta, insomma. Può esistere davvero una ragazza così? Un interrogativo non semplice, col quale dovranno fare i conti i simpatici protagonisti del film. Soprattutto se si rischia di perdere di vista Giada (Valentina Lodovini), vicina di casa romantica e soprattutto molto reale.

“Ma che bella sorpresa” è a sua volta un remake del film brasiliano del 2009 “A mulher invisivel”.

Un genere di cui non si parla mai, ma che in fondo è molto sfruttato per portare delle storie anche fuori dal cinema, e distribuirle anche ad un pubblico più vasto. Una trovata pubblicitaria, per incrementare visioni al cinema e vendite in libreria.

E voi che ne pensate della novellizzazione?

La vostra blogger imperfetta

Anncleire

 

 

*Fonti:


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