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I valori artistici delle Terme Berzieri.

Creato il 08 giugno 2015 da Ambrogio Ponzi @lucecolore
Sull'evento che qui presentiamo ho raccolto una breve nota di Maurizia Bonatti Bacchini, coordinatrice del progetto, ed il parere del nostro Guglielmo Ponzi (Mino). Non credo di dover aggiungere altro, se non di invitarvi a presenziare a questa proposta di alto contenuto culturale per il nostro territorio. I valori artistici delle Terme Berzieri. 
Allego il programma invito per l'incontro di studio che ho coordinato e che si terrà sabato prossimo alle Terme Berzieri dalle 15 alle 17. Poi a seguire presso il Grand Hotel Porro l'Istituto Alberghiero organizzerà, in appendice al convegno, un aperitivo "Déco" in omaggio a Galileo Chini.
Si tratta del secondo incontro di studio di un ciclo da dedicare all'approfondimento dei valori artistici del palazzo termale: in particolare come curatrice scientifica intendo proporre una analisi storico artistica dei materiali che costituiscono il ricco e originale apparato decorativo.  Dopo i vetri e le ceramiche prodotti dalla Manifattura Chini di Borgo San Lorenzo, le conferenze riprenderanno a fine estate e riguarderanno i dipinti, le inferriate, gli arredi.  E' una iniziativa che nasce dall'evidente stato di degrado del complesso e si propone di fornire indicazioni anche per le azioni da mettere in campo ai fini di una possibile salvaguardia e tutela dell'esistente. All'incontro di sabato interverranno Claudia Casali, direttrice del Museo Internazionale delle ceramiche in Faenza, la storica dell'arte Gilda Cefariello Grosso che è la massima esperta della produzione ceramica di Borgo San Lorenzo, e concluderanno Vieri Chini e Elena Gonnelli che presenteranno in anteprima la recentissima conclusione del lavoro di sistematizzazione dell'Archivio storico delle Fornaci Chini. Maurizia Bonatti Bacchini
Gli studiosi sono tutti famosi storici dell'arte come la Bacchini che nel mese scorso con il primo ha affrontato il problema delle vetrate del Berzieri. La straordinaria importanza di questo capolavoro novecentesco è legato al nome di Galileo Chini che la stessa Bacchini, da sempre, cerca di difendere agli insulti del tempo e di iniziative  non sempre rispettose  del monumento. Mino Ponzi Galileo Chini: un artista eclettico
Galileo Chini: un artista eclettico
La figura di Galileo Chini (1873 – 1956) è praticamente unica nel panorama dell’arte italiana fra il XIX e il XX secolo. Personalità poliedrica e precoce, si cimenta in maniera eccelsa in ogni aspetto dell’arte. Grandissimo decoratore, ceramista sublime (fonda la manifattura “L’Arte della Ceramica” e successivamente “Le Fornaci San Lorenzo”, introducendo l’Art Nouveau nella tradizione italiana), illustratore, scenografo (sue le scene della prima Turandot di Puccini), urbanista, pittore dalla forte personalità che spazia dal Simbolismo al Divisionismo, fino a una fase finale più cupa ed espressionista. Artista di levatura europea, partecipa a tutte le principali esposizioni Internazionali (Londra, Bruxelles, Gand, San Pietroburgo tra le altre) e in Italia alle Biennali veneziane e alle Quadriennali romane. Decora importanti edifici pubblici e privati, e nel 1911 parte per il Siam, chiamato dal Re Rama V per decorare l’interno del nuovo palazzo del Trono di Bangkok, dove realizza la sua più straordinaria opera decorativa. Al ritorno in Italia continua un’attività creativa incessante. Crede fermamente nell’unione delle arti e dell’artigianato e nel loro ruolo fondamentale nella riqualificazione del territorio. E’ membro della Commissione istituita per il ripristino degli edifici della Passeggiata di Viareggio e realizza l’intero apparato decorativo delle Terme Berzieri a Salsomaggiore. Insegna all’Accademia di Firenze, dove sono suoi allievi Ottone Rosai, Primo Conti e Marino Marini. Negli ultimi anni di vita si concentra su un’intima e lirica pittura da cavalletto, fino alle opere denuncia sulle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale  e alle ultime cupe rappresentazioni della  morte. Fonte: www.galileochini.it

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