



Usciti dall'antica Roma, ci dirigiamo verso Venezia. Camminare a Las Vegas non è facile. Prima di tutto per il caldo, che impone frequenti soste all'ombra per sfuggire al sole del deserto. Ma di ombra ce n'è poca, visto che l'obiettivo è quello di farti entrare a prendere il fresco dentro gli alberghi, dove puoi giocare o fare acquisti. Inoltre è quasi impossibile attraversare la strada (qui anche le strade sono enormi) se non passando sui ponti sopraelevati che collegano un albergo all'altro, ovviamente sotto il sole a picco, così quando entri nell'albergo quantomeno ti vien voglia di andare al bar e poi, perché no, a giocare un po'. E infine c'è il problema della prospettiva: gli edifici sono così enormi che sembrano vicini, ma in realtà non lo sono affatto.
Eppure ogni fatica viene ripagata, quando si arriva a Venezia. Un capolavoro. Il trionfo del kitsch, così puro da sfiorare il sublime. Al Venetian trovate tutto: le gondole con i gondolieri che cantano, il Ponte dei Sospiri, Rialto, San Marco, tutto perfettamente riprodotto, fino alle targhe sui ponti. Uno spettacolo, insomma, con la ciliegina sulla torta di un aereo che vola nel cielo per scrivere un messaggio d'amore.




