I vini nei migliori ristoranti del mondo: Fat Duck Londra

Da Vini&terroir

Siamo in Inghilterra e precisamente al Fat Duck, ristorante tre stelle Michelin, dove per avere un tavolo bisogna aspettare almeno tre mesi.

Lo chef è Heston Blumenthal detto anche “l’alchimista della cucina inglese”, il ristorante si trova in un piccolo paesino alle porte di Londra. A fianco del ristorante questo giovane chef ha creato anche un laboratorio per potere studiare i fenomeni fisici che influenzano il gusto ed i sapori di un piatto. I piatti proposti sono tutti una versione rivisitata della vecchia tradizione inglese. Troviamo il porridge di lumache con prosciutto iberico e finocchi oppure la Mock Turtle Soup, creata nel 1850 e che ha ispirato iun personaggio di Alice nel paese delle meraviglie.

tradizionale mock turtle soup

Tutti i piatti sono sapientemente messi in scena, come in un teatro, e si rivelano delle creazioni multi sensoriali. Qua non si parla di piatti ma di esperienze.  Insomma una cucina difficile sopratutto da abbinare ai vini.

L’equipe dei sommeliers è composta da Isa Bal ( campione d’Europa ASI 2008), Remi Cousin ed altri 7 sommeliers. Per adattare i vini alla cucina di Heston non bisogna proporre bottiglie ma una grande scelta di vini al bicchiere e sopratutto delle formule d’abbinamento con diversi budget: 110€,225€,480€ e 670€. Le prime formule sono dedicate alla scoperta di vini del mondo intero, mentre le altre , quella di 670€, offre solo grand crus, per la maggior parte francesi. In quest’ultima degustazione sono previsti anche 4 sakè al bicchiere.

Infine il mitico Isa ha creato un qualcosa di molto originale e ludico da proporre alla fine del pranzo. Si chiama Whisky Wine Gums e presenta cinque bicchierini di whisky posizionati, a seconda della loro origine, su una cartina della Scozia. Questo gioco vi permetterà di sentire le differenze tra un Speyside, più delicato e floreale, ed un Islay , più potente e torbato. Bravo Isa.

Nella carta dei vini ci sono circa 600 referenze con un forte dominio dei vini francesi, con una netta preferenza per la Borgogna. Champagne alla coppa troviamo Taittinger Brut Reserve e Cuvee William Deutz Rose. Ottima una verticale d’Hermitage di Jean Louis Chave  tra cui spicca l’ottimo 1971.

Per quanto riguarda gli italiani troviamo il solito Gaja ( Piemonte e Toscana), Tignanello, Solaia, Ornellaia e Masseto.  Poche referenze.


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