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I vivi e i morti

Creato il 16 marzo 2011 da Alex
I vivi e i morti
Non bisogna reagire in maniera emotiva, come successo altre volte: dobbiamo avere attenzione verso tutte le tecnologie, e non si può escludere il nucleare. Si tratta di un programma a lungo termine, che si basa sulla terza generazione, una tecnologia avanzata. Come Paese, come industria, dobbiamo sviluppare tutte le tecnologie e non possiamo fare a meno del nucleare. La rinuncia al riavvio del programma nucleare italiano rappresenterebbe un enorme danno. FULVIO CONTI - A.D. Enel S.p.A.

L'undici marzo 2011 il mondo è cambiato e non sarà più come prima. Soprattutto il Giappone. Siamo entrati nell'era del post nucleare, un'era in cui non ci sarà più spazio per i deliri dell'energia dell'atomo. Speriamo. Ma allora perché l’Italia vuole tornare ad investire sul nucleare invece sviluppare tecnologie legate ad energie rinnovabili? Nel 1987 venti milioni di italiani hanno votato un referendum contro il nucleare. Vincendolo. Si sostiene che lo sviluppo dell’energia nucleare sarà un passo verso l’indipendenza energetica del nostro paese, ma l’Italia non dispone in nessun modo di uranio; si finirebbe quindi per entrare in un’altra dipendenza, quella dall’uranio, anch’esso da importare e anch’esso in via di esaurimento. C’è anche il problema dello smaltimento delle scorie, radioattive per decine o centinaia di migliaia di anni, che neppure negli USA ha finora trovato una soluzione. E c’è il problema dello smantellamento delle centrali nucleari a fine ciclo, operazione complessa, pericolosa e molto costosa, che in genere viene rimandata (di 100 anni in Gran Bretagna), in attesa che la radioattività diminuisca e nella speranza che gli sviluppi della tecnologia rendano più facili le operazioni. Si tratta di due "fardelli" che passano sulle spalle delle ignare ed incolpevoli future generazioni. Ci chiedono di investire 30 miliardi di euro (che non abbiamo) per ridurre del 4% il nostro fabisogno energetico? Ma come finanzieremo i costi sostenuti per poter abbassare quelli della nostra bolletta energetica? Una corretta politica energetica deve basarsi anzitutto sulla riduzione dei consumi mediante l’eliminazione degli sprechi e l’aumento dell’efficienza energetica, poi sullo sviluppo dell’energia solare e delle altre energie rinnovabili. Io dico no al nucleare. Punto e basta.

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