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Icelandic Tale#26 - The Visitors!

Creato il 02 ottobre 2013 da Mapo
C'è una stanza tutta buia, in un capannone con un soffitto altissimo. Lassù, lontano, il freddo acciaio del soffitto; in basso, sotto le scarpe, il caldo della moquette. Nera.Ai lati nove schermi retro-illuminati, grandi da contenere un uomo intero, grande come chi si trova in piedi ad osservarlo un po' incredulo.C'è chi si siede sul pavimento, rilassato dalla musica che esce dagli altoparlanti. Ogni schermo una stanza della casa, ricolma di mobili barocchi e cornici dorate, ogni stanza un musicista, ogni musicista uno strumento, ogni strumento un suono che arriva dalla sua precisa e insostituibile direzione, in un moltiplicato effetto stereo.
Icelandic Tale#26 - The Visitors!
C'è l'autore, impronunciabile islandese, sdraiato in una vasca da bagno di quelle di un tempo; l'acqua fino al petto, le cuffie sulla testa e una chitarra acustica tra le braccia. I capelli rossi, lo sguardo ironico e insieme bagnato di malinconia.C'è il testo, che è una poesia di qualche riga, in inglese, scritta dalla sua ex-moglie. Parla di rose rosa, di una donna che si perde, di stelle che esplodono intorno mentre noi osserviamo impotenti. Si ripete come litania, trascinata per 64 minuti.
A pink rose in a glittery frost,a diamond heartand an orange red fire
Un salmo, un rosario, da cui le parole escono svuotate ed esauste, nude e indifese. Solo così riacquistano un senso, in grado di dilatarsi di minuto in minuto, come un universo, fino a negare se stesso e poi il suo contrario.C'è una coppia di una certa età che, vinta dall'imbarazzo, rimane in piedi.C'è una coppia giovane che sdraiata a terra, si baciano con la lingua.C'è un bambino che ride, una signora che piange.C'è un ragazzino che percorre avanti e indietro questo corridoio virtuale dove ci troviamo, tiene in mano il suo telefono, con cui riprende tutto.
Icelandic Tale#26 - The Visitors!
Once again i'm falling intomy feminine ways
C'è un video in presa diretta, registrato al tramonto, in questa casa colonica persa nella campagna dello stato di New York. I componenti improvvisati di una band originale che si ascoltano attraverso le porte aperte e le cuffie. Suonano insieme, eppure, intrappolati nei loro schermi che si fronteggiano qui e ora, non si vedono.
Icelandic Tale#26 - The Visitors!
Ed è così che l'opera stessa non esiste se non in funzione della sua rappresentazione, quando il pubblico, una sagoma nera informe e rumorosa, si sposta da un punto all'altro, visitatore occasionale di questa dimora musicale. Fino a portarsi lentamente, alla fine, verso la veranda, insieme a quelle figure digitali che ripongono gli strumenti e, un po' estatici, si dirigono verso il tramondo, camminando su un prato verde fino a scomparire all'orizzonte.
Once again i'm falling intomy feminine ways
Buio.
dal 19.09 al 17.11.2013

Ragnar Kjartansson

The Visitors / A cura di Andrea Lissoni e Heike MunderIn collaborazione con Migros Museum für Gegenwartskunst, Zurigolink

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