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Ignoranti e Declinanti

Creato il 16 aprile 2014 da Fugadeitalenti

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Gli asini. Come sempre, non ci facciamo mai mancare niente. Se l’Italia è un Paese in difficoltà, sul bilico del declino, lo si deve anche al suo scarso livello di istruzione.

Gli ultimi dati Eurostat confermano come un Paese ignorante non possa avere molta strada davanti: nell’UE siamo ultimi -sottolineo, ultimi- per percentuale di laureati.

Tra l’altro lo siamo in una fascia giovane, quella dei 30-34enni (se allargassimo lo sguardo al complesso della popolazione, ci sarebbe solo da piangere…): nella Penisola solo il 22,4% dei giovani in questa fascia possiede un titolo di studio superiore.

Se guardiamo indietro di 12 anni, Paesi come Romania, Malta, Slovacchia, Repubblica Ceca e Portogallo, all’epoca meno “istruiti” di noi… ora ci superano.

Senza contare Paesi come Irlanda, Lussemburgo, Lituania, Svezia, Cipro e Gran Bretagna, dove più di un trentenne su due -o quasi un trentenne su due- è laureato.

Sorry, non è ne vuole essere un discorso classista. Se la laurea e l’istruzione superiore fossero un semplice orpello da appendere in bacheca, saremmo i primi a dire “who cares?“.

Ma la sottile linea tra Paesi vincitori e perdenti, nel presente e sempre più nel futuro, si misurerà su questo parametro. Rischiamo di pagare a caro prezzo una “sottocultura” tutta italiana, che ha privilegiato l’ignoranza della popolazione al “sapere”. Ovvio, una popolazione ignorante è più facilmente controllabile. Ma così facendo abbiamo ipotecato il futuro. Thanks a lot.

Di fronte a dati come questi cadono le braccia

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