Ikebana: l’arte delle composizioni floreali per ritrovare se stessi

Creato il 19 novembre 2013 da Fernanda Cosentino
La parola giapponese “ikebana” indica un’arte complessa nata nel VI secolo che è insegnata in Giappone con cosi che durano anche 5 anni e che prevede la conoscenza della filosofia, della storia oltre che della biologia dei fiori, dei loro significati e delle tecniche per migliorarne la conservazione.
  Il termine “ikebana” significa “fiore vivente” e indica, infatti, lo spirito che deve permeare le composizioni floreali basate sul modello orientale: il fiore, la fronda, il ramo anche se secco devono dare l’impressione di essere vivi, non sofferenti, creando l’illusione in chi guarda di vedere un pezzetto di natura viva. I concetti essenziali su cui si basa l’ikebana sono:  
  • l’assoluta mancanza di simmetria, ritenuta monotona dai giapponesi;
  • la particolare disposizione del materiale su tre piani, uno più alto che simboleggia il cielo, quello intermedio l’uomo e il più basso la terra. I fiori, inoltre, sono poco usati per le composizioni e si preferiscono rami, foglie, tronchi, spighe;
  • l’uso di vasi di diversi materiali, come rame, terracotta, bronzo, bambù, vimini;
  • la creazione di una linea verticale, che indica la forza e simboleggia il maschile, e di una linea ondulata, che simboleggia il femminile;
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  • il contrasto fra i fiori (ad esempio la rosa che indica la femminilità sarà accostata a un ramo di pino, che indica il guerriero, l’elemento maschile);
  • l’uso di un’attrezzatura specifica,  che comprende il kezan (reggi fiori con aghi), uno spruzzatore, un seghetto, un coltello.
Diversi sono gli stili di ikebana esistenti. Il più semplice è il moribana che prevede la composizione in vasi bassi e larghi, in cui sono accostati fiori e fronde, che possono essere realizzati anche in casa, tenendo presente che la semplicità è l’elemento base, e costituisce la differenza con le composizioni floreali di stile occidentale.

 

L’arte dell’ikebana può essere utilizzata anche per ritrovare il contatto con la natura e se stessi. In tal caso si parla di "ikebana therapy", e la creazione di composizioni floreali, preceduta da pratiche di meditazione zen, diventa un mezzo per fare una “pausa di riflessione”, allontanare lo stress e le tensioni della vita quotidiana, per ritrovare la pace e l’equilibrio interiore e conoscere meglio le proprie potenzialità.

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