Magazine Diario personale

Il benessere della formalità

Da Chiara Lorenzetti

Talvolta si corre contro un muro, non dico di no. E ci si sfracella pure, dannazione!
Il più delle volte, occorre dirlo, c’è una mano d’altri che ci spinge, un piede pronto a fare lo sgambetto, che noi da noi soli proprio stupidi a schiantarci non sempre si è.

E dopo il botto, giù a piangere, a lamentarci; lo sport nazionale è proprio questo: lamentarsi. E lo si fa da sé o meglio ancora in compagnia, e più ci si lamenta e peggio si sta e più si vedono cose di cui lamentarsi e più si sente il peso.
Infernale e diabolico piano!
Si rotola giù dalla china della ragione, si parla, parla, urla, un delirio senza fine, un pianto senza ascolto. Si perde lentamente il filo retto, lo si spezza, calpesta e tutto s’infanga. Senza gloria alcuna, solo patimento, trascinando tutto e tutti in un buio precipizio di dolore.

La serenità pare persa, vero? Alle volte, intendo.
La serenità non è mai persa se l’hai conosciuta e te ne sei innamorato.
Non è nascosta in un amore, nemmeno in un gesto, un’azione, una giornata, un sogno, un desiderio.
La serenità è, ed occorre solo ritrovarla dentro sé.

Costruisci la formalità delle parole, aggiungi un sorriso, sempre; ritaglia una pagina di libro, una finestra aperta, un vetro pulito. Ringrazia. Seda la corsa e siedi, disponi i colori e scegli, rarefai la folla attorno a te.
Sii gentile ed annulla con la mente ciò che ti addolora. Fingi, indossa consapevole una maschera, sii formale e  respira profondamente.

La serenità è un germoglio, intacca, cresce, espande le radici e copre, toglie, rallenta ciò che non va.
La serenità è contagiosa, dilaga, allaga, circonda, affonda, rinasce, respira. E lentamente riporta il benessere.

Chiara 


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