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Il Buzzanca mammone ed un doppio Albertone in dvd per Mustang

Creato il 04 agosto 2013 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma

Non troppo tempo fa, su queste pagine avevamo avuto modo di parlare de Il domestico (1974) di Luigi Filippo D’Amico, che, distribuito in dvd da Mustang Entertainment , vedeva Lando Buzzanca nei panni del cameriere di un eterogeneo gruppo di famiglie coinvolto in diverse situazioni tempestate di equivoci e momenti comici.

A quanto pare, però l’interesse della label nei confronti del baffuto homo eroticus

il_gatto_mammone
della commedia nostrana degli anni Settanta non sembra essersi ridotto esclusivamente a quel titolo, in quanto figura nel suo catalogo anche Il gatto mammone (1975), firmato da NandoW la focaCicero, ma che inizialmente doveva essere diretto da Luigi Comencini.

Con un cast comprendente, tra gli altri, l’immancabile Rossana Podestà e il Tiberio Murgia de I soliti ignoti (1958), trattasi di circa un’ora e mezza di visione in cui il protagonista de Il merlo maschio (1971) ricopre il ruolo di Lollo Mascalucia, marito siciliano che, non riuscendo a diventare padre, accusa la moglie di sterilità e decide di darsi da fare prima con una vedova decisamente allegra, poi con una donna sedotta e abbandonata dalle fattezze di Gloria Guida.

Man mano che il suo desiderio di paternità si rivela non essere destinato a rimanere frustrato a lungo, nel corso di una divertente operazione impreziosita, nella sezione extra, da una galleria fotografica omaggio alla Guida e da interviste a Buzzanca e Murgia.

Mustang, però, sembra concedere non poca attenzione anche alla riscoperta su supporto digitale

Il_vigile
dei lungometraggi appartenenti alla filmografia di Alberto Sordi, in quanto recupera sia Il vigile (1960) di Luigi Zampa che Io so che tu sai che io so (1982), diretto proprio dal mitico “americano a Roma”.

Il primo, con l’Albertone nazionale nel ruolo di Otello Celletti, disoccupato in cerca di lavoro che, dopo tanti inutili tentativi, riesce a ottenere un posto di vigile urbano grazie alla sua maniera di essere ottuso e alla propria perseveranza, è un vero e proprio capolavoro della Commedia all’italiana che, girato in bianco e nero, riesce nell’impresa di strappare non poche risate mentre, allo stesso tempo, denuncia i sempreverdi aspetti tipici del malcostume tricolore, dalle raccomandazioni agli incompetenti che svolgono determinate professioni, senza dimenticare il marciume nascosto dietro le apparentemente pulite facce dei potenti.

Merito anche degli esilaranti duetti tra il protagonista e un sindaco incarnato dall’indimenticabile Vittorio De Sica, ovvero solo uno dei nomi noti volti a impreziosire la pellicola, insieme a Marisa Merlini, Sylva Koscina e Riccardo Garrone; oltretutto intervistato – insieme al produttore Turi Vasile e al critico cinematografico Callisto Cosulich – nel documentario Luigi Zampa: Una lezione di cinema, contenuto speciale del disco.

Il secondo, invece, a colori, vede l’attore-regista nella parte del bancario di mezza età Bruno,

io_so_che_tu_sai_che_io_so
il quale, da anni convivente con la moglie Livia alias Monica Vitti e la figlia sedicenne Veronica, interpretata dalla Isabella De Bernardi del verdoniano Un sacco bello (1980), viene a conoscenza di piccole e grandi tragedie che albergano nella sua famiglia dopo che un malinteso ha portato un detective privato a scambiare la sua consorte per la compagna di un noto politico.

L’uomo, infatti, riesce a impossessarsi dei filmati frutto dei pedinamenti, mentre prende progressivamente forma un atipico esempio di spettacolo sordiano su celluloide infarcito sì di sketch, ma fortemente venato di dramma, tanto da tirare in ballo perfino la tematica della tossicodipendenza.

Atipico esempio di spettacolo sordiano di cui è possibile apprendere aneddoti relativi alla lavorazione grazie anche allo speciale A proposito di… Io so che tu sai che io so, che, con interventi del direttore della fotografia Sergio D’Offizi, della costumista Bruna Parmesan e dell’aiuto regista Paola Scola, occupa la sezione extra del dvd insieme al trailer.

Francesco Lomuscio


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