Il cacciatore di donne – Recensione

Creato il 11 ottobre 2013 da Retrò Online Magazine @retr_online

Photo credit: Mika Stetsovski / Foter / CC BY

Al suo film di esordio, il cacciatore di donne, il regista Scott Walker riceve opinioni contrastanti. Un thriller poco originale ma ben ritmato, personaggi inesistenti ma buoni interpreti, noioso ma bella fotografia.
Nonostante i pareri divergano, tutti vanno più o meno a scontrarsi contro lo stesso muro. Non è un brutto film, ma sfortunatamente è destinato al dimenticatoio.

La vicenda, triste, reale. Il serial killer Robert Hansen (interpretato senza infamia e senza lode da John Cusack) che ha ucciso, tra il 1971 ed il 1983, circa 17 donne. Circa, perché diciassette sono gli omicidi ammessi, ma se ne temono degli altri. Il film è incentrato sulle prove della colpevolezza. Sappiamo dall’inizio chi è l’assassino, ma non sappiamo come incastrarlo.
Nicholas Cage interpreta il buon sergente che indaga senza sosta sul suo conto, e Vanessa Hudgens ( conosciuta prevalentemente per High School Musical) è l’unica vittima sopravvissuta alle sevizie di Hansen, che però non viene creduta e protetta come si dovrebbe.
Nonostante sia una storia vera, le premesse risultano banali e già viste.

E’ una pellicola che sicuramente ti afferra, nonostante non si soffermi mai su alcun personaggio abbastanza a lungo da renderlo reale. Cage è solo un “bravo”, in tutto e per tutto, e Cusack è un “cattivo” integrale, nonostante la sua facciata da alta borghesia cattolica. Cindy Poulsen, il personaggio della Hudgens, è invece più delineato. E meglio interpretato. La giovane e sciroccata prostituta minorenne che deve essere salvata, oltre che dal serial-killer, sopratutto da se stessa.

Ambientato in Alaska, i luoghi e le atmosfere ricordano molto Insomnia di Cristopher Nolan: il freddo, la neve, gli immensi spazi dove può accadere qualsiasi cosa senza che nessuno se ne renda conto, creano effettivamente una forte inquietudine nello spettatore. Una fotografia di ampio respiro fa apprezzare lo spettacolo di questi ambienti quasi del tutto disabitati, con invariabili colori: bianco neve, verde abete.

Di sicuro, “Il cacciatore di donne” non avrà una forte eco: una buona regia, un filo conduttore decisamente forte, poche scene raccapriccianti (per fortuna: ne abbiamo avute abbastanza di Saw), buoni interpreti, ma tutto sommato un thriller vecchia maniera che racconta solo una storia. Un film mediocre nel suo complesso ma, da ammettere, piuttosto trascinante.


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