Magazine Diario personale

Il camioncino.

Creato il 28 gennaio 2012 da Tazzina @tazzinadi

Adelina conduceva una vita piccola e del tutto priva di sorprese. Nonostante questo, o forse proprio per questa ragione: i suoi amici si aspettavano grandi cose da lei. 
Prima di addormentarsi, tutte le sere, Adelina pensava: io però non sono mai stata capace di fare niente. Mentre gli amici, distrattamente, qualche volta, si domandavano: chissà cosa combinerà Adelina di straordinario?
Ciò accadeva per colpa di quei film a lieto fine, specie degli anni Ottanta-Novanta, in cui il più disgraziato poi riesce in grandi imprese. Ed era la conseguenza di un Paese abituato a un clima generale privo di guerre o di carestie. In realtà, considerava Adelina, questo tipo di cose strane non esistono e dovrebbero cessare di esistere anche nei film o alla televisione: in tal modo lei avrebbe avuto rapporti umani più sinceri, senza attese.
Tuttavia: questo suo sogno, in quel mondo, in quella città, non era più possibile. Adelina ne era ormai sicura. Per questa ragione  aveva studiato gli spostamenti del camioncino dell'ortofrutta per tutti quei mesi: aveva un piano.
All'ora X del giorno X Adelina si era presentata davanti al negozio con una borsa: poteva sembrare una sacca per la palestra, invece era la sua valigia per il viaggio. C'ara un istante, uno solo, in cui il camioncino restava sguarnito in mezzo alla strada: e subito dopo si riempiva di cassette della frutta e della verdura. C'erano, nell'oscuro interno come una grotta, un interstizio e uno strato di cartoni: lì Adelina, che era gracile, si sarebbe nascosta con il suo fagotto. 
E dove andrai? Si chiedeva ogni tanto. Ma non quella mattina, perché si era preparata a sgombrare la mente dai dubbi.
Dunque era salita senza neanche un rumore. Accucciata e felice per la mossa riuscita, ora osservava, respirando con lentezza, dall'unico spiraglio, le cassette che si accatastavano una sull'altra: fragole rosse e bellissime spandevano il loro dolce profumo. Le foglie fresche dell'insalata le facevano venire sete. 
I mirtilli le promettevano qualcosa di nuovo, di veramente nuovo. Si cominciava il viaggio. L'inizio dell'avventura.

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