Il CASO BIBLIOTECA COMUNALE

Creato il 30 dicembre 2011 da Bagaidecomm @BagaideComm

Foto di Tommaso Novara

Delle due sale studio della biblioteca comunale è da qualche settimana che ne resta aperta solo una: quella da 90 posti, assolutamente insufficienti per il gran numero di studenti universitari che in biblioteca trovano il giusto ambiente dove studiare vista la concomitanza con la sessione invernale. La "saletta" è stata chiusa dopo l'ennesima scritta sui muri ma gli studenti protestano: «non è giusto che per colpa di pochi incivili ci rimettano tutti». Così è partita la mobilitazione: da un lato ci sono i giovanissimi candidati di Adesso Como, la lista civica a sostegno di Alessandro Rapinese che propongono di ridipingere a proprie spese la sala al pian terreno, certi di avere un ampio seguito: «l'idea è nata da Roberto Zizza, dopo un articolo del quotidiano La Provincia», afferma Federica Zerboni; «il problema, infatti, lo subiamo anche noi quotidianamente: prima di essere candidati consiglieri siamo studenti». Ma il permesso del comune per poter verniciare tarda ad arrivare. Dall'altra parte c'è la lettera con annessa raccolta firme di Gianluca Pozzoni, nella quale si legge che «il problema dell'imbrattamento della sala al pian terreno è sicuramente reale», ma certo non si può risolvere con la chiusura della stessa fino a data da destinarsi.  D'altronde però, «la cittadinanza non è nuova a politiche che trascurano esigenze di questo tipo», si legge nella lettera «e i risultati sono ben noti ai giovani che vivono a Como: gli spazi dedicati alla vita universitaria locale e, in generale, agli studenti sono risibili, e decine di giovani comaschi lasciano ogni anno la città trasferendosi altrove per proseguire gli studi o per trovare opportunità di lavoro. Ci dispiacerebbe dover constatare di essere di fronte a un'ennesima mancanza di questo tipo».La situazione si è fatta particolarmente sentire ieri, quando sono stati cacciati sia ragazzi che studiavano sotto l'appendiabiti della sala al primo piano, sia quelli che si erano stanziati nell'emeroteca; tanto che si è presentato anche Tullio Saccenti, il dirigente del settore Cultura di Palazzo Cernezzi il quale ha dichiarato che la biblioteca deve offrire solo il servizio di prestito libri, non quello di sale a servizio degli studenti. Ma non ha saputo rispondere alla questione che Federica Zerboni gli ha sottoposto: «se la sala è chiusa perché indecente avrebbero dovuto chiudere anche i servizi igenici». Non ci resta che aspettare...
Valentina Nichele

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