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Il caso e Grabiński: invito ai lettori

Creato il 05 novembre 2015 da Stampalternativa

di Mariagrazia Pelaia

La mia esperienza di lettura e traduzione dei racconti di Stefan Grabiński è stata costellata da una numerosa serie di casi.
Quello più eclatante è stata la caduta sulla scala mobile della stazione Tiburtina mentre andavo alla Biblioteca Nazionale a fare ricerche di versioni dei racconti di Grabiński pubblicate sulla stampa italiana degli anni Venti. Davanti a me un ragazzo con delle stecche lunghe di legno poggiate sulla spalla davanti, lo spazio man mano si riduce e non entrano più, si spezzano e vengo investita dal ragazzo che indietreggia nell’urto. Rotolo colpendo la testa e il fianco sinistro ma prontamente mi raccoglie un angelo e mi aiuta barcollando a raggiungere la terraferma. Il ragazzo “investitore” lavora in un teatro-circo e quelle stecche gli servono per la scenografia, è costernato, ma non troppo preoccupato della mia salute, solo del suo piccolo danno economico. Quella caduta avrebbe potuto essere fatale, invece non mi sono rotta nulla, ho riportato solo uno strano stato psicologico inquieto per un paio di giorni e forse un doloretto che mi è rimasto all’attaccatura del braccio sinistro, e cosa più importante mi ha illuminato sulla potenziale natura terribile di tanti dispositivi tecnologici che usiamo senza pensare ogni giorno. Ho scoperto che le scale mobili non sono dotate di strumenti per blocco d’emergenza da parte dei passanti e che alcune persone sono state trascinate inesorabilmente alla morte solo per una sciarpa impigliata… Da allora cerco di fare a piedi scale di pietra, ogni volta che posso… La mia sensazione è stata quella di essere scampata a un evento assai grave, e forse anche grazie alla protezione dello scrittore, che sento molto vicino da quando ho ripreso in mano questa vecchia traduzione. Un lavoro che avevo già quasi concluso nel 1997, quando dopo essermi licenziata da una azienda di progettazione ferroviaria (altra coincidenza!) in cui ero segretaria e traduttrice tecnica per progetti in corso con la Polonia, ho pensato di tornare alla mia vecchia passione e amore, la traduzione letteraria. E così mi sono ricordata dello scrittore segnalato da un amico, Edward Boniecki, oggi ricercatore all’Accademia polacca delle scienze, filosofo e letterato specializzato nella Giovane Polonia, il modernismo in declinazione polacca. L’esperienza di lavoro con ingegneri ferroviari italo-polacchi e diversi viaggi compiuti sul treno veloce di quei tempi, il Pendolino, mi avevano fatto venire l’idea di proporre questi racconti a una collana distribuita su quel treno. Il mio progetto fu accolto ma la fine prematura del finanziamento ha lasciato il lavoro inedito. E ora dopo quasi vent’anni grazie a Stampa Alternativa (e a Civiltà della Dea) ecco che il libro di Grabiński è uscito dal cassetto. Come lo scrittore anche la sua traduttrice è stata coperta da un periodo di oblìo… altra coincidenza!

Uno dei racconti della raccolta “non a caso” si intitola Un caso (e scusate il bisticcio). Mi sono pian piano arrivate testimonianze sincroniche, anche da altre persone che man mano leggevano i racconti. Certamente possono capitare coincidenze durante la lettura di un’opera letteraria, ma la sensazione è che quelle di Grabiński siano appositamente congegnate. Del resto lo scrittore era esperto di fenomeni paranormali…

Sto annotando tutti questi “casi” riferiti. Se volete confidarci i vostri potete lasciarli qui sotto con un commento oppure scrivete a [email protected]

Intanto vi annuncio che una copia del libro è partita il 29 ottobre 2015 sul treno Fara Sabina-Fiumicino aeroporto, apparentemente lasciato o abbandonato come nel bookcrossing, con un messaggio sul frontespizio che invita a leggerlo e rimetterlo in circolazione. Aprite gli occhi! E fateci sapere dove arriverà il “Demone del moto”…


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