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Il Commissario Pepe, ritratto di una società “perbene”

Creato il 16 ottobre 2013 da Postscriptum

Il Commissario Pepe, ritratto di una società “perbene”
“Il Commissario Pepe” è un film italiano del 1969 diretto da Ettore Scola. Una commedia molto particolare, tratta dal romanzo di Ugo Facco De Lagarda, nella quale un commissario di Polizia, interpretato da Ugo Tognazzi, si trova a indagare sul degrado e sull’ipocrisia della società che si definisce “perbene”, ma che in realtà nasconde comportamenti che nulla hanno a che vedere con il giusto vivere.
- Antonio Pepe(Ugo Tognazzi) è un Commissario di Polizia abile, corretto e rispettoso delle regole. Nella città del Veneto dove presta servizio non si verificano mai fatti di cronaca rilevanti, se non proprio l’ordinaria amministrazione. Tutto tranquillo, almeno finché, dopo vari avvisi con lettere anonime, viene incaricato di svolgere delle indagini su comportamenti poco edificanti che accadrebbero nella propria città. Il Commissario Pepe comincia allora a prendere tantissime informazioni, con il suo stile calmo ma deciso, e scopre cosa c’è dietro quella società “perbene”, dai ricchi signori ai borghesi, dal clero ai nobili, tutti all’apparenza perfetti e persone di gran classe ma che in realtà vivono di eccessi e di comportamenti scabrosi: ad esempio due anziani che subaffittano stanze per incontri amorosi; la figlia del prefetto che si prostituisce per mantenere l’amante; una nobildonna, che cura diverse opere benefiche, organizza orge nella propria villa; una suora con tendenze omosessuali; un ex-manicure che convive con dieci studenti, e molte altre situazioni. Tutto come da tempo dice strombazzando sulla moto per tutta la città un invalido che vive da solo, Nicola Parigi(Giuseppe Maffioli). Il Commissario Pepe si trova così davanti a un difficile compito. Come finirà?


- Un film da riscoprire e da rivalutare.
Girato a Vicenza e dintorni, Ettore Scola scrive “Il Commissario Pepe” assieme a Ruggero Maccari, prendendo spunto dal romanzo di Ugo Facco De Lagarda. Protagonista Ugo Tognazzi, in una delle interpretazioni più importanti del grande attore cremonese. Antonio Pepe è un brav’uomo, attento ai giusti comportamenti, delicato nello svolgere il suo lavoro ma che si trova a affrontare un’indagine più grande di lui. E però riesce a mettere insieme tutti gli elementi per poter comprendere come una società agiata e onesta a una prima impressione, sia in realtà ipocrita e fintamente perbene. Scoprirà che persino la sua fidanzata fa quello che non dovrebbe. La deriva sessuale è il principale vizio delle persone di ogni livello sociale della città, dalle più in vista a quelle insospettabili.

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Il Commissario Pepe si trova a fare i conti con la sua coscienza
e a entrare in un mondo sotterraneo che non avrebbe nemmeno immaginato, e a dover prendere delle decisioni che possono far saltar tutto. Tutto questo è raccontato dalla regia sempre efficace di Scola che valorizza al meglio un Tognazzi straordinario, perfettamente calato nel personaggio. Che quando torna a casa la sera ha sempre da ridire verso la sua anziana governante, e lei a sua volta verso di lui: la donna rappresenta quell’autenticità della gente della provincia veneta così come il personaggio dell’invalido di guerra, che vive da solo, va in giro a lanciare offese e improperi ed è contento solo se ne riceve a sua volta. Una voce isolata nell’intera città, ma è genuino e caustico al punto giusto, in un primo momento sembra visionario ma presto si comprenderà quanto dice, ed egli stesso si definisce soddisfatto se respinto e malvisto.
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E, come spesso accade, possiamo notare come il cinema italiano classico sia uno specchio fedele della società e come allora, con opere quali “Il Commissario Pepe” si rappresentano anche i vizi dell’Italia di oggi. Scandali di ogni genere in una società ipocrita e corrotta dai piani “alti” a scendere, fino anche alla gente comune, segno di una decadenza che parte da lontano ma che prosegue.

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- Ma un altro fondamentale elemento che fa di questo film un’opera da ricordare è la colonna sonora del maestro Armando Trovajoli. Ettore Scola, nelle occasioni durante le quali rilascia delle interviste che riguardano la sua carriera cinematografica, sottolinea come l’apporto del compositore romano sia stato fondamentale per completare i propri film. E per ”Il Commissario Pepe” Trovajoli, che è stato uno dei più importanti interpreti del jazz italiano, propone in questo caso diverse variazioni che toccano pure altri generi, regalando leggerezza al film e allo stesso tempo mettendo in risalto il retrogusto molto amaro del racconto. La sintesi sta nel “Tema” del Commissario, che apre i titoli di testa, si ripete con arrangiamenti differenti e chiude anche la pellicola. Inoltre troviamo pure la canzone “We’ll Keep Trying” scritta da Armando Trovajoli e cantata da Lydia MacDonald, dove l’accompagnamento per chitarra è essenziale.

Il Commissario Pepe – Theme

Il Commissario Pepe – Masquerade

We’ll Keep Trying

“Il Commissario Pepe”, diretto da Ettore Scola – Italia 1969 – Commedia
attori e ruoli: Ugo Tognazzi (Commissario Antonio Pepe), Silvia Dionisio (Silvia), Giuseppe Maffioli (l’invalido, Nicola Parigi), Tano Cimarosa (agente Cariddi), Marianne Comtel (Matilde), Dana Ghia(suor Clementina), Veronique Vendell (Mariastella), Elsa Vazzoler (una vecchia prostituta), Elena Persiani(contessa Norma), Gino Santercole(Oreste), e tra gli altri Rita Calderoni, Natale Paola, Giorgio Casanova, Antonio Cazzola, Achille Girotto, Anna Gaboardo, Araldo Geremia, Virgilio Scarpin, Anacleto Lucangeli, Ampelio Sommacampagna, Pippo Starnazza
Soggetto: Ettore Scola, Ruggero Maccari, tratto dal romanzo di Ugo Facco De Lagarda
Sceneggiatura: Ettore Scola, Ruggero Maccari
Fotografia: Claudio Cirillo
Montaggio: Tatiana Morigi Casini
Scenografia: Gianni Polidori
Musica: Armando Trovajoli
Prodotto da Pio Angeletti e Adriano De Micheli per Dean Film, Juppiter Cinematografica, distribuzione della Titanus, colore, 108′

Giuseppe Causarano
Twitter @Causarano88Ibla


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