
Fa’, o Signore, che io non mi sorprenda mai.
Donami occhi rispettosi del tuo creato, occhi attenti, occhi riconoscenti.
Insegnami a fermarmi : l’anima vive di pause;
insegnami a tacere : solo nel silenzio si può capire ciò che è stato
concepito in silenzio.
Ovunque hai scritto lettere : fa’ che io sappia leggere
la tua firma dolce nell’aiuola pettinata,
la tua firma forte nell’acqua del mare agitata.
Hai lasciato le tue impronte : fa’ che io sappia vederle
Nei puntini delle coccinelle, nel brillìo delle stelle.
Tutto è tempio,tutto è altare.
Rendimi disponibile alle sorprese :
comprenderò la liturgia pura del sole, la liturgia mite del fiore ;
sentirò che c’è un filo conduttore in tutte le cose….
(Michel Qoist)
a cura di Marianna Micheluzzi ( Ukundimana)

Inviato il 16 marzo a 21:42
E, sempre a chi non l'avesse letta prima, buona lettura e riflessione del testo di Qoist su Paperblog Italia.