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Il doodle di Google è per Amelia Earhart

Creato il 23 luglio 2012 da Franzrusso @franzrusso

Il doodle di Google oggi è per Amelia Earhart, Lady Lindy, come venne soprannominata, l’aviatrice scomparsa, e mai ritrovata, nel 1937, di cui oggi si ricordano i 115 anni dalla nascita. Di recente sono stati scoperti dei resti nell’atollo di Nikumaroro che fanno pensare siano appartenuti all’aviatrice, gettando nuova luce sull’incidente

Google doodle  - Amelia Earhart
 

La donna che è rappresentata nel doodle di oggi su Google è Amelia Earhart, una delle prime donne aviatrici della storia, ma sicuramente la più famosa. Amelia Earhart nel 1937 tenta di fare il giro del mondo, dopo essere stata la prima donna a fare la transoceanica, da Terranova a Londonderry nell’Irlanda del Nord. Lady Lindy, come venne poi soprannominata, per questa impresa è la sola dopo Lindbergh. Ma il suo sogno che coltivava sin dall’età di 20 anni, quando conobbe la passione per il volo ad un raduno insieme al padre, era proprio di fare il giro intorno al mondo.

Dopo un primo fallito tentativo, sempre nel 1937, riparte il 1° giugno da Miami arrivando nei pressi dell’isola di Howland. Ma quando mancano ormai 7 mila miglia al termine dell’impresa, per il fatto di non avere mappe troppo aggiornate, il carburante comincia a scarseggiare. A nulla sono valse le richieste di aiuto via radio alla vicina guardia costiera. E dal 2 luglio di quell’anno non si hanno più notizie di Amelia Earhart e del suo compagno di viaggio, il navigatore Frederick J. Noonan, nonostante le massicce operazioni di ricerca. Ricerche che non portarono ad alcun esito e nel 1939 Amelia Earhart e il suo navigatore vengono dichiarati morti.

Amelia Earhart
Ma è proprio notizia di questi giorni, dopo 75 anni, che nei pressi di un atollo di Kiribati, Nikumarono, sono stati ritrovati dei resti e degli oggetti come vecchi trucchi e lie di vetro e dei gusci aperti con un coltello che farebbero pensare che l’aviatrice e il suo navigatore siano sopravvissuti all’incidente, morendo successivamente.

Questi indizi per gli archeologi evidenzierebbero un disperato tentativo di sopravvivenza. Lo scioglimento del vetro, parziale, scurito da verde a marrone come se fosse stato esposto al fuoco, sarebbe dovuto al suo utilizzo per la bollitura dell’acqua di mare, allo scopo di renderla potabile. «Non c’è acqua sulla superficie delle isole di Nikumaroro – spiega l’archeologo del Tighar Thomas King, – eccetto quella che cade con le piogge».

Analisi successive sui contenitori restanti hanno rilevato la presenza di “Campana Italian Balm“, una lozione molto utilizzata nell’America degli anni ’30, del rossetto e un cosmetico “Mennen“. Inoltre, sono stati trovati i resti di un portacipria: alcune schegge di metallo con tracce chimiche di acidi utilizzati nei prodotti cosmetici e uno specchio spezzato.

Dopo tanti anni in cui sono state ricostruite tante possibili storie da spiegare la scomparsa, vuoi anche misteriosa, di Amelia Earhart, forse queste ricerche potranno finalmente svelare la verità.

Una piccola curiosità, è la prima volta, o una delle prime, che un doodle di Google richiami un personaggio legato a fatti o avvenimenti così recenti. Spesso, il più delle volte anzi, i doodle sembrano, per ovvi motivi, slegati dalla realtà che viviamo per farci riflettere e conoscere meglio personaggi o fatti importanti per la nostra storia. Stavolta, per pura coincidenza, il doodle è davvero molto attuale, tale da sembrare organizzato apposta, ma così non è, in pieno stile Google.

Nel 2009 è stato realizzato un film biografico sulla sua vita intitolato Amelia. Il film è diretto da Mira Nair ed interpretato da Hilary Swank, nel ruolo della Earhart.

 


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