Vittorio Feltri, per spiegare la sentenza d’appello sul Lodo Mondadori, utilizza la metafora del gatto e del topo.
Cosicché tra magistrati e Berlusconi è in atto non una disputa dialettica, bensì un duello all’ultimo sangue.
Nel quale - se ci è concessa la metafora - Silvio è un topo veterano, rotto a ogni astuzia, e i magistrati sono i gatti che gli danno la caccia, costringendolo a nascondersi come può, anche dietro qualche leggina ad personam, nei momenti di disperazione. D’altronde per non finire in bocca ai felini, di cui è famosa la spietatezza, il sorcio ha il diritto di rintanarsi dovunque. Per quanto stanco di essere inseguito, il topo sembra imprendibile. E i gatti, sempre più nervosi, hanno intuito che per acchiapparlo è necessario indebolirne la fibra. Come? Intaccando le sue riserve alimentari. Ecco fatto. Berlusconi, minacciato nelle sue aziende, si sente smarrito. Nessun imprenditore ha nel cassetto 550 milioni di euro.