Il Giudice Competente

Creato il 06 aprile 2011 da Albix

La Camera dei Deputati ieri, per 12 voti in più, ha deciso di investire la Corte Costituzionale per dirimere il conflitto di interessi, sollevato dalla maggioranza attuale , su chi sia il Giudice Naturale (o competente, se si preferisce) a conoscere del caso Ruby, tra il Tribunale di Milano ed il Tribunale c.d. dei Ministri.

La Procedura Penale è uno degli esami più impegnativi del corso di laurea in Giurisprudenza (indispensabile per accedere alla carriera forense ed a quella di magistrato), ma non si pensi che sia materia nuova o propria dei tempi moderni e delle legislazioni attuali. Perfino nella Bibbia troviamo casi di competenza, apparentemente semplici ma in realtà assai complessi.

Basti pensare a Pilato che in un primo momento rifiuta di giudicare Gesù, dichiarando competente Erode (salvo poi vedersi rispedire indietro da Erode l’Illustre imputsato, con la scusa di non essere a sua volta competente: Cap. 23 di San Luca); ).

Oppure possiamo leggere negli Atti degli Apostoli di Paolo, che appellandosi a Cesare (in quanto cittadino romano ne aveva diritto) si sottrae alla feroce e pregiudiziale giurisdizione dei sinedriti (Atti degli Apostoli, Cap. 25).

Tralascerò quindi i dettagli tecnici per andare al cuore della questione.

Come avvocato sostengo che ognuno(innocente o colpevole che sia) ha diritto di fare tutto quanto in suo potere per realizzare la sua strategia processuale, ivi compresa, laddove vi siano questioni di procedura controverse, la ricerca del giudice naturale previsto per quella specifica giurisdizione.

Come cittadino avrei preferito non assistere a certe scene che si stanno svolgendo in Parlamento dove  due schieramenti si affrontano per decidere chi debba giudicare uno di loro (che è anche capo del partito di maggioranza e capo del governo in carica) invece di discutere della disoccupazione giovanile, della emergenza umanitaria costituita dai migranti africani, della ricostruzione dell’Aquila, della guerra in Libia, della cultura agonizzante, delle famiglie in difficoltà.

Un mio vecchio  maestro di diritto mi diceva che quando in un processo emergono troppe questioni procedurali, esse finiscono per costituire una barriera fumogena alla ricerca della verità. Ed io aggiungo che gli avvocati, oggi, hanno perso l’antico spessore di ricercatori della verità processuale, di abili oratori, di capaci ragionatori e costruttori di logiche e sillogismi, per divenire degli azzeccagarbugli, abili ad imbrogliare le carte ed a trovare cavilli procedurali per fare assolvere i loro clienti o per sottrarli alla giurisdizione (ma questo è anche colpa della fragilità e delle carenze del sistema processuale predisposto dallo Stato).

Non vedo nè Cristi innocenti, nè Paoli di Tarso  in questa triste e miserrima vicenda di Ruby-rubacuori; e non saprei neppure dire chi sia Pilato e chi invece Erode in questo palleggiamento di competenze processuali tra procure, tribunali e consessi politco-giudiziari.

Una cosa è certa: il popolo italiano è la palla presa a calci da giocatori senza scrupoli, affaristi, opportunisti, ricchi mercanti, intellettuali venduti e senza dignità, servi, nani e ballerine.

Sento il bisogno di respirare aria nuova; di vedere facce nuove sulla scena politica; di sentir parlare e discutere di problemi seri.

Comincerei con una nuova legge elettorale che restituisca al Parlamento una composizione proporzionale, dove chi ha il 30% dei voti non diventi padrone assoluto della maggioranza e debba invece fare i conti con gli altri eletti.

In un sistema elettorali proporzionali la mancanza di una maggioranza assoluta costituisce un giusto contrappeso all’esercizio del potere. Come ai tempi della tanto vituperata Prima Repubblica e della Democrazia Cristiana.


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