Il lavavetri spericolato del Policlinico Umberto I

Creato il 21 agosto 2012 da Decorazionisegrete



Dico davvero... quando il mio amico Keru mi ha mandato queste foto pensavo si trattasse di una delle tante "stramberie" del suo recente viaggio nei paesi dell'est.
Invece no... queste immagini sono state scattate ieri a Roma, capitale d'Italia, al Policlinico Umberto I presso il dipartimento di neurologia alle alle 12.45/13 circa.
Si vede chiaramente un addetto alla pulizia dei vetri che è pericolosamente sbilanciato all'esterno del davanzale della finestra del secondo piano che vuole pulire con estrema cura... evidentemente.
Il tutto senza protezioni, senza imbragatura, senza un casco... nulla!!!

Ma è possibile che sia questo il massimo della sicurezza sul lavoro che è garantita a Roma, in un luogo pubblico come un ospedale, nel 2012?
Può essere che una persona per svolgere il suo lavoro deroghi completamente alla propria sicurezza mettendosi a rischio in maniera così folle?
Basta guardare queste foto per capire che, si... è possibile.
Persino gli equilibristi del circo di Moira Orfei hanno la rete di protezione...
Che poi se qualcosa va storto le chiamano morti bianche... ma la buona metà di queste morti, sono morti stupide, non bianche!
Perchè chi decide di sporgersi senza protezione dal secondo piano di un palazzo senza un'opportuna imbragatura non è un temerario...è uno sciocco imperdonabile.
Ho detto sciocco?... volevo dire idiota.
E lo stesso si può dire per tutti quei lavoratori che ogni giorno per sbadataggine, per imperizia o semplicemente perchè si sentono invincibili svolgono compiti rischiosissimi come se stessero bevendo un bicchiere d'acqua senza pensare che potrebbe essere, con molta probabilità, l'ultima cosa che fanno nella loro vita.
Perchè i dipendenti non pretendono più sicurezza?
Perchè il datore di lavoro non offre (...e impone) maggiori standard di icurezza?
Perchè ti va bene una volta, due ...tre... forse ti va bene per anni... ma poi, come una roulette russa, capita che qualcuno la sera non torna a casa.
Chissa quando toccherà al lavavetri di queste foto.
Spero (sinceramente) mai.


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