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il libro del cuore della settimana, Jenny Erpenbeck, E non è subito sera, Feltrinelli

Creato il 28 novembre 2013 da Atlantidelibri

 

Il suo primo libro pubblicato in Italia,Di passaggio, con al centro della narazione una tenuta brandeburghese e gli abitanti che via via si erano succeduti come suoi abitanti, era stato un piccolo long seller anche qui ad Atlantide. Ora Feltrinelli propone un altro suo affascinante lavoro nella collana Indies, nata con l’intento di far conoscere ad un ampio pubblico autori che si sono fatti notare grazie al lavoro di editori indipendenti: in questo caso, la partnership è con Zandonai.

 

Che la Storia con la S maiuscola appassioni e sia fonte di ispirazione per l’autrice è chiaro anche con questa sua opera, che esplora le possibilità che il destino e la storia possano far prendere una piega divesa alle nostre esistenze; ma non pensiate che le “variazioni sul tema” de ED E’ SUBITO SERA sia un freddo lavoro sulle diverse modalità che l’esistenza dei suoi protagonisti potrebbero prendere SE, scopiazzando la trama di Sliding Doors.

 

Jenny Erpenbeck è davvero troppo in gamba per ridurre il tutto ad una semplice scampagnata tra diverse situazioni storiche. Il suo è un lavoro più attento e preciso sulle psicologie, sulle motivazioni e sulle sensazioni, non dimenticando di porre il lettore sulle tracce di temi filosofici più ampi, sul significato del tempo e dell’esistenza. Una ottima autrice, davvero!

 

Jenny Erpenbeck auf dem Blauen Sofa

Jenny Erpenbeck auf dem Blauen Sofa (Photo credit: Das blaue Sofa)

traduzione di Ada Vigliani

 

“C’era un intero mondo di ragioni perché la sua vita giungesse allora a una possibile fine, così come al tempo stesso c’era un intero mondo di ragioni perché lei adesso potesse e dovesse essere ancora in vita.”

 

Il libro

 

Se si potesse seguire dall’alto il percorso di una vita, vedremmo con chiarezza come ogni suo istante si lasci alle spalle innumerevoli possibilità che non si sono avverate. In E non è subito sera Jenny Erpenbeck adotta uno sguardo al condizionale (“cosa sarebbe successo se…”) per dipanare cinque possibili vite – e cinque fatali esiti – di una donna attraverso il Novecento. Davanti ai nostri occhi si dischiude un insospettabile ventaglio di vie alternative, a partire da una fredda culla nella Galizia asburgica nei primi anni del secolo per giungere, passando per la Vienna rossa del primo dopoguerra, all’Unione Sovietica dei grandi processi farsa e alla Germania hitleriana, sino alla Berlino riunificata e postcomunista. Con un tocco allo stesso tempo appassionato e distaccato, che ricorda quello di un angelo wendersiano, Erpenbeck sottolinea l’intreccio fra la Storia e le vicende minute con inestimabile ricchezza di dettagli: oggetti che passano di mano in mano, echi di frasi che si rincorrono attraverso gli anni, incontri fortuiti, decisioni istintive o ponderate che, all’insaputa di tutti, diventano i crocevia dei destini di un’intera famiglia.

 

Jenny Erpenbeck (1967) è nata a Berlino Est ed è l’ultima erede di una dinastia di intellettuali della Ddr. Il suo esordio letterario, Storia della bambina che volle fermare il tempo (Zandonai, 2013) la consacra come astro nascente della letteratura tedesca contemporanea. Con il pluripremiato Di passaggio (Zandonai, 2011) si impone definitivamente sulla scena letteraria internazionale, ottenendo un sorprendente successo di pubblico e di critica anche oltreoceano. Feltrinelli ha pubblicato E non è subito sera (2013).

 



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